Di Angelo Sessa.


Anche in questi mesi di crisi mondiale, Dubai e gli Emirati del Golfo Persico continuano la propria espansione economica, puntando sulla finanza, le grandi opere urbanistiche e il turismo. Un fascino che aumenta con la fama di destinazione ‘glamour’ e di lusso.

Non si è persa quindi la spinta verso i grandi investimenti, verso la costruzione di una immagine ‘patinata’, quindi verso il futuro. Questo dinamismo si percepisce appena usciti fuori dall’aeroporto, durante il percorso che conduce all’albergo, in qualunque parte della città esso si trovi. Ovunque, infatti, si stagliano nel cielo nuove costruzioni circondate da enormi gru che lavorano giorno e notte.

Nascono così e prendono forma i progetti faraonici delle Palme e del ‘The World’, che stanno ridisegnando il volto della costa, dei parchi tematici e degli innumerevoli grattacieli che sfidano il cielo in una corsa verso l’alto.

 

Pochi chilometri ed ecco il deserto

Il primo giorno, per farci prendere subito contatto con il le caratteristiche uniche di Dubai, il programma prevede un’escursione nel deserto. L’Emirato, infatti, non offre solo la città mirabolante sorta dal nulla con i suoi palazzi dal design avveniristico e le sue spiagge. Basta allontanarsi di pochi chilometri ed ecco che il deserto si rimpossessa dello scenario. All’inizio sono solo rocce ed arbusti, poi appaiono le dune di sabbia sempre più altre ed imponenti e il deserto diventa il vero padrone.

Questa opportunità si può sfruttare in due modi: uno moderno e dinamico, l’altro più tranquillo e romantico. Perché allora non provare entrambe le sensazioni con un safari? Si inizia con un il rodeo a bordo di una jeep che avanza a tutta velocità tra le dune fino a cavalcarne la cresta in salite e discese mozzafiato. Alla fine  si arriva ai campi beduini tra cammelli, tende e tappeti dove finalmente ci si può rilassare godendo delle suggestioni della luna che appare tra le dune.

 

Dubai: la città del futuro

Tornati in città, comincia la visita di Dubai. Nonostante la modernità galoppante che ci circonda, iniziamo il nostro giro con la visita del distretto di Bur Dubai, la città vecchia. La principale attrazione dell’area storica è il Forte Al Fahidi, nel quale si trova il Museo di Dubai. Il forte, costruito nel tardo 18° secolo, che in passato  è stato anche la sede del governo, la residenza dei governanti e persino una prigione, ora costituisce il punto di partenza per una visita all’antico distretto di Bastakiya. Il forte restaurato offre un’affascinante visione del passato con i suoi reperti archeologici, tra i quali armature, lance, coltelli e cannoni.

Pochi passi e ci immergiamo nell’atmosfera dei souk, il legame con la propria tradizione, che l’ha vista nei secoli ricoprire il ruolo di crocevia dei commerci tra Occidente e Oriente, tra l’Africa e le Indie. Se ci si vuol fare un’idea basta recarsi al souk: una passeggiata nelle sue stradine, situate  nella parte nord del Creek, significa immergersi nel lusso e nello splendore luccicante delle vetrine di oltre 800 gioiellerie che espongono con magnificenza i propri prodotti.

Sempre nella parte settentrionale del Creek, proprio al fianco di quello dell’oro si trova il Souk di Deira, che offre una la possibilità di una piacevole passeggiata tra una vasta quantità di spezie, disposte in grandi sacche che lasciano traspirare le fragranze che rimandano a tempi lontani e a pietanze raffinate. Al tramonto, poi, quando le attività fervono, si possono ritrovare tutte le atmosfere di un souk orientale, senza però nessuna invadenza e in completo relax.

Senza dubbio il punto di vista migliore per ammirare gli impressionanti palazzi che stanno cambiando il volto della città è quello offerto dal Creek di Dubai. Navigare a bordo di un dhow (l’imbarcazione tipica in legno) in una calda sera, benché tipicamente turistica, è sicuramente una esperienza gradevole e consente di vedere la città da un’altra prospettive, con le luci dei grattacieli e dei palazzi che si riflettono nell’acqua. A bordo viene servita anche la cena che rende più confortevole l’escursione.

Il secondo giorno inizia con la visita al Museo Miraj, sul lungomare Jumeirah. Il Miraj Islamic Art Centre è al tempo stesso un museo e un centro di esposizione  di opere d’arte provenienti da tutto il mondo islamico. Le sale raccolgono i migliori esempi di arte islamica degli ultimi 500 anni, ma al tempo stesso mantiene un occhio attento sulle moderne forme espressive che meglio rappresentano lo stile di vita contemporaneo.

Il visitatore non può fare a meno di notare il forte legame con la tradizione, nella quale l’arte islamica è una rappresentazione del comunione dell’artista con Dio, tramite i colori brillanti, l’armonia del design e la poesia delle forme.  Rimanendo sulla Jumeirah Beach Road, arriviamo alla Moschea di Jumeirah, che con la sua enorme cupola centrale è la più conosciuta e caratteristica di Dubai. La sua peculiarità consiste nell’essere l’unico luogo di preghiera al quale è permesso l’accesso anche ai non musulmani.

 

 

La Vela e la vita notturna al Madinat

Il Burj Al Arab, più comunemente conosciuto come “l’hotel a forma di vela” è diventato il simbolo di Dubai: la sua forma e la sua architettura avveniristica ne fanno la sagoma più riconoscibile dello “skyline” dell’Emirato, almeno fino a quando non sarà completata la Torre di Dubai, il futuro grattacielo più alto del mondo. La sua costruzione cominciò nel 1994, dopo aver creato un’apposita isola nel mare dalla quale far emergere l’edificio con i suoi 321 metri d’altezza. Nelle vicinanze, troviamo il Souk Madint Jumeirah, interessante per i suoi 75 negozi di giorno e per i tanti locali la notte, quando il Burj Al Arab si staglia illuminato tra torri e merli.

Aperto nel 2004, questo centro che si affaccia sulla spiaggia, è stato realizzato nel tradizionale stile architettonico arabo. Nel Madinat si trovano un teatro, numerosi ristoranti, dove è possibile cenare lungo i canali, bar, discoteche “trendy” e tanti angoli suggestivi.  Dalla costa si aprono le famose ‘palme’,  lingue di terra portate artificialmente per realizzare villaggi da sogno. Su quella situata di fronte Jumeirah Beach è stata da poco inaugurata una tra le strutture più attese nella futuristica metropoli, l’ Atlantis The Palm, il primo resort extra-lusso che sorge sulla rivoluzionaria isola “The Palm” (presentato in Italia dal catalogo de ‘I viaggi del Mappamondo).

Una struttura all’avanguardia dedicata anche alle famiglie grazie all’adiacente parco acquatico “Aquaventure” .

 

L’appuntamento da non perdere

Chi non sa fare a meno dello shopping sfrenato anche durante le vacanze, non può perdere l’occasione di arrivare a Dubai nel periodo tra il 15 gennaio e il 15 febbraio per il ‘Dubai Shopping Festival’ l’appuntamento ‘ad hoc’ per le famiglie di tutto il mondo.

Nato nel 1996 come “vetrina delle vetrine”, il Dubai Shopping Festival si è imposto in questi dodici anni di vita, come una delle attrazioni di maggior richiamo per i turisti internazionali (3 milioni nella passata edizione).

Lo spirito stesso della manifestazione è cambiato, trasformandosi di un vero e proprio festival che offre un calendario d’eventi satellite adatti a tutti i gusti.

In cartellone ci sono concerti ed esibizioni teatrali, mostre mercato di pittori, musicisti, scultori e artigiani provenienti da tutto il mondo.

Il festival strizza l’occhio in particolare ai bambini: a loro sono dedicati spettacoli con i personaggi dei cartoni animati o con l’animazione d’artisti da strada, un immenso parco giochi all’interno del Global Village e lo sfavillio dei fuochi d’artificio che colorano le notti del festival.

 

 

OMAN

L’altra perla del golfo è l’Oman con le sue città ricche di storia, cultura e tradizione.

Muscat
La città di Muscat, fondata oltre 900 anni fa, è la più popolosa del Paese e una tra le città più pulite al mondo. Dotata di un aeroporto internazionale collegato con molte capitali e di un moderno porto, offre ai turisti viste incantevoli e giardini fioriti, i forti di Mirani e Jalali, la marina di Bander Al-Rowdah, famosa per le barche da diporto e le attrezzature di svago, il centro diving in una splendida insenatura a Bandar Jiza, il mercatino del venerdì, il parco nazionale a Qurum. Altri luoghi di interesse nella regione sono: Muttrah, con il suo rinomato souq, il mercato del pesce, la corniche, il pittoresco villaggio di pescatori a Qantab, importante porto peschereccio e centro per l’esportazione dei cavalli di Qurayat.

Nizwa è un centro del commercio ed importante località religiosa ed è conosciuta anche come la “perla dell’Islam”, con un antico forte dalla singolare forma circolare. Non lontano vi è il forte di Jabrin, del 17esimo secolo, uno dei più caratteristici e ben conservati in Oman.

La regione di A’Dakhiliya era considerata nei tempi antichi un’importante “cerniera” tra la costa e l’interno, le numerose fortificazioni e torri di guardia ne testimoniano il tormentato passato. Detiene un posto importante tra le regioni dell’Oman per il suo contributo culturale, i poeti, gli scienziati, i capi religiosi che vi hanno avuto i natali. La cittadina di Bahla, il cui forte imponente si erge su 15 porte e 132 torrioni, è stata dichiarata patrimonio mondiale dall’Unesco. Un complesso di oltre 12 km di mura circonda la città, testimoniando il suo importante ruolo nel passato. Prima delle festività dell’EID nel souq si tiene il tradizionale mercato dell’Habta

 

Parchi Naturali e Riserve

L’Oman ha uno dei Governi più sensibili alla questione ecologica nella regione, e ospita diversi centri per la tutela ambientale e riserve naturali sparsi in tutto il paese. Tra questi vi sono l’Arabian Oryx Sanctuary habitat naturale per specie quali lo stambecco della Nubia, il Caracal, la gazzella araba, il gatto delle sabbie e l’otarda. La riserva di Ras al-Jinz è il paradiso delle testuggini. A ottobre e novembre Muscat diventa la capitale mondiale dei rapaci, tra cui l’aquila della steppa, l’aquila anatraia maggiore, la poiana codabianca diverse specie di gheppi.

A Salalah il periodo migliore per il bird-watching va da dicembre a gennaio, quando ogni tipo di trampolieri e di uccelli acquatici – cicogne, fenicotteri, aironi, gabbiani e sterne è attirato verso i khor (calette) situate nell’area urbana. Maggio è il periodo migliore per vedere gli uccelli di passaggio provenienti dall’Africa, tra cui la ghiandaia marina europea, il cuculo dorato di Levaillant e il martin pescatore dalla testa grigia. Entro luglio questi uccelli hanno già spiccato il volo verso altre zone della penisola arabica.

 

Fondali incontaminati
Le immersioni in Oman sono tra le migliori al mondo. Una vasta barriera corallina, con tiepide e ricche acque ospitano una grande varietà di pesci dai sottili cavallucci marini alle grandi mante giganti. Le immersioni offerte soddisfano sia i subacquei più esperti sia chi farà uso della semplice maschera in fondali poco profondi. Ci sono molti relitti per esperti subacquei e un numero di qualificati centri diving che offrono corsi sia per principianti che per istruttori subacquei. Ci sono almeno 63 punti di immersione in Oman, tra i migliori si segnalano le isole Daymaniyat, Bandar khayran e l’isola Fahal.

 

QATAR

Doha

Tra le località che si affacciano sul Golfo, Doha si distingue per la sua atmosfera calma e rilassante, con la sua piacevole baia e le attrazioni culturali.

Tra queste  il Museo Nazionale del Qatar che occupa quello che era il palazzo di Shaikh Abdulla Bin Mohammed, emiro dal 1913 al 1951. Il museo include un acquario su due livelli: il piano superiore è pieno di pesci imbalsamati, mentre esemplari viventi, tra i quali i migliori sono probabilmente le tartarughe, si trovano nel seminterrato. Altre collezioni includono un interessante spazio sui viaggi per mare e sui metodi di navigazione tradizionale attraverso gli astri, oltre a esposizioni sull’Islam, la vita nel deserto, l’astronomia, l’industria del petrolio e il tradizionale stile di vita della popolazione locale.

Il Museo Etnografico si trova in una restaurata casa tradizionale del Qatar, situata nel cortile centrale di un nuovo centro commerciale. Il museo fotografa la vita prima del rapido sviluppo del petrolio e illustra la quotidianità di una famiglia comune. La casa include una delle poche torri del vento rimaste nel Golfo, la tradizionale forma di aria condizionata della regione.

Il forte di Doha è veramente un altro museo, abbastanza simile al Museo Nazionale. Vi sono delle buone esposizioni sui mestieri tradizionali, inclusi l’intaglio, la realizzazione dei gioielli, la realizzazione di corde e la tessitura. Vi è inoltre un Museo Postale, ma dovete essere proprio accaniti filatelici per affrontare il viaggio. Se siete appassionati di montagne russe non perdetevi il Regno di Aladino, l’unico parco divertimenti nel Golfo a offrirle come attrazione.

 

Umm Salal Mohammed

Prima città a nord di Doha (da cui dista 25 km), il fulcro di Umm Salal Mohammed è il suo forte, visitabile quando qualcuno si trova nei paraggi ad aprirne la porta (al mattino avrete più probabilità). Si tratta di un edificio rettangolare dipinto a calce relativamente piccolo con due torri, una delle quali raggiunge l’altezza di quattro piani. Vicino al forte si trova una piccola moschea con un vecchio minareto, recentemente restaurato al suo stato originario, e le rovine di alcune fortificazioni costruite in mattoni di fango.

 

Umm Salal Ali

Questa città, 40 km a nord di Doha, è famosa per la sua necropoli. I tumuli sono molto antichi, databili probabilmente al terzo millennio a.C. (gli archeologi presumono che, poiché l’Islam vieta le sepolture a tumulo, questi debbano essere dei tempi pre-islamici). Nonostante non siano al livello dei tumuli del Bahrain, sono sicuramente degni di un’occhiata, soprattutto se non ne avete mai visti.