Di Liliana Comandè

Alla scoperta di un paese incredibilmente diverso dove il passato e il presente si fondono magicamente.

Visitare il Brasile, oggi come anni fa, significa provare profonde emozioni, vuol dire estasiarsi davanti a spettacoli naturali che non hanno eguali in altre parti del mondo e sorprendersi anche per la bellezza, sottovalutata, delle sue grandi città. Rappresenta, inoltre, l’incontro con un popolo vitale e semplice, dove la parola semplice sta nella capacità di saper vivere in maniera non troppo formale e di gioire e godere di tutto ciò che la natura ha regalato: mare, splendide spiagge, vegetazione rigogliosa, senso musicale. È un popolo, quello brasiliano, che ha mantenuto le tradizioni e la cultura del passato attraverso una religiosità che fonde il cattolicesimo con il paganesimo e si esprime attraverso cerimonie e manifestazioni che a noi sembrano eccessive ma che fanno parte del suo modo di vivere.

 

I costumi africani, infatti, si sono amalgamati con quelli occidentali dando vita ad un miscuglio straordinario che si esplica in un folklore che comprende sia i riti primitivi di culto, quali le macumbas e i condombles, sia le danze e le feste popolari, come il famoso Carnevale, nelle quali è totale il coinvolgimento della popolazione.

Il viaggio mi ha dato modo di conoscere, seppure in minima parte, un paese straordinario che ha suscitato in me tante emozioni. Mi ha convinto, soprattutto, a ritornarci!

Un paese sconfinato

Il Brasile ha una superficie vastissima. Praticamente è grande quanto la metà dell’America del nord. Situato quasi tutto nell’emisfero australe, ha le stagioni contrarie alle nostre, quindi, quando in Europa è inverno in Brasile è estate e viceversa. Ma mentre al nord fa sempre caldo (in inverno la temperatura può raggiungere anche i 35 gradi), al sud può capitare che nevichi. Alle diversità climatiche si aggiungono quelle culturali e sociali dei vari stati che lo compongono. Questi contrasti rendono il Brasile un paese pieno di contraddizioni. E forse il suo fascino sta proprio in questa sua incoerenza ed unicità.

 

È inoltre una nazione composta prevalentemente da giovani: su 156 milioni di abitanti, infatti, il 70% ha meno di 30 anni. Ciò la porta ad essere proiettata verso il futuro per il potenziale di risorse umane che possiede e che molti altri paesi (vedi il nostro) non hanno. Il nome Brasile le proviene dal legno dell’albero “pau-brasil” (color della brace), abbondante risorsa naturale che fu sfruttata a lungo dai suoi colonizzatori, i portoghesi.

Molto o poco, secondo i punti di vista, si è detto del Brasile. Spesso, un certo tipo di giornalismo, ha abbondato in informazioni negative che lo hanno danneggiato sul piano turistico. Altre volte, invece, si è enfatizzato sul carattere e sull’esagerata allegria dei brasiliani, dando del paese una immagine che, comunque, va ridimensionata. In fondo com’è realmente il Brasile? È pericoloso come ci vogliono far credere i mass media?

 

Oppure è come tutti i paesi dell’America Latina (o, per non andare troppo lontano, anche come alcune regioni italiane) dove è sufficiente qualche cautela per girare tranquillamente nei luoghi di interesse turistico, senza incorrere in spiacevoli situazioni? La verità, come sempre, sta nel mezzo. Tutte le grandi metropoli del mondo presentano dei rischi che vanno calcolati. C’è sempre troppa popolazione rispetto ai posti di lavoro esistenti e la microcriminalità trova terreno fertile laddove esistono problemi legati all’occupazione. Pertanto, se nelle città più grandi le donne locali non portano gioielli, è inutile che le turiste vadano in giro agghindate come le “Madonne di Loreto”. Una stupida ostentazione di monili d’oro può soltanto farci considerare “prede” dei malintenzionati. Come, del resto, accade in ogni luogo del mondo.

Rio de Janeiro

Il Brasile non è solo Rio, tuttavia non si può assolutamente trascurare una città come questa, che recita ancora oggi il ruolo di primadonna grazie alle sue mille attrattive. E proprio al richiamo esercitato dall’indiscutibile fascino di Rio, il Brasile deve molto. Per tanti anni, infatti, la metropoli è stata meta di un turismo d’élite, prima, e di massa successivamente. Anche se molti pensano che Rio de Janeiro sia la capitale del Brasile, in realtà non lo è più dal 1960. Ma la sua notorietà la porta ad essere ancora considerata tale. Deve il nome agli scopritori che nel 1502, entrando nella baia di Guanabara, credettero fosse l’estuario di un grande fiume, e poiché era il primo di gennaio, la chiamarono Rio de Janeiro (Fiume di Gennaio).

 

È una gran bella città Rio, ricca com’è di un fascino che non ha rivali con tutte le altre. È una metropoli speciale che ti entra nel cuore e negli occhi, ed è anche facile comprendere il perché di questo coinvolgimento emotivo. Innanzitutto colpisce la sua bellezza determinata dalla sua posizione. L’Oceano, le montagne dalle forme più strane, le lunghissime spiagge, le isole circostanti e le foreste tropicali la rendono unica al mondo. Inoltre, gli alti grattacieli che si susseguono a piccole costruzioni coloniali, a chiese e a monasteri di notevole bellezza, le conferiscono un incomparabile fascino.

La città vive molto il suo mare e, soprattutto, il lungomare. Fin dalle prime ore del mattino, infatti, centinaia di persone di tutte le età, vi passeggiano. Ed è così fino a tarda ora, quando ai podisti si aggiungono i ragazzi e ragazze che giocano sulla spiaggia a pallavolo o a calcio. I carioca, così vengono chiamati gli abitanti di Rio, dal nome che gli indigeni dettero alla fattoria che nel 1502 il portoghese Coelho (scopritore di Rio) si costruì (carioca = casa del bianco), sono persone gioviali e cortesi, informali e dotate di una gran gioia di vivere.

I numerosi locali notturni e ristoranti sono frequentatissimi e di sera la città diventa particolarmente animata.

Corcovado e Pan di Zucchero

Sono senza dubbio i due simboli di Rio ed entrambi sovrastano la città. Sul primo, il cui nome significa “montagna gobba” ed è alto 704 m., si erge la colossale statua del Cristo Redentore, dalle braccia spalancate, che sembra quasi abbracciare Rio. Alta 30 metri, fu costruita dallo scultore francese Paul Landowski nel 1931. Vista da vicino è veramente impressionante e, debbo ammetterlo, fa un certo effetto trovarsi sotto una statua che è oggi l’emblema della città e che abbiamo sempre visto nei libri e nei depliants pubblicitari. Dall’alto del Corcovado, come si può ben immaginare, si gode di una panorama spettacolare a 360 gradi.

 

Si vede l’Oceano, le isole più o meno abitate, il Pan di Zucchero, la terraferma e l’enorme stadio del Maracanà, il più grande del mondo che può contenere fino a 200 mila persone. All’imboccatura della baia si trovano Rio e Niteroi che, se volessimo collegarle via terra, dovremmo percorrere circa 150 Km. Un ponte lungo 14 Km, invece, unisce velocemente le due città. Una parte di questa costruzione è ben visibile dal Corcovado.

Ma è dal Pan di Zucchero che si gode di uno spettacolo unico e talmente suggestivo da essere indimenticabile. Il momento migliore per andarci è prima del tramonto. Si arriva alla sua vetta (450 m.) per mezzo di due teleferiche e subito il panorama che si presenta alla vista è da mozzafiato. Il Pan di Zucchero, infatti, domina la baia di Guanabara e tutta la città. Non ci sono parole sufficienti per descrivere l’emozione che si prova nel contemplare dall’alto la bellezza dello spettacolo nel quale la natura, il mare, il cielo e le colline si fondono con ciò che ha creato l’uomo: le case, le strade, le automobili e l’illuminazione.

Mano a mano che il sole tramonta e il cielo si tinge di rosso, si accendono le luci della città. La baia, solcata da barche a vela e yacht, si illumina e riflette i bagliori delle luci. A sinistra la spiaggia di Copacabana si colora e sembra quasi una mezzaluna. Su tutta la baia si eleva la statua del Cristo Redentore che, illuminata da potenti riflettori, sovrasta la città e sembra quasi proteggerla. Ecco, a mio avviso, solo questo panorama, per le sensazioni che riesce a trasmettere, giustificherebbe un viaggio a Rio.

La città storica

Rio conserva numerosi edifici dell’epoca coloniale, molti dei quali concentrati nella Piazza Quindici Novembre, che è il centro della città. Fra i monumenti più importanti da visitare c’è la Chiesa (Igreja) barocca de Nossa Senhora do Carmo, nella quale sono conservati i resti dello scopritore del Brasile, il capitano Cabral; la Igreja de Nossa Senhora da Lapa dos Mercadores, legata ad una leggenda che narra di un colpo di mortaio sparato accidentalmente dalla Marina (nel 1893) che fece cadere una grossa statua di marmo della Madonna. Si ruppero solo due dita e tutti gridarono al miracolo. Ed ancora la Igreja de Nossa Senhora de Candelaria, il cui interno è rivestito di marmi policromi, e la Igreja e Mosteiro de Sao Bento, esempio classico di barocco brasiliano riccamente decorata con legno di jacaranda e affrescata fino alle volte. All’interno vi è un organo del 1730 ancora ben funzionante.

Il verde

Rio è una città che ha molti parchi dalla vegetazione tropicale. Consigliamo una visita al Giardino Botanico, inaugurato nel 1808, nel quale si trovano oltre 7.000 varietà di piante di ogni parte del mondo e sei laghi, uno dei quali completamente ricoperto da enormi foglie di ninfee. Sempre in città è da visitare il Parco Nazionale di Tijuca, esteso su una superficie di 100 Kmq ad una altitudine che va da 100 a 1.000 m. e la Cascatinha de Taunay, una cascata situata in una foresta tropicale.

Le spiagge

Le spiagge di Rio sono un altro dei suoi simboli. Copacabana e Ipanema sono le più conosciute, ma ce ne sono molte altre per una lunghezza totale di 35 Km. Tante, vero? E tutte dalle caratteristiche diverse, per soddisfare le esigenze di chi cerca una spiaggia tranquilla o chiassosa, piccola o sterminata. Poiché Rio è costruita sul lungomare, il mare è parte integrante della città e le spiagge sono “vissute” dai suoi abitanti. Iniziamo da Copacabana, lunga oltre 4 km e famosa sin dagli anni venti per la costruzione, sull’Avenida Atlantica, del Copacabana Palace, primo grande albergo frequentato dalle più alte personalità del mondo politico, artistico e culturale fra le quali Roosevelt, Carlo e Diana D’Inghilterra, eccetera. Oggi, lungo questa strada, sorgono numerosi hotel, caffè e ristoranti, mentre sul marciapiede del lungomare è possibile sedersi ai tavoli dei chioschi che servono, oltre al latte di cocco, birre, bevande dissetanti e la nota caipirinha . Tra la spiaggia e il mare non esistono barriere, è tutto aperto. Tranne alcune palme si ha sempre una visione totale del mare. Eleganti palazzi e grattacieli sorgono lungo l’Avenida Atlantica mentre i negozi si trovano sulla Avenida de Nossa Senhora de Copacabana, strada parallela alle spalle del lungomare. A proposito, sul lungomare c’è un grande orologio che segna i giorni che mancano al festeggiamento dei 500 anni della scoperta di Rio. L’anniversario avverrà nel 2002.

L’altra spiaggia famosa di Rio è quella di Ipanema, dalla sabbia fine a bianca. Copacabana e Ipanema sono separate da un promontorio chiamato Ponta do Arpoador e dalla spiaggia di Diabo, frequentata dai surfisti che amano il brivido in quanto le onde che si infrangono sulla roccia del promontorio sono piuttosto possenti e pericolose. Ipanema è lunga 2 Km ed anche il suo lungomare è vissuto intensamente giorno e notte. Molto eleganti i palazzi e i locali di tutta la zona. Anche ad Ipanema ci sono numerosi alberghi a 4 e 5 stelle.

Salvador de Bahia

Bahia possiede il centro coloniale più grande dell’America Latina risalente al XVI°/XVII° secolo. Abbandonato per anni al degrado più assoluto, è oggi un centro vivace pieno di piccoli negozi di artigianato e ristorantini tipici. Definita dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, Salvador Bahia è tornata agli antichi splendori attraverso un’opera notevolissima di restauro, ancora da completare. Attualmente solo il 5 per cento delle costruzioni è abitato dai bahiani, ma si sta lavorando affinché vengano tutte restituite ai suoi cittadini. Il centro storico, chiamato “Pelourinho” (dal nome della colonna bassa di marmo alla quale venivano legati gli schiavi e, quindi, flagellati) è situato nella parte alta della città, ed oltre ai vecchi edifici coloniali sulle vecchie strade si affacciano molte chiese barocche, fra le più belle del Sudamerica, che testimoniano il suo passato di capitale della più grande colonia portoghese. Nella parte bassa, collegata all’alta da ascensori, gradinate e stradine ripide, si trovano il porto, la chiesa di Nossa Senhora da Conceiçao e il Mercato Modelo, centro di artigianato locale.

 

Quella che fu la prima capitale del Brasile è oggi una bella città che ha voglia di riappropriarsi del suo passato e del suo patrimonio storico e culturale. È a Salvador di Bahia che si avverte maggiormente la fusione delle culture africane ed europee, anche se la maggioranza della popolazione è costituita da negri e mulatti. Ancora oggi è Salvador il centro culturale per eccellenza del Brasile, ed è anche la città nella quale è palpabile il suo misticismo e la sopravvivenza dei riti cristiano-pagani. È, inoltre, piena di vita. E se di giorno la gente è intenta a svolgere le normali attività lavorative, la notte la trovi tutta nel Pelourinho a bere o mangiare nei vari bar e ristorantini o ad ascoltare musica dal vivo o a ballare. È la città del divertimento, quindi, e della gioia di vivere. E per comprendere meglio quale sia la storia della città basta visitare le sue chiese, soprattutto quella di San Francesco, riccamente decorata con azulejos, intarsi lignei di jacarandà, pietra di Bahia e ricoperta di polvere d’oro. Sull’altare, una scultura del Cristo che si appoggia a S. Francesco. Poi c’è la Cattedral Basilica, Sao Pedro dos Clerigos, Ordem Terceira de Sao Francisco, Sao Domingo e N. S. do Rosario dos Pretos. Tutte le costruzioni conservano uno stile rinascimentale, barocco, neoclassico e rococò. Vale la pena anche di visitare i musei, situati sempre nel Pelourinho, che contengono statue, immagini e pezzi sacri che vanno dal XVII° al XX° secolo.

Ma Salvador è famosa anche per le bellissime spiagge tropicali che la circondano. Ben cinquanta chilometri di sabbia bianchissima, ombreggiata da alte palme e vegetazione locale, rendono ancora più affascinante e piacevole una vacanza in questa parte dell’est del paese.

Ma il Brasile di oggi pensa anche al suo futuro e alla tutela del suo ambiente e del territorio. Non molto lontano da Salvador, infatti, nella località balneare di Praia do Forte, esiste una Fondazione che si occupa della protezione delle tartarughe marine. Il Progetto Tamar, è questa la denominazione dell’ambizioso programma, ha costituito un centro nel quale ogni anno vengono fatte nascere 22.000 tartarughe, che poi vengono rimesse in mare una volta diventate adulte.

Fortaleza

È la capitale dello stato del Cearà e prende il nome da un vecchio fortino portoghese costruito nel 1603 per proteggerla dai francesi. È una bella città dotata di vie ampie e diritte e di grandi piazze. È, in fondo, la classica città balneare dove trascorrere le proprie vacanze all’insegna del divertimento. Il clima caldo tutto l’anno (in inverno la temperatura supera anche i 30 gradi) e le bellissime spiagge di Fortaleza sono un grosso richiamo per i turisti di ogni parte del mondo.

Locali, bar, ristoranti, negozi e mercatini di artigianato, rendono la città molto “godibile” e ideale per una vacanza all’insegna del più completo svago. Agli appassionati del mare, Fortaleza, offre la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici, e basta percorrere alcuni chilometri per trovarsi di fronte a spettacoli naturali veramente di grande suggestione. In uno scenario di ampio respiro si succedono candide spiagge, dove non si incontra essere umano, dune dalla sabbia bianca e fine solcate dalle veloci Dune Buggy, lagune circondate da alti palmeti e piccoli villaggi abitati da pescatori.

Il bianco della sabbia fa, spesso, da contrasto al rosso della terra e al verde della rigogliosa vegetazione tropicale. Località come Icarai, Tabuba, Cumbuco, Morro Branco, Prahia das Fontes, Pecem, Paracuru sono meta di turismo e ai piccoli alberghi si affiancano moderni e confortevoli villaggi. E per chi ama fare qualcosa di diverso dallo stare sdraiati sotto i raggi del sole c’è la possibilità di visitare monumenti storici come il bel Teatro di José de Alencar, costruito nel 1919 in stile tipicamente Liberty, il cui allestimento interno fu fatto arrivare da Glasgow. Le balaustre in ferro finemente lavorato, le sedie in paglia di Vienna e i soffitti affrescati lo rendono importante e interessante da vedere. Chiaramente Fortaleza dispone di molti alberghi e tutti di elevata categoria. Fra i tanti, il moderno Marina Park, che gode di una suggestiva vista del tranquillo porticciolo ed è dotato di ogni comfort.