
Repliche alle tesi espresse da Elisabetta Ambrosi su Il Fatto Quotidiano. Tra transizione ecologica, protocolli sanitari d’avanguardia e importanza economica per il territorio, ecco perché la narrazione contro i “resort galleggianti” è figlia di vecchi pregiudizi e disinformazione
Di Liliana Comandé
Ho letto con profondo sconcerto l’articolo a firma di Elisabetta Ambrosi apparso su Il Fatto Quotidiano, dal titolo “Oltre l’Hantavirus: cinque buoni motivi per evitare le navi da crociera”.
Da professionista del settore turistico, che lavora da tantissimi anni per garantire vacanze sicure, indimenticabili e di alto livello a migliaia di persone, non posso esimermi dal replicare a un pezzo che ritengo non solo profondamente mal informato, ma intriso di un allarmismo ingiustificato che fa leva sulle paure più irrazionali dei lettori.
Liquidare un intero settore industriale – uno dei più regolamentati e tecnologicamente avanzati al mondo – con argomenti anacronistici o ingigantiti significa fare disinformazione. Vediamo perché la realtà è ben diversa da quella descritta nell’articolo.
Il mito della “bomba ecologica” e la transizione green della flotta mondiale
L’articolo accusa le navi da crociera di essere nemiche dell’ambiente. È una narrazione ferma a vent’anni fa. Oggi l’industria crocieristica è il vero motore della transizione ecologica marittima. Le principali compagnie stanno investendo miliardi di euro nella decarbonizzazione: l’adozione del GNL (Gas Naturale Liquefatto) ha già azzerato le emissioni di ossidi di zolfo e ridotto drasticamente quelle di CO2 e particolato. Moltissime navi moderne sono già predisposte per l’alimentazione a terra nei porti (cold ironing) per azzerare le emissioni durante la sosta e stanno testando l’idrogeno e le celle a combustibile. Dire che “difficilmente saranno di massa” significa ignorare i piani industriali globali e gli accordi internazionali vincolanti.
Allarmismo sanitario: la verità sulla sicurezza e l’igiene a bordo
Associare la parola “crociera” a minacce sanitarie o virus (citando persino l’Hantavirus) è un’operazione di puro clickbaiting. Non esiste nessun luogo pubblico sulla terraferma – che sia un hotel, un centro commerciale o uno stadio – che rispetti protocolli igienico-sanitari rigidi e severi come una nave da crociera. I sistemi di filtraggio dell’aria interna sono di livello ospedaliero, i controlli sui cibi e sulle acque sono costanti e i protocolli di sanificazione avvengono H24 sotto la vigilanza di autorità sanitarie internazionali rigide (come il CDC americano). Parlare di ambienti insalubri è una distorsione della realtà: a bordo la sicurezza medica è ai massimi livelli globali, con ospedali interni attrezzati e personale medico qualificato.
Gestione dei flussi e rispetto del territorio
Un’altra critica ricorrente riguarda il presunto impatto negativo sulle città portuali. Anche in questo caso, l’informazione è parziale. Le compagnie di crociera collaborano attivamente con le autorità locali per scaglionare gli arrivi, diversificare le escursioni e decongestionare i centri storici. Inoltre, l’impatto economico che il turismo crocieristico porta ai territori, ai commercianti locali, alle guide e ai trasporti è vitale per l’economia di moltissime città costiere.
Esperienza e qualità. Sfatiamo il cliché della “vacanza di serie B”
Spesso chi critica le crociere non ci è mai salito o è rimasto ancorato a vecchi stereotipi. Oggi la crociera offre standard qualitativi altissimi: ristorazione firmata da chef stellati, intrattenimento di livello internazionale (spesso in collaborazione con i più grandi marchi dello spettacolo), spa pluripremiate e un servizio al cliente che vanta un rapporto personale/ospiti imbattibile. Definirle esperienze “noiose” o “pacchiane” significa ignorare una varietà di offerta che va dalle navi esplorative per l’Artico ai resort galleggianti tecnologici, fino ai segmenti luxury e boutique.
La invito a mie spese a bordo di una crociera…
Il giornalismo dovrebbe informare, non terrorizzare o alimentare pregiudizi. Invitare le persone a “evitare le navi da crociera” basandosi su tesi parziali, non aggiornate o ingigantite è un torto verso i lettori e verso un comparto che dà lavoro a centinaia di migliaia di persone in Italia.
La crociera oggi non è solo una delle forme di vacanza più sicure, complete e amate al mondo, ma è anche il laboratorio in cui si sta costruendo il futuro della sostenibilità marina.
Cara dottoressa Ambrosi, il mondo va avanti. La invito a mie spese a bordo della prossima nave per toccare con mano quanto si stia sbagliando.