
Dalle imponenti vestigia dell’epoca romana alle singolarità geografiche e architettoniche dei borghi storici, una panoramica su sette mete suggestive che svelano un volto inedito della Penisola Iberica
La Spagna racchiude un patrimonio culturale di straordinaria varietà, dove la grande storia si intreccia con paesaggi naturali iconici e peculiarità locali. Se la grandezza dell’epoca romana trova la sua massima espressione nelle rovine di Mérida — con il celebre Teatro, l’Anfiteatro e il maestoso Ponte sul Guadiana — ed essenziale testimonianza ne sono anche le antiche miniere d’oro a cielo aperto di Las Médulas nel León, il territorio nazionale riserva sorprese altrettanto affascinanti attraverso i suoi centri minori.
Spostandosi nei Pirenei, la cittadina di Llívia rappresenta un’enclave geopolitica singolare: pur essendo territorio spagnolo, si trova interamente circondata dal suolo francese in virtù del Trattato dei Pirenei del 1659. Altrettanto spettacolare è l’integrazione tra urbanistica e natura che si osserva a Orbaneja del Castillo, nella provincia di Burgos, dove un torrente carsico attraversa l’abitato originando pittoresche cascate turchesi tra i vicoli in pietra.

L’Andalusia offre contrasti altrettanto marcati: da un lato Júzcar, il borgo della Serranía de Ronda celebre per le sue facciate integralmente tinteggiate di blu; dall’altro Setenil de las Bodegas, dove le abitazioni sono state edificate direttamente al di sotto di imponenti conformazioni rocciose che fungono da copertura naturale. Nel nord-est, ai piedi del massiccio del Moncayo, Trasmoz si distingue per un passato intriso di folklore e leggende legate alla stregoneria, che ne hanno segnato la memoria storica. Infine, nella provincia di Salamanca, Mogarraz si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto, mostrando sulle facciate delle abitazioni i ritratti fotografici dei suoi stessi storici residenti.
Un itinerario sfaccettato che invita a riscoprire la memoria e l’identità spagnola lontano dalle rotte turistiche convenzionali.