L’aumento costante delle temperature ridefinisce le abitudini dei viaggiatori italiani. I flussi estivi tra i rilievi superano quelli della stagione sciistica
L’ondata di calore che sta attraversando la penisola sta trasformando radicalmente le scelte di viaggio degli italiani, trasformando i rilievi alpini e appenninici in un vero e proprio riparo climatico. Secondo le stime elaborate dal Centro Studi Turistici di Firenze per conto di Assoturismo Confesercenti, il ponte di Ferragosto genererà circa 1,6 milioni di presenze nelle località montane, portando il totale dei pernottamenti di agosto a quota 11,7 milioni (+2,3% rispetto all’anno precedente).
Il fenomeno non rappresenta una parentesi congiunturale, ma evidenzia un trend strutturale consolidato:
Boom di presenze post-pandemia. Rispetto al periodo pre-crisi (2019-2025), gli arrivi nei Comuni montani sono cresciuti del 20,7%, con presenze complessive salite a 65,4 milioni (+17,6%).
Sorpasso sull’inverno. Se il mese di febbraio (culmine della stagione sulla neve) assorbe l’11,5% delle presenze annuali, la stagione estiva ha ormai preso il sopravvento: luglio incide per il 14,8% e agosto diventa il mese principale con il 17,3% del totale.
Flessione nei centri culturali. L’ondata di calore frena invece le città storiche e d’arte, la cui crescita si attesta a un modesto +0,3%. “I dati evidenziano un’evoluzione profonda delle abitudini di viaggio: il fattore climatico sta guidando la ripartizione dei flussi sul territorio, premiando le zone fresche a scapito dei centri urbani e delle aree meridionali più esposte alle temperature severe. Occorre adeguare servizi, strutture ricettive e pianificazione finanziaria per sostenere in modo efficiente questa doppia stagionalità”, commenta Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti.
