Secondo la Presidente Elisabetta Fabri, il pronunciamento della Corte di giustizia europea riconosce la necessità di strumenti di controllo per salvaguardare la residenzialità e garantire una crescita turistica equilibrata

 

La regolamentazione del settore turistico e la gestione delle locazioni brevi tornano al centro del dibattito economico e istituzionale. A intervenire sulla recente pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea è Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi, che sottolinea l’importanza di adottare misure trasparenti ed equilibrate a tutela delle comunità locali e delle città d’arte.

“La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea offre un importante contributo al dibattito sulla regolamentazione delle locazioni brevi, riconoscendo la possibilità di introdurre strumenti di autorizzazione e controllo quando sussistono motivate esigenze di interesse generale, tra cui la tutela della residenzialità e dell’ambiente urbano”, dichiara Elisabetta Fabri,

“La crescita del turismo rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro Paese, ma deve essere accompagnata da una visione capace di coniugare lo sviluppo delle attività economiche con la tutela dei territori e delle comunità locali. Su questi temi Confindustria Alberghi è recentemente intervenuta anche attraverso una memoria depositata presso la 4ª Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, nell’ambito dell’esame della proposta di regolamento europeo sulla disponibilità e sull’accessibilità economica degli alloggi, il cosiddetto Affordable Housing Act. In quella sede abbiamo sottolineato la necessità di definire criteri adeguati per individuare le aree sotto pressione abitativa, tenendo conto delle specificità dei singoli territori, e di consentire alle amministrazioni di intervenire tempestivamente, attraverso misure proporzionate e fondate su dati attendibili”.

“L’obiettivo non è limitare lo sviluppo dell’offerta turistica, ma assicurarne una crescita equilibrata, attraverso un quadro di regole coerente, capace di tutelare prima di tutto la residenzialità, garantire condizioni di concorrenza corrette tra le diverse forme di ospitalità e preservare l’identità delle nostre destinazioni”, conclude Fabri.