Ai Musei Archeologici una grande esposizione celebra il rientro di opere traflocate negli anni Sessanta e manufatti millenari restituiti dagli Stati Uniti

 

La Türkiye celebra il ritorno di cento preziosi beni archeologici dagli Stati Uniti, inaugurando al contempo ai Musei Archeologici di İstanbul la mostra “No Way Out: Boubon”, che riunisce per la prima volta i bronzi degli imperatori romani saccheggiati decenni fa. L’iniziativa, presentata dal Ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy, valorizza opere che spaziano dalla prima età del Bronzo all’epoca romana, puntando non solo sull’esposizione ma sulla ricostruzione del loro autentico contesto storico e culturale.

Tra i reperti rientrati spiccano quaranta strumenti musicali cerimoniali, armi e recipienti metallici datati tra il 2300 e il 2000 a.C. e originari di Horoztepe, che testimoniano l’alta qualità della metallurgia anatolica antica. A questi si aggiungono quarantaquattro lastre in terracotta di Düver risalenti al VI secolo a.C., recuperate progressivamente da diversi musei internazionali, e un ritratto da Afrodisia la cui restituzione è stata resa possibile grazie a un vecchio verbale del 1976 rintracciato negli archivi.

Il fulcro dell’evento è tuttavia la mostra “No Way Out: Boubon”, dedicata alle sculture bronzee sottratte negli anni Sessanta dal Sebasteion, l’antico santuario della città di Boubon. Grazie a meticolose indagini archivistiche, analisi scientifiche, testimonianze locali e allo studio dei piedistalli originari — come nel caso della statua di Marco Aurelio —, è stato possibile ricongiungere teste, torsi e arti dispersi in varie collezioni estere. Le opere di imperatori come Lucio Vero, Settimio Severo e Caracalla tornano così a dialogare tra loro.

Questo straordinario risultato è il frutto della cooperazione internazionale tra il Ministero turco, la Procura di Manhattan e le autorità investigative statunitensi, che permette finalmente di restituire integrità e valore a un patrimonio a lungo frammentato.