di Antonio Bordoni

Paradosso: “Proposizione formulata in apparente contraddizione con l’esperienza comune o con i principi elementari della logica, ma che all’esame critico si dimostra valida.”

Termine perfettamente adattabile a quanto oggi sta avvenendo un po’ ovunque nel campo del turismo.

Una volta se la tua città, il tuo paese, la tua isola era meta di consistenti movimenti turistici sicuramente i turisti erano ben accetti in quanto il bilancio comunale ne avrebbe positivamente beneficiato. Si faceva di tutto per incentivare l’arrivo dei forestieri.

Ebbene proprio in questi giorni la Costa Crociere ha inviato una nota informativa a tutti gli agenti di viaggio avvertendoli che dal 21 luglio corrente in Grecia verrà applicata una nuova tassa denominata “cruise fee” la quale si applicherà a tutti i crocieristi, a prescindere dalla loro età, per ogni giornata in cui sbarcano in un porto ellenico sia  durante una tappa, sia nel porto di sbarco finale. (1)

Vi risparmiamo la tabella degli importi: il punto non è questo, il punto non è quanto i turisti dovranno pagare se vogliono sbarcare, bensì il particolare che ormai troppi turisti sono diventati “un problema” , meglio applicare tasse locali per cercare di limitarli. Cosa sta accadendo? Perché questa inversione di tendenza?

Chi legge le nostre newsletter sa bene che l’autore di questi scritti ha sempre svolto un ruolo proattivo nella diffusione del mezzo aereo quale elemento capace di avvicinare le persone e dare il suo contributo all’abbattimento delle frontiere per una miglior comprensione fra i popoli.

Oggi tuttavia molteplici segnali ci portano a pensare che forse si è ecceduto il limite. E’ difficile pensare il contrario apprendendo come ogni giorno una nuova città, una nuova destinazione impone balzelli  per chi la ha scelta come sua meta di vacanze.

A fronte di queste misure la prima reazione degli abitanti e commercianti della località, dovrebbe essere negativa in quanto essi vedono diminuire gli introiti derivanti dal soggiorno dei turisti, tuttavia è impensabile credere che le autorità non abbiano tenuto presente un tale aspetto prima di  adottare la “spiacevole” misura. E allora? Siamo veramente giunti alla “botte troppo piena” ?

Dobbiamo dire che una certa premonizione ci era già balenata in mente allorché abbiamo appreso i numeri dei passeggeri trasportati da Ryanair nel solo 2024: 200 milioni, cifra annua mai toccata da qualsivoglia altro vettore. In tale occasione non abbiamo potuto fare a meno di pensare ma non c’è proprio limite alla crescita esponenziale di questa compagnia?

Ma Ryanair è solo la punta dell’iceberg delle low cost. Pensate che tre sole compagnie, le tre principali low cost europee, nel 2024  hanno movimentato 353 milioni di passeggeri: Ryanair 200, easyJet 90, Wizz Air 63.

Ecco sono loro, sono queste le compagnie che con le loro tariffe stracciate hanno creato un inarrestabile flusso turistico all’interno dell’Europa, facendo sì che ci si potesse spostare da una nazione all’altra con meno di 100 euro a persona.  La controprova di quanto  stiamo affermando è data dal fatto che ogniqualvolta una destinazione di Ryanair imponeva nuovi balzelli, la compagnia irlandese ha sempre alzato la voce lamentandosi che ciò avrebbe danneggiato il movimento turistico… ovvero avrebbe messo a repentaglio il suo traffico. (2)  Fra i tanti esempi possibili vi mostriamo un titolo riferentesi al 5 febbraio 2025. (3)

Stiamo parlando di quella tipologia di traffico che oggi viene definita “turismo mordi e fuggi”, di coloro cioè che arrivano, trascorrono la giornata, e se potessero si porterebbero pure i panini e le bevande da casa.

Aggiungiamo anche che questo tipo di turista, che il più delle volte non si può permettere nemmeno di soggiornare in un albergo,  oggi trova risolto anche questo problema grazie alla novità dei B&B i quali proliferano come funghi dopo la pioggia all’interno dei condomini cittadini. E’ questo il tipo di turista che è ormai visto come una sciagura da evitare, non certo da incoraggiare, e possibilmente da arginare.

Quindi ricapitolando: da una parte allettanti tariffe aeree  alla portata di tutte le tasche, dall’altra  possibilità di soggiornare con pochi soldi  nei B&B, ed eccoci alla presenza del binomio perfetto per far crescere alle stelle non solo il numero dei passeggeri dei vettori low cost ma anche dei turisti che invadono le città europee.

 E’ così che si spiega la reazione di città come Venezia, (ma non è certo la sola), che ha introdotto una tassa d’ingresso di cinque euro per chi vuole calpestare il suolo e le acque veneziane.

E’ indubbio che l’odierno turista non è più quello ben visto di una volta. E’ altresì indubbio che una tale tipologia è  nata e cresciuta grazie alle compagnie low cost, ed ha trovato un formidabile assist con la possibilità di alloggiare in appartamenti nei quali fino a pochi mesi prima risiedevano famiglie i cui figli e nipoti oggi hanno trovato il modo di far soldi anziché servirsene per metter su -a loro volta- una prole.

E’ tutto molto deprimente ed è un evidente esempio di come è cambiata la nostra società nel giro di pochi decenni; ma ci sia permesso aggiungere una osservazione finale.

Ogni estate allorché giunge il picco della stagione turistica, ecco puntualmente diffondersi la notizia (e la corrente estate non fa eccezione) dell’apertura di  indagini e inchieste in quanto le tariffe aeree sarebbero troppo alte.  Ed eccoci giunti allora al “paradosso turismo” di cui al titolo: i turisti sono troppi, gli amministratori delle città non li vedono più di buon occhio, tuttavia se fosse vero che le tariffe aeree aumentano, non sarebbe questa un soluzione accettabile per limitarne il numero?  

 

 

 

Tratto da  Aviation-Industry-News.com