Di Liliana Comandé
Con la nomina del nuovo Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, al quale rivolgiamo i nostri migliori auguri per l’incarico, si apre una fase decisiva per uno dei motori trainanti dell’economia italiana. Il passaggio di consegne avviene in uno scenario internazionale tra i più complessi degli ultimi decenni: il perdurare del conflitto in Medio Oriente e le tensioni geopolitiche globali stanno ridisegnando le rotte del turismo mondiale, imponendo al nuovo titolare del Dicastero una strategia che non può prescindere da un elemento chiave: la concertazione.
Un mandato sotto il segno dell’emergenza e della visione
Il neo-Ministro eredita un settore che, se da un lato registra numeri da record per il turismo internazionale verso l’Italia, dall’altro vive con il fiato sospeso per le sorti dell’outgoing. Le crisi in Medio Oriente non colpiscono solo le destinazioni, ma mettono a rischio la stabilità di migliaia di agenzie di viaggio e tour operator che vedono svanire mercati storici e rotte consolidate.
La priorità del nuovo Ministero sarà duplice: proteggere il marchio “Italia” come porto sicuro e attrattivo, e al contempo fornire un paracadute normativo ed economico a chi porta gli italiani nel mondo.
Il nodo centrale: il dialogo con le associazioni
La vera aspettativa del mercato, tuttavia, non riguarda solo le risorse economiche, ma il metodo. Il comparto turistico chiede a gran voce che la nuova guida inauguri una stagione di ascolto attivo con tutte le sigle di categoria (da Federturismo a Confturismo, da Astoi a Aiav a Fiavet ecc…).
- Tavoli tecnici permanenti: Non più incontri sporadici dettati dall’emergenza, ma una struttura di consultazione fissa che permetta di anticipare le crisi geopolitiche anziché rincorrerle.
- Gestione dei fondi e semplificazione: Le associazioni chiedono che la messa a terra dei fondi (inclusi quelli residui del PNRR) avvenga attraverso criteri condivisi, eliminando la burocrazia che spesso paralizza gli aiuti alle imprese.
- Tutela dell’outgoing: Le imprese del turismo organizzato si attendono che il Ministro lavori fianco a fianco con loro per definire nuovi protocolli di sicurezza e strumenti di garanzia che tutelino sia i viaggiatori che gli organizzatori nei teatri di crisi.
Le sfide del futuro immediato
Il Ministro dovrà affrontare da subito dossier caldi come il caro-voli e la necessità di una promozione digitale più aggressiva per intercettare i flussi dei mercati emergenti, meno influenzati dalle turbolenze europee e mediorientali.
“Il turismo non si governa chiusi nei palazzi,” commentano gli esperti del settore. “Serve una leadership che sappia scendere in campo al fianco di chi il turismo lo fa ogni giorno. La nomina del nuovo Ministro è un segnale di speranza, a patto che la parola d’ordine sia condivisione.”
L’augurio di tutto il comparto è che questa nomina segni l’inizio di una “cabina di regia” unica, capace di trasformare le sfide poste dai conflitti internazionali in un’opportunità per rendere il sistema turistico italiano più resiliente, moderno e, soprattutto, unito.
L’Italia è pronta a ripartire, ma per navigare in acque agitate serve una bussola condivisa tra istituzioni e operatori.