Tra frammentazione normativa e concorrenza sleale, gli operatori della mobilità chiedono interventi tempestivi per garantire la qualità dei servizi nella regione

 

Si avvia alla conclusione un periodo estivo complesso per la filiera dell’accoglienza in Campania, segnato da un equilibrio instabile tra spese di gestione in aumento e standard qualitativi difformi. A tracciare un bilancio del settore è Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania, che definisce l’esito della stagione come quello di “un comparto che lavora molto, guadagna poco e convive con una qualità media del servizio bassissima e con un abusivismo dilagante”.

La gestione della mobilità verso il capoluogo e i principali snodi costieri soffre le conseguenze di una programmazione poco omogenea. Limiti infrastrutturali e un’elevata presenza di cantieri urbani generano frequenti rallentamenti della circolazione, mentre la moltiplicazione di disposizioni locali — quali nuove zone a traffico limitato, finestre orarie restrittive e tariffe di parcheggio elevate — incrementa gli oneri fiscali e logistici. “Preso singolarmente, ogni provvedimento potrebbe anche avere una sua logica. La somma, però, produce un sistema frammentato in cui l’operatore regolare sostiene costi crescenti e vincoli sempre più stretti, mentre chi lavora fuori dalle regole non ne risente in alcun modo”, evidenzia Conte.

Di fronte a questo scenario, il comparto confida nella pronta esecuzione delle norme regionali introdotte per riordinare il settore del trasporto pubblico non di linea. L’auspicio di Conte e delle imprese del settore è che gli enti competenti stabiliscano in tempi brevi un piano rigoroso di verifiche sul territorio: “Chiediamo che Regione, amministrazioni comunali e organi preposti alla vigilanza definiscano tempi e modalità operative dei controlli. Senza quel passaggio la prossima estate sarà identica a questa, con la differenza che chi rispetta le regole avrà un altro anno di margini erosi alle spalle”.