
Di Tiziana Conte
Il turismo italiano guarda al futuro tra risultati positivi, nuove opportunità di sviluppo e sfide che richiedono risposte concrete per le imprese. È questo il quadro emerso dal panel “Turismo in Italia, consuntivo 2026 e previsioni 2027”, che si è svolto a Roma nell’ambito di “Aperti – Confesercenti Forum 2026”. Al confronto hanno partecipato il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, e il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Al centro del dibattito, l’andamento del comparto, le prospettive e il ruolo delle imprese nella valorizzazione del patrimonio italiano in un contesto internazionale segnato da cambiamenti e incertezze.

Il turismo non può essere considerato soltanto un fenomeno legato agli arrivi e alle presenze. Il suo valore si misura anche nella capacità di generare ricchezza per le comunità, sostenere il commercio e rafforzare l’identità dei territori. È la prospettiva indicata da Nico Gronchi, che ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione delle aspettative dei turisti e sulla necessità di preservare le peculiarità dell’offerta italiana. «Il turista che arriva in Italia cerca qualcosa in più rispetto alla bellezza dei nostri luoghi, alla cultura e alla gastronomia. Dobbiamo saper interpretare questa trasformazione, e la rigenerazione dei territori è la risposta», ha sottolineato il presidente di Confesercenti. A confermare il peso economico del turismo sono i dati sulla spesa dei visitatori: nel 2025, secondo quanto riportato da Gronchi, i turisti hanno speso in Italia circa 56,7 miliardi di euro, esclusi i costi di viaggio. Il 24% della spesa ha riguardato la ristorazione e il 15% i negozi. Numeri che evidenziano il legame stretto tra turismo, commercio di prossimità e servizi locali.
Opportunità e criticità
La capacità di attrarre visitatori, dunque, passa anche dalla vitalità dei centri urbani, dalla qualità dell’accoglienza e dalla presenza di attività economiche che contribuiscono a rendere riconoscibile una destinazione. «Dobbiamo preservare l’identità e l’unicità della nostra offerta perché è questo che rende l’Italia diversa dalle altre destinazioni», ha aggiunto Gronchi. Un richiamo alla necessità di investire non soltanto nella promozione turistica ma anche nella qualità dei luoghi e nella salvaguardia delle caratteristiche che rendono il Paese competitivo sul mercato internazionale. Il quadro delle opportunità si accompagna a una serie di criticità che coinvolgono direttamente le imprese turistiche.
Vittorio Messina ha posto l’accento sulle trasformazioni che interessano il settore, dall’aumento dei costi energetici ai cambiamenti nella geografia dei flussi, fino all’evoluzione della stagionalità. «Il turismo è da tempo uno dei motori più potenti dell’economia italiana, un’industria fatta di imprese che generano ricchezza e occupazione sui territori. Ma è anche un settore che ha bisogno di essere accompagnato nelle sfide del futuro», ha dichiarato il presidente di Assoturismo Confesercenti. La questione centrale è garantire alle attività del comparto condizioni adeguate per continuare a investire, innovare e competere. Le variazioni della domanda internazionale e la diversa distribuzione dei flussi nel corso dell’anno rendono infatti sempre più importante una programmazione capace di sostenere le imprese anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza. «Dall’aumento dei costi energetici ai cambiamenti globali che stanno già ridisegnando la geografia dei flussi turistici e la stagionalità delle presenze, le nostre imprese devono affrontare trasformazioni profonde. Servono politiche e strumenti adeguati per sostenerne la competitività», ha evidenziato Messina.
Un appello che richiama l’esigenza di accompagnare la crescita con misure capaci di rafforzare il sistema imprenditoriale, valorizzare le diverse destinazioni italiane e rendere il turismo una risorsa stabile per le economie locali.

Mazzi: spesa turisti stranieri a +5% nei primi otto mesi
Dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi è arrivato il richiamo ai risultati raggiunti dal comparto. Nel corso del Forum, il ministro ha indicato in 535,5 milioni le presenze turistiche registrate in Italia nel 2025, per una spesa complessiva pari a 185 miliardi di euro. Anche il 2026, secondo Mazzi, conferma la tendenza positiva. Nei primi otto mesi dell’anno, la spesa dei viaggiatori stranieri ha raggiunto 16,2 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. «Il ruolo del commercio e delle imprese di prossimità è fondamentale», ha affermato il ministro, sottolineando il contributo delle attività economiche alla capacità attrattiva delle destinazioni. Ogni impresa, servizio e attività commerciale concorre infatti a costruire un’esperienza turistica più completa, nella quale il visitatore entra in contatto con la vita quotidiana delle comunità, le produzioni locali e le tradizioni. Un modello che supera la semplice fruizione dei luoghi di interesse e punta sulla ricchezza delle esperienze offerte dal territorio. «Non esiste turismo di qualità senza comunità vive, dinamiche e capaci di creare relazioni», ha aggiunto Mazzi, richiamando il valore delle città, dei borghi, del patrimonio artistico e culturale e delle produzioni locali.
La sfida: crescita diffusa e qualità dell’offerta
Il confronto promosso da Confesercenti consegna al settore una prospettiva chiara: consolidare i risultati raggiunti significa mettere le imprese nelle condizioni di affrontare i cambiamenti della domanda e distribuire maggiormente i benefici del turismo sui territori. Da un lato, i dati illustrati dal ministro confermano il peso del comparto nell’economia nazionale; dall’altro, le osservazioni di Gronchi e Messina richiamano la necessità di sostenere il tessuto imprenditoriale, rafforzare il commercio di prossimità e tutelare l’identità delle destinazioni.
La prospettiva per il 2027 sarà quindi legata alla capacità di coniugare attrattività e sostenibilità economica delle imprese, valorizzazione del patrimonio e qualità dei servizi. Una sfida che coinvolge istituzioni, associazioni di categoria e operatori e che richiede politiche in grado di accompagnare il settore in una fase di trasformazione. Il messaggio emerso dal panel è che la competitività turistica dell’Italia non dipende soltanto dalla ricchezza delle sue bellezze naturali e culturali, ma anche dalla vitalità delle comunità che le custodiscono e dalle imprese che ogni giorno contribuiscono a renderle accessibili e accoglienti.
