
di Stefano Modena
Per il quinto anno consecutivo Costa Crociere torna a Sanremo come partner del Festival, confermando una presenza che ormai non può più essere definita episodica. Costa Toscana diventa ancora una volta la “nave della musica”, ma l’edizione 2026 introduce un elemento nuovo e fortemente identitario: Max Pezzali, protagonista assoluto di cinque serate live a bordo con “MAX FOREVER – The Party Boat”. Una scelta che non passa inosservata e che merita di essere analizzata oltre l’entusiasmo dell’annuncio.
UN’ICONA GENERAZIONALE COME UNICO PROTAGONISTA
Affidare l’intero progetto musicale a un solo artista è una mossa coraggiosa. Max Pezzali non è semplicemente un cantante, è un simbolo trasversale, capace di unire generazioni diverse attraverso un repertorio che fa parte della memoria collettiva italiana. Il successo del progetto MAX FOREVER, che sta riempiendo stadi, dimostra che il richiamo è ancora fortissimo. Ma proprio qui nasce la prima domanda critica, quanto questa scelta parla a un pubblico realmente ampio e internazionale, tipico del mondo crocieristico? Puntare su un’unica guest star rafforza l’identità dell’evento, ma allo stesso tempo restringe il target. È una strategia di specializzazione più che di inclusione, e Costa sembra esserne pienamente consapevole.
NON UN CONCERTO, MA UN PERCORSO NARRATIVO
Dal 24 al 28 febbraio, Costa Toscana ospiterà cinque performance diverse, ciascuna con una propria atmosfera. Non un semplice concerto replicato, ma un vero percorso musicale che accompagna la Crociera della Musica notte dopo notte. Qui il progetto acquista spessore, l’esperienza non è “usa e getta”, ma costruita nel tempo, con un racconto che evolve. È una scelta coerente con la direzione del brand Costa, sempre più orientato a creare format esperienziali piuttosto che eventi spot. Resta però la sfida più complessa, riuscire a mantenere alta l’intensità emotiva per cinque serate consecutive, evitando l’effetto ripetizione.
SANREMO ENTRA IN NAVE (E LA NAVE ENTRA A SANREMO)
La brand integration con il Festival di Sanremo è uno degli elementi più forti del progetto. Ogni sera, durante le performance di Pezzali, un collegamento live dall’Ariston porterà il pubblico televisivo a bordo della nave. Dal punto di vista mediatico, è un’operazione potente perché Costa non si limita a “sponsorizzare” Sanremo, ma diventa parte del racconto televisivo. Tuttavia, questo legame così stretto solleva una riflessione: quanto l’esperienza a bordo riesce a vivere di luce propria e quanto dipende dall’eco del Festival? Il rischio è che Sanremo diventi il vero protagonista, lasciando la crociera in secondo piano.
FORMULA FLESSIBILE, MA NON PER TUTTI
Costa Toscana sarà a Sanremo dal 21 febbraio al 1° marzo, con tre modalità di fruizione, la crociera completa o due mini-crociere. Una proposta intelligente, che intercetta sia chi vuole vivere l’intera esperienza sia chi desidera un assaggio concentrato. Tuttavia, non si tratta di un prodotto per tutti. Prezzo, disponibilità limitata e forte caratterizzazione musicale rendono questa crociera un’esperienza esclusiva e fortemente tematica. È un limite? Non necessariamente. Potrebbe anzi rappresentare un modello replicabile puntando meno sul generalismo e più sull’identità.
INTRATTENIMENTO, TERRITORIO E DAYTIME EXPERIENCE
Interessante anche l’attenzione al daytime: attività a tema, escursioni, possibilità di scendere a terra. Un aspetto spesso sottovalutato nelle crociere-evento, dove il rischio è vivere tutto “chiusi” nella nave. Qui Costa sembra voler evitare l’effetto bolla, integrando il territorio e l’esperienza locale. Una scelta coerente con le recenti strategie del brand, ma che richiede una gestione impeccabile per non risultare accessoria rispetto al programma musicale serale.
EVENTO ICONICO O LABORATORIO DI FUTURO?
La Crociera della Musica 2026 con Max Pezzali è senza dubbio un’operazione forte, identitaria e ben costruita. Costa Crociere dimostra di saper osare, puntando su un format che non cerca di piacere a tutti, ma di colpire nel segno. La vera domanda è se questo modello rappresenti un evento irripetibile o un laboratorio per il futuro dell’intrattenimento in crociera. Se funzionerà – e i pochi posti ancora disponibili suggeriscono di sì – potrebbe segnare una nuova direzione, crociere sempre più tematiche, narrative e culturalmente connotate.
Non una vacanza per chi cerca anonimato e relax assoluto, ma un’esperienza per chi vuole sentirsi parte di qualcosa. E, nel panorama turistico attuale, questa potrebbe essere una delle scommesse più interessanti.