
di Stefano Modena
Oltre 500 mila ascolti in pochi mesi non sono un dettaglio trascurabile, soprattutto quando si parla di promozione turistica istituzionale. I primi risultati della collaborazione tra il Ministero del Turismo e Loquis, presentati al Forum Internazionale del Turismo di Milano, raccontano un’Italia che sperimenta nuovi linguaggi e che, almeno sul piano digitale, prova a uscire dagli schemi tradizionali della comunicazione di destinazione. Con oltre 60.000 podcast geolocalizzati integrati nel portale ufficiale Italia.it, disponibili in tre lingue, l’Italia diventa il primo Paese al mondo ad aver costruito un ecosistema audio strutturato all’interno del proprio sito turistico nazionale. Un primato che merita attenzione, ma anche qualche riflessione critica.
L’AUDIO COME STRUMENTO DI VIAGGIO: INTUIZIONE GIUSTA, MA NON NEUTRALE
Il dato più immediato è quantitativo: mezzo milione di ascolti complessivi a pochi mesi dal lancio. Ancora più interessante è che circa il 50% degli ascolti provenga dall’estero, a dimostrazione che il podcast può funzionare come strumento di promozione internazionale, forse più efficace di altri formati tradizionali. L’audio, per sua natura, accompagna il viaggio: si ascolta mentre si cammina, si guida, si osserva. In questo senso, l’integrazione dei podcast su Italia.it non è solo un’operazione di marketing, ma un tentativo di entrare fisicamente nell’esperienza del viaggiatore. Detto questo, l’audio non è una bacchetta magica. Funziona se il contenuto è rilevante, ben scritto, ben narrato e aggiornato. Altrimenti rischia di diventare un archivio sterminato e poco utilizzato, soprattutto quando i numeri cresceranno oltre la fase di entusiasmo iniziale.
BORGHI E CENTRI MINORI
Uno degli elementi più celebrati riguarda la top 20 dei podcast più ascoltati, dove compaiono numerose destinazioni fuori dai circuiti di massa: Pescocostanzo, Militello in Val di Catania, Panicale, Rivisondoli, Castelbuono. Un segnale positivo, soprattutto in un momento in cui l’undertourism è diventato una priorità strategica. Tuttavia, è lecito chiedersi se l’ascolto di un podcast si traduce automaticamente in una visita e, soprattutto, in una visita sostenibile e distribuita nel tempo? L’audio può accendere curiosità, orientare scelte, suggerire alternative. Ma senza un sistema di servizi, accessibilità, accoglienza e continuità narrativa sul territorio, il rischio è che resti un esercizio di scoperta virtuale. In altre parole la voce è potente, ma da sola non sposta i flussi.
ITALIA PRIMA AL MONDO: PRIMATO REALE O PRIMATO DI METODO?
Essere il primo Paese a integrare in modo strutturato i podcast nel portale turistico nazionale è senza dubbio un risultato rilevante. Ma il vero valore non sta nel primato in sé, bensì nel modello aperto che il progetto propone. I contenuti Loquis rientrano nel Tourism Digital Hub e sono messi a disposizione di enti locali e amministrazioni, che possono raccontare il proprio territorio con strumenti accessibili e multilingue. Questo approccio decentralizzato è forse l’aspetto più interessante dell’iniziativa, perché sposta il racconto dai grandi brand territoriali ai luoghi meno visibili. Resta però una questione di fondo: quante amministrazioni locali hanno realmente le competenze, il tempo e le risorse per produrre contenuti audio di qualità? Senza un accompagnamento editoriale forte, il rischio di una disomogeneità narrativa è concreto.
WELCOME TO MERAVIGLIA: DARE VOCE AI TERRITORI O ISTITUZIONALIZZARE IL RACCONTO?
L’anteprima di Welcome to Meraviglia – Le cartoline sonore dai Comuni, con sindaci e amministratori locali come narratori, apre un nuovo capitolo. L’idea è interessante: raccontare i territori dalla voce di chi li governa. Ma qui la sfida è delicata. La narrazione istituzionale rischia spesso di essere autoreferenziale, promozionale, poco empatica. Se il progetto riuscirà a trasformare queste “cartoline sonore” in racconti autentici, capaci di trasmettere identità e complessità, allora potrà diventare uno strumento prezioso. In caso contrario, resterà un’operazione di comunicazione ben confezionata ma poco incisiva.
UN PASSO AVANTI REALE, MA NON ANCORA UNA RIVOLUZIONE
L’integrazione dei podcast su Italia.it rappresenta senza dubbio uno dei progetti digitali più innovativi messi in campo dal turismo istituzionale italiano negli ultimi anni. I numeri iniziali sono incoraggianti, la direzione è corretta e il formato audio si dimostra adatto a raccontare territori, soprattutto quelli meno conosciuti. Ora la vera sfida inizia è di mantenere alta la qualità dei contenuti, misurare l’impatto reale sugli spostamenti turistici, integrare l’audio con servizi, itinerari e offerta locale.
Se l’Italia riuscirà a trasformare questo enorme patrimonio sonoro in uno strumento vivo, aggiornato e connesso al territorio, allora non si parlerà solo di primato digitale, ma di un nuovo modo di viaggiare e di distribuire il turismo, altrimenti, resterà un’ottima intuizione. E il turismo italiano, oggi, ha bisogno di qualcosa di più di buone intuizioni.