L’Italia si conferma meta regina per il 92% dei viaggiatori.

Il Presidente di Federalberghi Bocca: “Settore centrale nonostante il calendario meno favorevole e le incertezze globali”.

Il turismo italiano si conferma solido e capace di adattarsi alle contingenze del calendario. Secondo l’ultima indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio per il ponte della Festa dei Lavoratori 2026. Un movimento che genererà circa 22 milioni di pernottamenti, traducendosi in un giro d’affari complessivo di 3,8 miliardi di euro.

Il primato del territorio nazionale

Il dato più significativo riguarda la fedeltà alle destinazioni interne: il 92% dei viaggiatori sceglierà l’Italia, mentre solo l’8% varcherà i confini nazionali (orientandosi nell’87% dei casi verso le grandi capitali europee).

Tra le preferenze di chi resta nel Belpaese, il mare domina la classifica con il 39,7% delle scelte, seguito dalle città d’arte (25,3%) e dalla montagna (17,4%). Anche il settore termale (11,1%) e il turismo lacustre (6,1%) mostrano segnali di forte tenuta.

L’effetto calendario e la rimodulazione del viaggio

Rispetto al 2025, la durata media della vacanza subisce una contrazione, attestandosi sui 3 giorni. Un calo fisiologico dovuto alla disposizione dei giorni festivi: se l’anno scorso il 1° maggio cadeva di giovedì facilitando il “ponte lungo” con il 25 aprile, nel 2026 i viaggiatori hanno optato per soggiorni più brevi ma intensi.

Il picco delle partenze è previsto per giovedì 30 aprile, giorno in cui si muoveranno 4,7 milioni di cittadini.

“I dati descrivono milioni di italiani in viaggio e un giro d’affari importante, confermando la centralità del settore per la nostra economia,” ha commentato il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. “Nonostante un calendario meno generoso, non è venuta meno la voglia di partire: gli italiani hanno puntato sulla qualità del tempo e su destinazioni di prossimità”.

Analisi della spesa e comportamenti d’acquisto

La spesa media pro-capite prevista è di 512 euro (circa 170 euro al giorno). Il budget viene così ripartito:

  • Pasti: 29,1%

  • Viaggio: 21,5%

  • Alloggio: 18,2%

  • Shopping: 12,8%

Per quanto riguarda l’ospitalità, la casa di parenti e amici resta la scelta primaria (30,8%), seguita dal comparto ricettivo ufficiale (alberghi, residence e villaggi) al 24,9% e dai B&B al 16,4%. L’auto privata rimane il mezzo di trasporto preferito (utilizzato da tre viaggiatori su quattro), mentre l’aereo copre il 18,6% degli spostamenti.

Motivazioni e ostacoli

La scelta della meta è guidata principalmente dalle bellezze naturali (55,6%) e dal patrimonio artistico (34,2%), con una forte ricerca di riposo e facilità di raggiungimento. Le attività principali saranno all’insegna dell’outdoor: passeggiate (71,4%), escursioni (39,1%) e la scoperta dell’enogastronomia locale (36,2%).

Non mancano però le criticità: tra chi ha scelto di non partire, il 53% dichiara motivi economici, mentre il 20% imputa la rinuncia all’aumento generalizzato dei prezzi.

“Il turismo si conferma un pilastro economico,” conclude Bocca, “un dato che merita attenzione in una fase in cui operatori e famiglie devono confrontarsi con costi elevati e preoccupazioni geopolitiche”.

L’indagine è stata curata da Tecnè s.r.l. tra il 16 e il 22 aprile 2026. Sono stati intervistati 3.997 italiani maggiorenni attraverso un sistema mixed mode (CATI, CAMI, CAWI). Il campione è stratificato per regione e ampiezza demografica dei comuni, garantendo la rappresentatività statistica della popolazione residente.