Lettera aperta al Ministero per sbloccare il tavolo interministeriale e superare il caos applicativo dell’accordo Consip negli istituti
Un’azione congiunta per ridefinire i confini normativi delle uscite didattiche e salvaguardare un mercato strategico. Le principali sigle del turismo organizzato nazionale AIAV CNA Turismo, AIDIT Federturismo Confindustria, ASSOVIAGGI Confesercenti, FIAVET Confcommercio, FTO Confcommercio e MAAVI Conflavoro PMI, hanno formalizzato un appello al Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, richiedendo un’immediata convocazione del tavolo di concertazione per superare le crescenti asimmetrie interpretative che stanno bloccando le segreterie scolastiche.
Al centro della mobilitazione vi è la necessità stringente di restituire certezze a una filiera complessa, che spazia dai classici viaggi d’integrazione culturale agli stage linguistici all’estero, fino ai percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex PCTO) e ai progetti legati ai finanziamenti europei del PN Scuola e Competenze. Un segmento dal profondo valore pedagogico che muove ogni anno milioni di studenti, sorretto da una fitta rete di imprese territoriali specializzate.
Nonostante i passati sforzi di coordinamento istituzionale, culminati nelle indicazioni fornite dall’ANAC e recepite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) con la circolare dello scorso autunno, l’applicazione pratica delle regole d’appalto continua a registrare profonde disparità a livello locale. Molti dirigenti scolastici, nel dubbio interpretativo, tendono ad applicare in modo rigido e totalizzante l’Accordo Quadro Consip, considerandolo erroneamente come l’unica via percorribile, escludendo così formule di affidamento più snelle e autonome altrettanto legittime.
“È prioritario scongiurare una lettura distorta degli strumenti centralizzati da parte delle istituzioni scolastiche», osservano in modo unanime i rappresentanti delle sigle firmatarie. «Consip non deve tramutarsi in un vincolo monopolistico ed esclusivo. Occorre tracciare una linea di demarcazione netta tra le diverse opzioni procedurali: dagli affidamenti diretti sotto-soglia alle procedure negoziate senza bando, valorizzando l’autonomia gestionale delle scuole quando la specificità formativa dell’itinerario lo richieda”.
Il rischio concreto evidenziato dagli addetti ai lavori è una drastica contrazione dell’offerta didattica sul territorio. Regole interpretate in chiave eccessivamente restrittiva e la paura di incorrere in vizi di forma stanno spingendo molti istituti a rinunciare del tutto alla pianificazione delle uscite culturali. Le conseguenze ricadono direttamente sull’arricchimento formativo degli studenti e determinano una pesante battuta d’arresto economica per le agenzie di viaggio specializzate.
Per superare lo stallo, il documento inviato al Ministero individua come priorità assoluta la finalizzazione del cosiddetto “quaderno operativo nazionale”. Questo strumento tecnico, già parzialmente istruito in sede ministeriale con il contributo delle parti sociali, dovrebbe definire in modo univoco le soglie di spesa, i criteri di suddivisione in lotti funzionali e i modelli di gestione dei pacchetti turistici scolastici, offrendo finalmente una guida blindata alle stazioni appaltanti.
Dall’analisi delle sigle emerge come l’approccio adottato non punti a contestare le norme di trasparenza, bensì a tutelare il pluralismo del mercato e lo stesso diritto allo studio. L’obiettivo ultimo resta garantire la sostenibilità economica per le famiglie e la salvaguardia di un ecosistema aziendale che esprime, da sempre, elevata competenza e sicurezza nell’accoglienza dei minori.
