I dati di FederTerziario Turismo e degli operatori del settore confermano la crescita nel 2026. Flessibilità, servizi su misura e riscoperta dei borghi guidano la domanda

 

Nonostante le incertezze del contesto geopolitico internazionale, il turismo si riconferma un pilastro per l’economia italiana. I dati Istat del primo trimestre 2026 registrano un incremento del 4,2% negli arrivi e del 7,5% nelle presenze, con stime che prevedono una crescita del comparto pari al 13% del PIL nazionale.

Come sottolineato dal presidente di FederTerziario Turismo, Enzo Carella, la tendenza attuale evidenzia un profondo cambio di prospettiva: “Il vero lusso che le persone cercano oggi non è l’opulenza, ma il tempo: un tempo di qualità, da vivere senza fretta e condividere con gli affetti più cari”.

Servizi integrati e flessibilità dell’offerta

L’evoluzione della domanda spinge l’intera filiera turistica a riorganizzare i propri servizi. Nel comparto balneare, Simone Faiulo, titolare dello Zen Beach di Gallipoli, evidenzia come l’esperienza complessiva dell’ospite sia determinata da elementi complementari: accessibilità, parcheggi comodi e intrattenimento diventano fattori chiave per la scelta della struttura.

Parallelamente, sul fronte dell’inbound e dei soggiorni, Isabella Candelori, Direttore Commerciale Trade Italia del Gruppo Nicolaus, conferma il primato delle mete nazionali e sottolinea la risposta del settore in termini di flessibilità e tecnologia: l’eliminazione dei vincoli rigidi di soggiorno (come le 7 notti fisse) e l’adozione di soluzioni digitali per le agenzie permettono oggi di intercettare le nuove esigenze dei clienti.

La sfida centrale per il futuro del settore rimane la redistribuzione sostenibile dei flussi, orientando i turisti oltre le classiche città d’arte, verso la valorizzazione dei borghi e delle aree interne del Paese.