L’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni per il 2026 evidenzia il primato delle rotte nordamericane e la forte crescita dei tour esperienziali tra Estremo Oriente e safari africani

 

 Cambiano le priorità dei viaggiatori italiani al momento di organizzare la prima grande vacanza dopo il matrimonio. Se nel panorama internazionale le star straniere continuano ad attrarre i riflettori verso le bellezze della Penisola, la domanda interna rivolge lo sguardo oltreconfine, premiando itinerari articolati, itineranti e caratterizzati da un forte valore esperienziale a scapito dei tradizionali soggiorni esclusivamente balneari.

L’indagine condotta dal Centro Studi Veratour, focalizzata sui volumi di prenotazione registrati tra il 1° gennaio e il 15 giugno 2026, delinea un quadro chiaro: la luna di miele contemporanea punta sulla contaminazione tra paesaggi urbani, immersione nella natura, scoperte culturali e periodi conclusivi di riposo.

Nord America e formule combinate: un primato saldo

Gli Stati Uniti si confermano al vertice delle preferenze, intercettando il 56% della quota complessiva delle richieste, sebbene con un leggero ridimensionamento rispetto al 62,6% rilevato nel corso del 2025. A decretare il successo dell’area geografica è la spiccata versatilità dell’offerta: oltre ai tour tradizionali attraverso il territorio statunitense (pari al 20,4%), la maggior parte delle coppie opta per pacchetti che integrano l’itinerario continentale con estensioni balneari nei Caraibi, a Santo Domingo, in Giamaica o in Messico, oppure attraverso crociere dedicate.

L’ascesa del Giappone e il dinamismo dell’Africa

La vera novità del 2026 è rappresentata dall’Estremo Oriente, la cui attrattività globale sale al 22,7% del totale (rispetto al 18,3% dell’anno precedente). In questo contesto spicca il boom del Giappone, che conquista da solo il 18% delle scelte (+11,0% sul 2025), imponendosi come simbolo del viaggio culturale e sfaccettato. Performance positive si registrano anche per l’Indonesia (3,7%) e la Thailandia (3,2%).

Parallelamente, si consolida l’interesse per l’Africa subsahariana e australe, che passa dal 6,1% al 9,5% delle preferenze. A guidare questo trend è la combinazione tra le escursioni naturalistiche nei parchi nazionali di Tanzania, Kenya o Sudafrica e il relax sulle spiagge di Zanzibar o delle Seychelles.

In merito a questa evoluzione della domanda, Stefano Pompili, Co-CEO Veratour, ha dichiarato: “Il viaggio di nozze resta una delle vacanze più importanti nella vita di una coppia, ma oggi viene vissuto in modo diverso rispetto al passato. Non basta più la destinazione da cartolina. Gli sposi cercano un viaggio capace di lasciare qualcosa: vogliono attraversare luoghi diversi, vivere esperienze autentiche, conoscere culture lontane e magari concludere con qualche giorno di mare e relax. È una richiesta più consapevole, che impone grande attenzione nella costruzione dell’itinerario. È una vacanza ricca e carica di aspettative emotive fortissime. Per questo la scelta non riguarda solo la meta, ma anche la possibilità di essere seguiti da chi sa organizzare ogni dettaglio e intervenire se qualcosa non va. È uno dei segmenti in cui il valore del tour operator e dell’agenzia di viaggio resta più evidente”.

I numeri dell’Oceano Indiano e dei Caraibi

Mentre i Caraibi mantengono una quota stabile del 5,3% (spesso assorbita dalle formule integrate con gli USA), l’Oceano Indiano registra una lieve contrazione, riassestandosi al 6,5% complessivo (con le Maldive al 3,3% e Mauritius al 2,3%). Un dato che non riflette un disinteresse verso i contesti tropicali, quanto piuttosto una ridistribuzione del tempo di viaggio, in cui il soggiorno mare rappresenta la conclusione rigenerante di un percorso più ampio.

L’identikit del viaggio di nozze del 2026 conferma dunque il superamento del modello stanziale a favore di format su misura, capaci di coniugare scoperta, pianificazione rigorosa e valore