Il celebre borgo affacciato sul Mediterraneo entra nella prestigiosa lista, portando a dieci i siti protetti del Paese e rilanciando il turismo culturale di alto profilo

Un nuovo e prestigioso traguardo accresce il valore culturale della Tunisia. Durante i lavori della 48ª sessione del Comitato per il Patrimonio Mondiale, tenutisi a Busan (Corea del Sud), il borgo di Sidi Bou Saïd è stato ufficialmente riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, con un voto favorevole espresso all’unanimità.

Un primato culturale nel Mediterraneo

Con questo nuovo ingresso, la Tunisia raggiunge la quota di dieci beni tutelati dall’organizzazione internazionale, consolidando il proprio primato per ricchezza storica tra le nazioni dell’Africa e del mondo arabo. La decisione segue a breve distanza un altro successo dell’anno in corso: la promozione del Geoparco del Dahar all’interno della rete globale dei geoparchi UNESCO.

 

Il fascino dell’architettura e dell’arte

Situato a breve distanza dai resti di Cartagine, Sidi Bou Said è famoso per il contrasto cromatico tra l’intonaco bianco degli edifici e il blu intenso di porte e finestre, incorniciato da scorci panoramici sul Golfo di Tunisi e vie adornate di bouganville. Per oltre un secolo, il borgo ha rappresentato una fonte d’ispirazione per intellettuali, pittori e musicisti di fama internazionale.

La Delegazione Permanente tunisina ha accolto la decisione sottolineando come il titolo costituisca un impegno a lungo termine per la conservazione e la valorizzazione del sito a beneficio delle future generazioni.

Impatto sull’offerta turistica

L’assegnazione del marchio UNESCO si inserisce nei piani dell’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo dedicati alla promozione di un modello di viaggio sostenibile e di qualità. Per il pubblico e i visitatori internazionali, il borgo rappresenta una tappa chiave nei percorsi culturali della regione nord, affiancandosi a mete storiche come la capitale Tunisi, l’area archeologica cartaginese e le collezioni del Museo del Bardo.

Curiosità e storia di Sidi Bou Said

L’origine dei colori bianco e blu. Non è sempre stato così. Nei primi del Novecento, il barone francese Rodolphe d’Erlanger, pittore e musicologo insediatosi nel villaggio, promosse un decreto per proteggere l’architettura locale, imponendo la caratteristica combinazione di pareti a calce bianca e infissi nell’iconica sfumatura di blu.

Un rifugio per grandi artisti. Nel corso del XX secolo, il borgo è stato meta e fonte d’ispirazione per personaggi illustri della letteratura e dell’arte, tra cui Paul Klee, August Macke, Simone de Beauvoir, André Gide e Michel Foucault.

Il celebre Café des Délices. Arroccato sulla scogliera con una vista mozzafiato sul Golfo di Tunisi, è uno dei caffè più famosi del Mediterraneo, reso ancora più celebre dall’omonima canzone del cantante francese Patrick Bruel.

L’architettura andalusa. Dopo l’espulsione dei Mori dalla Spagna nel XVII secolo, molti rifugiati si stabilirono qui, introducendo dettagli architettonici arabo-andalusi come le tipiche inferriate bombate (moucharabieh) e i portoni in legno borchiato.

Il palazzo del Barone d’Erlanger, chiamato Ennejma Ezzahra (“La Stella Splendente”), è oggi la sede del Centro delle Musiche Arabe e Mediterranee e ospita una straordinaria collezione di strumenti musicali storici.