A partire da sabato diciassette ottobre la Capitale ospita la rassegna Anima mediterranea, un viaggio tra sessanta opere imperdibili che raccontano il genio del maestro siciliano tra impegno civile, legami con la terra d’origine, grandi curatele e importanti istituzioni

 

Di Liliana Comandé

I suggestivi spazi del Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano si preparano ad accogliere un appuntamento culturale di primissimo piano per la città di Roma. A oltre dieci anni dall’ultima retrospettiva romana e a quarant’anni dalla scomparsa dell’artista, apre al pubblico la mostra Renato Guttuso: Anima mediterranea, un’ambiziosa esposizione antologica curata da Vittorio Sgarbi e Marina Giordano e prodotta dalla società Navigare, nell’ambito di un’iniziativa del Ministero della Difesa e di Difesa Servizi S.p.A., con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana.

Un intervento scritto dello stesso Vittorio Sgarbi, trasmesso per il tramite del suo ufficio stampa a cura di Nino Ippolito durante la cerimonia inaugurale, ha voluto rimarcare la cura e lo sforzo organizzativo profusi dal curatore nel seguire tutte le tappe preparatorie dell’evento.“Vittorio Sgarbi ha creduto in questa mostra. E la sua genesi è coincisa, nei mesi scorsi, con il suo ritorno in pubblico. Nelle settimane passate tra la Maremma e il Salento si è molto adoperato perché arrivassero le opere di collezioni pubbliche e private. E alcune anche poco conosciute ai più, come “La Notte di Gibellina” del 1970, in ricordo della grande fiaccolata di solidarietà, di cittadini e intellettuali, per i terremotati del Belìce: una scelta che Vittorio ha pensato anche come omaggio alla cittadina siciliana designata “Capitale italiana 2026 dell’arte contemporanea”. Siamo fiduciosi che presto Vittorio possa venire a vedere questa mostra alla quale, pur tra i difficili momenti che ha vissuto e sta vivendo, ha dato un contributo fondamentale”.  

 

 

Durante la presentazione ufficiale, l’ufficio stampa ha condiviso una nota da parte di Vittorio Sgarbi in cui si sottolinea il grande impegno profuso nelle fasi preparatorie e il contributo fondamentale dato alla nascita della rassegna, arricchita anche da prestiti eccezionali come l’opera La notte del settanta, pensata pure come omaggio alla cittadina siciliana proclamata capitale italiana dell’arte contemporanea. A entrare nel dettaglio dei contenuti è stata la co-curatrice Marina Giordano, la quale ha evidenziato come l’esposizione sappia sintetizzare lo spirito più profondo di Guttuso, capace di muoversi agilmente tra autobiografia e valori universali come la memoria, il rapporto con la natura di Bagheria e Varese, la realtà urbana di Roma e la figura femminile, delineando un percorso senza tempo.

“La mostra sintetizza lo spirito più profondo di Renato Guttuso – ha dichiarato precisamente la curatrice – che sa passare dall’autobiografia ai valori universali come: la vita, la morte, la memoria, il ricordo, il rapporto con la storia, il rapporto con le cose che raccontano di sé, ma raccontano un po’ di tutti noi. Ma anche il rapporto con la natura, la natura bagherese e quella di Varese, dove abitò per un lungo periodo, e poi la realtà urbana di Roma, e ancora il rapporto con la società, il rapporto col femminile. Insomma, è una mostra molto densa che attraverso cinque sezioni ci accompagna in quei topoi della pittura guttusiana che affascinano sempre perché sono davvero senza tempo”.

 

 

Il percorso espositivo riunisce circa sessanta capolavori tra oli, disegni, acquerelli e incisioni provenienti da importanti collezioni private e musei di rilievo nazionale, coprendo un arco temporale che va dagli anni Trenta agli Ottanta. La rassegna si sviluppa attraverso cinque sezioni tematiche — Volti, Sicilia, Natura viva e nature morte, Artista e società, Il femminile — capaci di restituire la straordinaria profondità di un artista che ha saputo fondere l’autobiografia con i grandi temi universali della storia, della memoria e della vita quotidiana. Tra le opere di spicco figurano studi preparatori per celebri dipinti, paesaggi intensi, tele di forte impegno politico come quelle dedicate alle lotte contadine e il dipinto La notte di Gibellina, un omaggio toccante legato anche alla vicinanza con la cittadina siciliana. 

Entrare nel cuore della rassegna dedicata a Renato Guttuso significa lasciarsi guidare da una narrazione visiva straordinaria, suddivisa in cinque sezioni tematiche che esplorano ogni sfumatura della sua poetica. Si parte dalla sezione intitolata ai Volti, dove gli autoritratti dell’artista dialogano con le raffigurazioni degli affetti più cari — come la moglie Mimise — e di figure di spicco della cultura e della politica come il dirigente comunista Mario Alicata. Questo capitolo riserva anche suggestioni uniche, tra cui l’immagine di invenzione del Ritratto postumo di Kafka e la raffinata acquaforte Il sorriso dell’ignoto marinaio, nata come omaggio al capolavoro di Antonello da Messina in sintonia con la prosa di Vincenzo Consolo.

Il filo conduttore della Sicilia attraversa la seconda sezione, celebrando l’amore viscerale per la terra d’origine attraverso opere di grande impatto come il prezioso studio preparatorio per il celebre dipinto La Vucciria e la monumentale rappresentazione dell’Eruzione dell’Etna. L’attenzione si sposta poi sulla sezione dedicata alla Natura viva e alle nature morte, dove tele giovanili come la composizione di garofani e frutta si affiancano a soggetti rurali quali pannocchie di granturco e fichi d’India, senza dimenticare i suggestivi paesaggi di Tivoli e Varese e l’omaggio a van Gogh espresso nella litografia a colori I girasoli.

La forza etica e politica dell’autore emerge con dirompenza nella sezione Artista e società, che raccoglie le testimonianze più alte del suo impegno civile. Qui trovano spazio la grandiosità della Pesca del pesce spada, la crudezza del Massacro degli agnelli, le lotte contadine immortalate nella Marcia di contadini nel feudo, la celebre opera La notte di Gibellina — nata dal dolore e dalla solidarietà dopo il terremoto del Belice — e l’omaggio alla colomba di Picasso. A chiudere il cerchio è la sezione Il femminile, che indaga la complessità e la forza della figura della donna, spaziando dai toni drammatici di Donna che grida alla sensualità moderna della Ragazza bionda su poltrona nera, completando un ritratto d’artista immortale e profondamente umano.

Un appuntamento di altissimo profilo che conferma la Capitale come punto di riferimento per i grandi eventi culturali, offrendo a tutti la possibilità di immergersi nell’universo visivo e umano di un gigante del Novecento.

Info utili:

L’esposizione sarà aperta tutti i giorni (lunedì-venerdì: ore 9.30-19.30, biglietto intero 13 euro; weekend e festivi fino alle 20.30, biglietto intero 15 euro).

Sito web: www.navigaremostre.com