
Tra tunnel sotterranei, cimiteri illuminati dalla luna e borghi magici, la festività messicana più celebre si trasforma in un inno alla vita
Di Liliana Comandé
Nei primi giorni di novembre, lo Stato di Guanajuato, in Messico, si accende di una magia unica al mondo. Qui la celebrazione del Día de Muertos non è un momento di lutto, ma una straordinaria esplosione di vita, colori e tradizioni che affondano le radici nel passato preispanico del Paese. Le strade, le piazze e i cimiteri si animano con il profumo inconfondibile della calendula messicana — il fiore cempasúchil — e con il vivace viavai di scheletri, catrinas e musica mariachi.
La capitale dello Stato, Guanajuato, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità, diventa il cuore pulsante di questa ricorrenza. L’architettura coloniale fa da cornice a vere e proprie opere d’arte effimere: altari monumentali e tappeti floreali realizzati con semi, segatura e pigmenti naturali che decorano ogni angolo. Un’esperienza imperdibile è la visita alla celebre strada sotterranea Miguel Hidalgo, ribattezzata “Tunnel della Tradizione”. Questo passaggio si trasforma nella rappresentazione vivente del Mictlán, il mitico regno dei morti della mitologia mexica, animato da musica dal vivo, banchetti tradizionali e spettacolari installazioni.

Salendo verso la scalinata dell’Università di Guanajuato si ammira un altro altare monumentale, mentre al calare della sera ci si può unire a una Callejoneada Macabra: passeggiate guidate tra i vicoli più stretti in compagnia di enormi pupazzi di cartapesta (mojigangas) per ascoltare le storie e le leggende locali. La giornata prosegue con la grande sfilata nel Centro Storico e con la suggestiva Procesión de los Angelitos, una marcia silenziosa dedicata ai bambini scomparsi. Per i viaggiatori più coraggiosi, le visite guidate notturne al Cimitero di Santa Paula offrono l’occasione di osservare da vicino la popolazione che rende omaggio ai propri cari tra musica dal vivo e offerte floreali.
A breve distanza si trova San Miguel de Allende, un’altra gemma protetta dall’UNESCO. Tra vicoli acciottolati e facciate coloniali, la città ospita il Festival La Calaca, un evento che unisce arte, laboratori e spettacoli incentrati sulla figura della Catrina. Le serate qui si animano tra cantine, ristoranti e piazze, dove è possibile gustare la gastronomia tipica e un buon bicchier di tequila o mezcal.

La festa, tuttavia, non si ferma nelle grandi città. Spostandosi nei Pueblos Mágicos di Guanajuato l’atmosfera si fa ancora più intima e affascinante. A Dolores Hidalgo, culla dell’indipendenza nazionale, il centro storico si riempie di altari e profumo di Pan de Muerto, il tipico dolce della ricorrenza, senza dimenticare una visita alla tomba del celebre cantautore José Alfredo Jiménez. A Mineral de Pozos, borgo dal fascino spettrale nato da un antico boom minerario, la festa si celebra tra rovine storiche, grandi falò e concerti di musica preispanica che accompagnano la cittadinanza a lasciare offerte nel cimitero locale.
Vivere il Día de Muertos a Guanajuato significa compiere un viaggio straordinario attraverso i secoli, scoprendo un ponte ideale tra il mondo dei defunti e quello dei vivi, in una festa che celebra l’essenza più profonda e gioiosa dell’identità messicana.