Donare si puòRoma, giovedì 3 dicembre 2009 Palazzo Fontana di Trevi- via Poli, 54. Quali sono le motivazioni che spingono il singolo cittadino a donare per l’arte, per i musei e per il patrimonio artistico e culturale? L’Associazione Civita, il Comitato Tecnico- Scientifico per l’Economia della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e l’Ufficio Studi dello stesso Ministero hanno promosso un’indagine sul fenomeno delle donazioni oggi in Italia, in particolare delle motivazioni che vi sottendono e degli strumenti che potrebbero essere attivati per favorire la crescita delle donazioni da parte di persone fisiche; l’indagine motivazionale è stata condotta dall’Associazione Civita e realizzata in collaborazione con UNICAB; ad approfondire la ricerca, uno studio sulle esperienze straniere più significative. Ulteriori analisi e studi sono stati realizzati dal Centro Studi Silvia Santagata – EBLA dell’Università di Torino e dall’ufficio Studi del MiBAC.

Questi i temi del convegno “Donare si può. Gli Italiani e il mecenatismo culturale diffuso” che si svolge a Roma, il 3 dicembre – il primo di una serie di appuntamenti annuali organizzati dall’Associazione Civita in memoria del compianto Segretario Generale Prof. Gianfranco Imperatori.

In un paese come l’Italia, nel quale le risorse economiche per finanziare e sostenere il patrimonio artistico e culturale sono limitate ed insufficienti, è di fondamentale importanza, come si verifica all’estero, il contributo spontaneo dei privati. Qual è l’orientamento degli italiani rispetto alle donazioni? Quali sono, soprattutto, le motivazioni che spingono e potrebbero aumentare la spinta a donare in favore della cultura e dell’arte?

La ricerca è stata condotta su un campione composto da 1000 individui d’età compresa tra i 25 e i 64 anni. Il profilo del donatore tipo: prevalentemente femminile, e soprattutto residente al nord. Gli ambiti che attraggono maggiori risorse sono quelli dell’assistenza sociale e della ricerca medica, ma verso arte e cultura risulta donare una percentuale del campione (5,6%) maggiore di quella che privilegia il settore ambientale (5,1%). Un italiano su tre, inoltre, si dichiara disponibile a donare una somma di denaro in favore dei musei volendo contribuire alla conservazione del patrimonio artistico-culturale del Paese.

 

Inoltre emerge come in Italia le imprese (73,5%) donino molto più delle persone fisiche (solo 0,2%) e degli enti non commerciali (26,3%), in particolar modo poiché la normativa fiscale asseconda questo fenomeno. La legislazione fiscale italiana, infatti, a differenza di quella statunitense o di altri paesi europei, favorisce questo gruppo di fonti di erogazione perché permette la piena deduzione del reddito solo delle somme erogate dalle imprese, mentre i singoli cittadini possono detrarre dall’imposta lorda il 19% della donazione. L’ipotesi di innalzamento del tetto di detrazione al 50% risulta agire da incentivo per un diverso apporto nell’erogazione in particolare per il campione maschile: il 48% degli intervistati, infatti, sarebbe disposto a modificare in questo caso l’entità della cifra offerta, che passerebbe mediamente da un minimo di 33 euro ad un massimo di 109 euro, con un incremento di 12 euro sull’importo minimo e di 38 euro su quello massimo, corrispondenti rispettivamente a un +57% e ad un +53%.

Il quadro che affiora mette in luce diversi aspetti: motivo principale della donazione per il patrimonio culturale è la superiorità delle componenti pro-sociali ed etiche del singolo, ma anche una certa sfiducia generalizzata nella gestione pubblica delle risorse; due, quindi, le raccomandazioni: nel breve periodo favorire la trasparenza riguardo la sorte dei soldi donati, ripensare gli incentivi fiscali per il cittadino e attrezzare gli impianti museali ad accogliere le donazioni dei privati; nel medio-lungo periodo bisognerebbe instaurare una politica di sensibilizzazione all’amore per l’arte e al patrimonio culturale, rafforzando le motivazioni intrinseche (senso civico, motivazioni etiche) attraverso campagne di comunicazione che mostrino l’importanza per la collettività della donazione.

 

Il volume, presentato nel corso del convegno è correlato dai saggi del Prof. Walter Santagata (Università di Torino, Presidente del Comitato Economia della Cultura del MiBAC) e del Prof. Pietro Antonio Valentino (Università di Roma “La Sapienza”), che completano in maniera magistrale e dettagliata l’analisi sulle motivazioni che spingono a donare in campo culturale. Un’analisi completa dunque, su un tema che richiede sempre più attenzione, soluzioni concrete e strumenti in campo economico, fiscale e sociale, che permettano di rimuovere gli ostacoli alla volontà di donare.

Durante l’incontro verrà proiettato un filmato che rappresenta l’atteggiamento degli italiani rispetto alle donazioni, a confronto con la situazione in Francia e in Inghilterra, e quindi le possibili soluzioni da adottare in Italia con l’intervista al Sottosegretario di Stato all’Economia e Finanze, Giuseppe Vegas.

PROGRAMMA  DEL CONVEGNO

10.00 – OPEN COFFEE

10.30 – SALUTI

Antonio Maccanico, Presidente Associazione Civita

Giuliano Segre, Presidente Fondazione di Venezia

 

INTRODUCONO

Antonio Paolucci, Direttore Musei Vaticani

Pietro A. Valentino, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma

 

11.30 PROIEZIONE DEL FILMATO

Donare si può? Gli Italiani e il mecenatismo culturale diffuso

INTERVISTA DI MARCO CARMINATI A:

Patrizia Asproni, Segretario Associazione Amici degli Uffizi

Sandrine Mini, Addetta Culturale Ambasciata di Francia

Albino Ruberti, Segretario Generale Associazione Civita

Conclusioni, Mario Resca

Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, MiBAC