di Antonio Bordoni.

Karima Delli, presidente della commissione trasporti del Parlamento UE che ha negoziato l’accordo, ha lanciato l’allarme (1). Delli, deputata francese del gruppo dei Verdi, ha avvertito che il Qatar potrebbe aver interferito nelle deliberazioni interne del Parlamento sull’accordo. Di cosa si parla è presto detto: i parlamentari europei vogliono verificare se il Qatar abbia influenzato indebitamente un accordo chiave sul trasporto aereo che garantisce a Qatar Airways un accesso praticamente illimitato al mercato dell’UE e stanno esplorando se è il caso di frenare l’iter dell’accordo.

L’agreement è stato raggiunto nell’ottobre 2021  ma da quel che è dato sapere deve essere ancora ratificato. La parlamentare dei Verdi ha per questo chiesto  alla Commissione europea di informare in tempi rapidi sul processo di ratifica in corso e di far sapere quando è previsto l’avvio della procedura di approvazione.

In realtà, sull’argomento dell’acccordo aereo fra UE e Qatar, quello della Delli non è stato il primo campanello d’allarme.

Già il 16 settembre 2020 in pieno clima di crisi Covid per le compagnie aeree,  l’Associazione tedesca dei piloti di linea – Vereinigung Cockpit (VC) – lanciò un comunicato-denuncia su ciò che si stava facendo in ambito UE.

In quelle settimane  negli ambiembi comunitari circolava  una bozza di documento che prevedeva di sottoscrivere un accordo per ultriormente liberalizzare i traffici fra il Qatar e la UE. L’associazione tedesca fu la prima a lanciare un grido d’allarme avvertendo che se mai fosse stato firmato un accordo del genere si sarebbe messa a rischio l’industria del trasporto aereo in Europa con relativi problemi occupazionali.

L’appello lanciato dall’associazione tedesca Vereinigung Cockpit in data 16 settembre 2020

L’accordo in questione aveva il titolo “AGREEMENT ON AIR TRANSPORT BETWEEN THE EUROPEAN UNION AND ITS MEMBER STATES, OF THE ONE PART, AND THE STATE OF QATAR, OF THE OTHER PART” . In pratica l’accordo avrebbe permesso alle compagnie aeree del Qatar di operare molti più voli con molte più frequenze rispetto a quanto avviene oggi, quando ogni Paese ha suoi accordi con Doha.  Dire comunque “le compagnie aeree del Qatar” è un puro eufemismo perché in realtà la compagnia su cui si accentrano le attenzioni è una sola e  conosciuta nel mondo: la Qatar Airways.

Ben conoscendo la potenza della flotta della compagnia in questione:

61 Boeing 777

39 Boeing 787

10 Airbus 380

53 Airbus 350

14 Airbus 330

30 Airbus 320/321

 

Non desta meraviglia che sia stata proprio la Germania a sollevare dubbi sull’opportunità di un simile accordo.  Va ricordato infatti  che  la Germania dispone  della più grande compagnia aerea europea in termini di collegamenti intercontinentali, leggasi Lufthansa.

 

Dirompenti le conseguenze di un simile accordo per compagnie come Lufthansa, ma anche per le altri grandi della UE quali ad esempio Air France e Klm. Per rendersi conto di ciò basta leggere l’articolo 2 del testo:

 

Concessione dei diritti

Rotte:

  1. Ciascuna parte consente ai vettori aerei dell’altra parte di operare sulle rotte specificate qui di seguito:

 

(a) per i vettori aerei del Qatar:

qualsiasi punto in Qatar – qualsiasi punto intermedio – qualsiasi punto nell’Unione – qualsiasi punto oltre;

 

(b) per i vettori aerei dell’Unione:

qualsiasi punto nell’Unione – qualsiasi punto intermedio – qualsiasi punto nel Qatar – qualsiasi punto oltre.

 

Più avanti nel testo viene spiegato che “qualsiasi punto dell’Unione” significa uno o più punti all’interno dello stesso Stato membro dell’UE o in Stati membri dell’UE diversi, separatamente o in combinazione, in qualsiasi ordine.

 

Ora scendendo nella pratica,  un accordo del genere significherebbe che la Qatar Airways può aprire  collegamenti con qualsivoglia città della UE  ed operare servizi passeggeri e cargo anche con proseguimenti all’interno del mercato UE. Per far capire la differenza ricordiamo che ad esempio essendo il Regno Unito uscito dalla UE, sarà il suo governo a decidere quante frequenze e su quali scali del Regno Unito far operare i velivoli della Qatar Airways. Una volta ratificato e finalizzato l’accordo in questione una tale “selezione” non potrà essere fatta da uno Stato della UE.

 

Gli accordi aerei fra Stati hanno subito notevoli trasformazioni in questi ultimi tempi. In pratica possiamo ricordare come dal classico accordo bilaterale fra due Stati si sia giunti ad accordi multipli fra più Stati, meglio sarebbe dire fra “blocchi”.

 

Anche se passato in sordina di fronte ad altri ben più seri problemi, va ricordato che a Bali lo scorso ottobre a margine dell’IFPSM World Summit,  l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) ha siglato un accordo globale di trasporto aereo con l’Unione Europea. Si tratta di un accordo che potremmo definire storico in quanto esso rappresenta il primo accordo di trasporto aereo da blocco a blocco di questo tipo.

I colloqui per giungere ad esso risalgono al 2016.

Volendo ora far un paragone fra i due accordi quello stipulato a Bali e quello che si vorrebbe stipulare con il Qatar  precisiamo che se appare coerente per la UE che rappresenta più Stati stipulare un accordo del genere con un altra entità anch’essa rappresentante più Stati, ben differente è il commento che si può fare stipulando un accordo con un singolo Stato, quale il Qatar, che permette alle compagnie europee di volare in pratica solo a Doha, ma permette alla Qatar Airways di volare in qualsiasi aeroporto della UE.

Sono 10 gli Stati attualmente facenti parte dell’ASEAN:

Stati fondatori: Filippine, Indonesia, Malesia, Singapore Tailandia ;

Stati che hanno aderito in seguito: Brunei, Vietnam, Birmania, Laos, Cambogia

Alla sigla dell’accordo di Bali Adina Vlean, commissario europeo per i trasporti, ha dichiarato che “la firma di questo primo accordo di trasporto aereo da regione a regione tra l’UE e l’ASEAN porta il nostro partenariato nel settore dell’aviazione a un nuovo livello. L’accordo contribuirà a sostenere la ripresa del settore dell’aviazione dopo il COVID 19 e a ripristinare la tanto necessaria connettività tra le nostre due regioni, a beneficio di circa 1,1 miliardi di persone, consentendo maggiori scambi commerciali, commerciali, turistici e interpersonali”.

L’accordo sostituisce più di 140 accordi bilaterali sui servizi aerei, fornendo così un unico insieme di regole e riducendo la burocrazia e tempi di accordo.

Da un punto di vista strettamente inerente il marketing aeronautico, se ha un senso l’accordo blocco vs. blocco, non si può dire altrettanto sull’accordo blocco Ue vs. Qatar.

 

  • Le notizie riguardanti la presa di posizione di Karima Delli sono tratte da: https://www.politico.eu/article/scandal-european-parliament-qatar-airways/

 

 

Tratto da www.Aviation-Industry-News.com