di Virgilio Zanolla

 

La villa ospiterà la prima mostra personale in Italia del pittore britannico James Hawke, e ha in programma anche un ciclo di rappresentazioni di melodrammi 

 

Pienone di media e altri ospiti, martedì 2 aprile, nel salone aulico al primo piano rialzato di villa Pallavicino delle Peschiere, a Genova, per la presentazione di Palazzo Foundation ETS (Ente Terzo Settore) del broker assicurativo Lockton P. L. Ferrari, organizzazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di recuperare il complesso monumentale della villa rinascimentale e del suo giardino, per costituire un nuovo polo culturale cittadino e nazionale, facendone uno spazio per mostre, concerti, convegni, spettacoli e altre manifestazioni.

 

Nell’occasione, in collaborazione con la galleria genovese Pinksummer Contemporary Art, la fondazione accoglie fino al 30 giugno nel suo giardino tre sculture realizzate dall’argentino Tomás Saraceno, uno dei più noti performer contemporanei.

Gli intenti di Palazzo Foundation sono stati illustrati con dovizia dal presidente della fondazione Gian Filippo Fabbri, coadiuvato da Eugenia Virone, coordinatrice e organizzatrice di Palazzo Foundation, da Alberto Uva, fondatore del progetto Parchi & Cultura, e dal professor Giacomo Montanari, storico dell’arte e curatore scientifico dell’evento.

Commissionata da Tobia Pallavicino, allora uno dei patrizi più ricchi d’Italia, la villa risale con ogni probabilità agli anni Sessanta del Cinquecento ed è attribuita a Galazzo Alessi, benché appaia credibile che a progettarla, pur senza figurare come architetto, sia stato Giovanni Battista Castello il Bergamasco, che con Luca Cambiaso ne curò la decorazione degli interni affrescando i cicli con le Storie di Perseo e le Storie di Apollo e Diana.

Il suo ampio e bel giardino, sebbene ridotto nello spazio originario dalla costruzione della sottostante via Peschiera, presenta alcune scenografiche fontane e un ninfeo, la grotta Pallavicino, che quantunque bisognosa di restauro rimane l’unica grotta artificiale dall’impianto idraulico tuttora in funzione, ed è suggestivamente decorata con coralli rossi e bianchi, conchiglie, marmi, vere stalattiti, gocce in maiolica, marmi, ardesia, cristalli di quarzo, stucchi e malte colorate.

Potrebbe trattarsi di quella che durante un suo soggiorno genovese (tra il 1613 e il 1630) ispirò al grande poeta spagnolo Francisco de Quevedo il sonetto Amante que hace lecciòn para aprender a amar de maestros irracionales, come lo stesso Quevedo riferì all’amico erudito José Antonio Gonzàles de Salas.     

La bellezza di villa e giardino venne celebrata dal grande pittore Peter Paul Rubens, che ne incise l’immagine nel volume Palazzi di Genova, pubblicato nel 1622 ad Anversa; nel 1844 vi soggiornò lo scrittore inglese Charles Dickens, ultimando in loco il romanzo breve Le campane, che venne pubblicato quell’anno stesso.

A ulteriore dimostrazione delle potenzialità del sito, quest’anno la villa ospiterà la prima mostra personale in Italia del pittore britannico James Hawke, e ha in programma anche un ciclo di rappresentazioni di melodrammi (l’Opera Lirica in Villa), che patrocinato da RAI Liguria verrà inaugurato l’11 aprile con la Madama Butterfly di Giacomo Puccini.