Nel caos di questi ultimi 6 giorni, si incomincia a vedere un po’ di luce.

I passeggeri italiani che erano a bordo MSC Euribia (oltre 500), dovrebbero essere rimpatriati grazie a due voli charter messi a disposizione dalla compagnia di navigazione. Oggi dovrebbero arrivarne 350 circa e gli altri dovrebbero essere trasportati nei prossimi giorni.

Emirates, ha comunicato che a partire da domani 6 marzo opererà un paio di voli da Dubai su Roma-Fiumicino e uno da Dubai su Malpensa.

La Farnesina si è attivata per far partire dallo scalo di Muscat dei voli charter di una compagnia inglese, dietro pagamento di € 600 a persona, dei voli con destinazione Roma-Fiumicino, mentre un paio di giorni fa chi voleva rientrare con Oman Air doveva pagare la somma di € 1.500 a persona.

In questi giorni frenetici si è assistito a un vero e proprio sciacallaggio da parte di alcune compagnie aeree che hanno applicato prezzi esorbitanti per far rientrare persone rimaste bloccate in Oriente e che sarebbero dovute tornare con le compagnie degli Emirati.

Va detto che alcune di queste non hanno dato alcuna assistenza ai passeggeri che sono stati abbandonati a sé stessi così come anche la Farnesina, in alcuni casi, ha dato delle risposte non propriamente soddisfacenti a chi si è trovato in una situazione, suo malgrado, non piacevole.

Qatar, che il 28 febbraio aveva portato a Muscat  i passeggeri che avevano come destinazione finale Roma. Ha comunicato che oggi dovrebbe iniziare a operare alcuni voli di soccorso da Muscat e da Ryad su alcune città europee, Roma compresa.

Insomma, una guerra cosiddetta “preventiva” senza senso se non per ragioni puramente economiche, di espansione,  di dimostrazione di forza e potenza  (come tutte le guerre) e che sta procurando morti innocenti, tensioni in tutto il mondo, rincari del carburante, del gas, a breve dei prodotti alimentari e di prima necessità.

I comuni cittadini, noi, ci troviamo a subìre, come sempre, i colpi di testa di chi governa il mondo con l’arroganza, la presunzione e la forza della armi (oltre alla connivenza di chi permette che tutto ciò accada).

Gli agenti di viaggio sono in prima linea nel supportare i propri clienti rimasti negli scali degli Emirati, senza sapere quando potranno tornare a casa.

Molti si sono sobbarcati le spese dei voli di altre compagnie per farli rientrare, quando i clienti non potevano permettersi di rimanere all’estero troppo tempo per ragioni di lavoro o di salute.

Come sempre, tutti a compatire o ad odiare chi si è trovato, suo malgrado, “prigioniero” in un paese straniero senza avere notizie certe di un rimpatrio.

E il mondo del turismo? E i Tour Operator e gli Agenti di Viaggio?

Beh, come scrive qualcuno con molta cattiveria sui social: “per me possono anche chiudere”.

Peccato che se chiudono, perdono il lavoro migliaia di persone!

Ma a questo i cosiddetti “leoni da tastiera” non ci pensano mai!