Alla Rocca Maggiore, un percorso espositivo inedito celebra l’unione tra la filosofia francescana, la figura di Papa Bergoglio e la ricerca del “Terzo Paradiso”
Di Liliana Comandé
La splendida cornice della Rocca Maggiore di Assisi si è trasformata dal mese di aprile nel palcoscenico di un evento espositivo di rilievo internazionale. Fino al 4 ottobre, la mostra “FRANCISCUS. Fratello in arte”, firmata da Michelangelo Pistoletto, propone una riflessione profonda sul legame tra creatività contemporanea e spiritualità. L’esposizione prende le mosse da una provocazione concettuale forte e suggestiva: l’elezione ideale, da parte del maestro, di Papa Francesco come “Primo Santo dell’Arte”. Lungi dal configurarsi come un pronunciamento teologico, il gesto si inserisce interamente nel perimetro del linguaggio artistico, celebrando il Pontefice come una figura capace di tradurre la dimensione spirituale in una tangibile responsabilità collettiva e sociale.
L’iniziativa si colloca in un momento fortemente simbolico per la città di Assisi, in concomitanza con l’ottavo centenario della scomparsa di San Francesco. Il progetto, promosso dal Comune di Assisi e realizzato da Opera Laboratori in sinergia con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e Galleria Continua, vede la cura diretta dell’artista e offre una panoramica densa delle sue intuizioni più celebri.

Un percorso di interazione e consapevolezza
Il cuore della mostra risiede nel coinvolgimento attivo del pubblico. Le celebri superfici specchianti di Pistoletto non sono semplici superfici riflettenti, ma veri e propri dispositivi di interazione sociale, capaci di fondere in un unico istante l’osservatore, l’opera e l’ambiente circostante.
Accanto all’inedito tributo al Pontefice, l’itinerario espositivo raccoglie installazioni storiche e dal forte impatto etico:
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Il tempo del giudizio
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conTatto
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Le Bandiere delle religioni
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La serie Segno Arte
Il fulcro ideale dell’esperienza resta tuttavia il Terzo Paradiso, la grande matrice geometrica e concettuale che auspica una riconciliazione armonica tra la sfera naturale e l’artificio umano, ponendosi come piattaforma universale per il dialogo interculturale e interreligioso. “Per me, in questo luogo che risuona del nome di Francesco, la mostra abbraccia la storia del Santo celebrandone l’ottocentesimo anno dalla morte e, contemporaneamente, il primo anno dalla morte di Papa Bergoglio, che ha riportato in vita, con la propria esistenza, la persona di Francesco”, afferma Michelangelo Pistoletto.

Un legame profondo con il territorio
L’esposizione non si esaurisce tra le mura storiche della fortezza. Dalla prospettiva della Torre Poligonale, l’esperienza visiva si estende all’esterno, abbracciando il Bosco di San Francesco. Qui si può ammirare l’opera ambientale che Pistoletto ha concepito nei primi anni Duemila, stabilendo un filo conduttore indissolubile tra l’allestimento interno e il paesaggio naturale circostante.
Le istituzioni hanno espresso grande entusiasmo per l’iniziativa. Il sindaco Valter Stoppini ha definito l’appuntamento come un’occasione di eccezionale valore, capace di riaffermare Assisi come capitale del dialogo e della pace attraverso la lente dell’arte contemporanea. Un concetto ribadito anche da padre Antonio Spadaro, che ha voluto sottolineare la vicinanza profonda del Pontefice alle sensibilità espressive del nostro tempo.
Info utili per la visita
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Periodo: Fino al 4 ottobre 2026.
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Orari di apertura: * Aprile, Maggio, Settembre: 10:00 – 19:00
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Giugno, Luglio, Agosto: 10:00 – 20:00
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Ottobre: 10:00 – 18:00
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Tariffe biglietti: Intero 8 € | Ridotto 6 € (disponibili formule di biglietto cumulativo).
