Il Giappone custodisce una rete di luoghi dove natura, spiritualità e lentezza si incontrano. Un itinerario lontano dalle metropoli, alla ricerca di un’altra anima dell’arcipelago

 

di Stefano Modena

 

Quando si pensa al Giappone vengono subito in mente le luci di Tokyo, i quartieri futuristici di Osaka o i grandi santuari di Kyoto. Esiste però un volto meno conosciuto del Paese, fatto di foreste secolari, montagne sacre, laghi millenari e sentieri immersi nella natura, dove il silenzio diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio. Sono luoghi in cui la spiritualità non si limita ai templi, ma si intreccia con il paesaggio e con tradizioni che da secoli invitano a rallentare e a ritrovare un contatto più profondo con l’ambiente.

 

LE MONTAGNE SACRE DI DEWA

Nella prefettura di Yamagata, facilmente raggiungibile da Tokyo in treno, sorgono le Tre Montagne Sacre di Dewa: Haguro, Gassan e Yudono. Da oltre mille anni rappresentano una delle principali mete di pellegrinaggio del Giappone e sono strettamente legate allo Shugendo, antica disciplina ascetica che unisce buddhismo, scintoismo e culto della montagna. Secondo questa tradizione, le tre vette simboleggiano nascita, morte e rinascita. Ancora oggi gli yamabushi, gli asceti delle montagne, percorrono questi sentieri come pratica spirituale e alcuni programmi permettono anche ai visitatori di condividere, per alcuni giorni, il loro stile di vita tra boschi, meditazione e cammini nella natura.

 

ASAHIDAKE, LA MONTAGNA DEGLI DÈI

Sull’isola di Hokkaido, il Monte Asahidake domina il Parco Nazionale di Daisetsuzan. Vulcano ancora attivo e cima più alta della regione, è considerato sacro dal popolo indigeno Ainu, che lo chiama Kamui Mintara, “il parco giochi degli dèi”. Durante l’estate i sentieri attirano gli appassionati di trekking, mentre in autunno il foliage trasforma il paesaggio in uno dei più spettacolari del Giappone. Una cabinovia consente di raggiungere facilmente i punti panoramici, offrendo una prospettiva privilegiata sulla natura incontaminata del parco.

 

 

IL LAGO BIWA, TRA ACQUA E SPIRITUALITÀ

Il lago Biwa, nella prefettura di Shiga, è il più grande del Giappone e uno dei laghi più antichi del pianeta. Da secoli è considerato un power spot, termine con cui in Giappone si indicano i luoghi ritenuti ricchi di energia spirituale. Le sue rive possono essere esplorate in kayak oppure seguendo il Biwaichi, un itinerario ciclabile di circa 200 chilometri che attraversa paesaggi naturali e tocca luoghi di interesse storico come il Castello di Hikone e il tempio Enryakuji, patrimonio mondiale UNESCO. Al largo della costa settentrionale si trova invece la piccola isola di Chikubu, conosciuta come “l’isola degli dèi”. Disabitata e ricoperta di vegetazione, ospita il tempio Hogonji e il santuario Tsukubusuma-jinja, mete di pellegrinaggio immerse in un’atmosfera di grande quiete.

 

AI PIEDI DEL MONTE ASO

Nel cuore dell’isola di Kyushu, la prefettura di Kumamoto offre un paesaggio modellato dall’attività vulcanica. Il protagonista è il Monte Aso, uno dei più grandi complessi vulcanici del mondo, circondato da ampie praterie e sentieri panoramici all’interno del Parco Nazionale Aso-Kuju. L’area è conosciuta anche per le sorgenti termali di Kurokawa Onsen e per il santuario Aso-jinja, fondato oltre diciassette secoli fa e ricostruito dopo i danni provocati dal terremoto del 2016.

 

 

L’ESTATE DEI FESTIVAL

Agosto rappresenta anche uno dei periodi più vivaci per scoprire le tradizioni del Giappone settentrionale. A Morioka, dal 1° al 4 agosto, il Sansa Odori riunisce migliaia di danzatori e percussionisti in una grande parata dedicata ai tamburi taiko, mentre nella vicina Hirosaki, dal 1° al 7 agosto, il Festival Nebuta anima le strade con spettacolari carri allegorici decorati e grandi lanterne, offrendo uno dei più suggestivi appuntamenti dell’estate giapponese. Tra paesaggi naturali, antichi percorsi spirituali e tradizioni popolari ancora profondamente radicate, il Giappone rivela così un volto diverso, dove il viaggio diventa soprattutto un invito a rallentare e ad ascoltare il silenzio.