Un’apertura emozionante alla Chiesa di Santa Maria Nuova inaugura la rassegna 2026 guidata da Andrea De Carlo, tra riscoperta filologica, prestigiose partnership internazionali e un pubblico in visibilio

 

Di Liliana Comandé

 

Ha preso il via con un’atmosfera di rara ed intensa suggestione l’edizione 2026 del Festival Barocco Alessandro Stradella, l’importante manifestazione che fino al 27 settembre trasformerà Viterbo e l’intera Tuscia nella capitale europea della musica antica. Un’inaugurazione vissuta sul filo del pathos sabato 29 agosto quando, poco dopo le ore 18:30, la trecentesca Chiesa di Santa Maria Nuova ha aperto le sue porte per accogliere il concerto d’apertura. L’evento ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e territoriali, affiancate da un’imponente rappresentanza di giornalisti provenienti dalle principali testate italiane e da numerose firme della stampa estera, giunte appositamente a Viterbo per documentare l’avvio di una delle rassegne di maggior rilievo del panorama musicale europeo.

Ad accogliere la numerosa delegazione di cronisti e gli ospiti illustri è stato allestito un raffinato cocktail di benvenuto che ha preceduto l’ingresso in chiesa, creando subito un clima di viva attesa e condivisione culturale. A fare gli onori di casa, in chiesa, un visibilmente commosso Maestro Andrea De Carlo, direttore artistico, fondatore dell’Ensemble Mare Nostrum e vera anima del Festival. Figura di spicco della prassi esecutiva storicamente informata, De Carlo vanta una carriera di prestigio internazionale: violista da gamba e virtuoso della viella tra i più apprezzati in Europa, ha diretto incisioni discografiche pluripremiate dalla critica mondiale — collezionando riconoscimenti del calibro di Diapason d’Or, Choc de Classica e Gramophone — e guida da oltre quindici anni il monumentale lavoro di riscoperta, trascrizione e digitalizzazione dell’opera stradelliana attraverso il celebre The Stradella Project.

L’evento inaugurale, intitolato La dea delle scene, si è rivelato un autentico viaggio nel tempo capace di proiettare il folto pubblico direttamente nel cuore del Seicento italiano. La produzione ha riportato alla luce arie e brani strumentali inediti legati alla figura di Caterina Angela Botteghi (detta “la Centoventi”), celebre musa, cantante e soprano delle ultime e storiche produzioni genovesi di Alessandro Stradella. L’esecuzione sublime e virtuosistica del soprano Silvia Frigato, sostenuta dalla perfetta intesa filologica dei musicisti dell’Ensemble Mare Nostrum e dalla straordinaria bravura della clavicembalista e del primo violino, ha rapito la platea dal primo all’ultimo minuto. Un coinvolgimento emotivo talmente viscerale e travolgente da infrangere persino il rigido galateo delle sale da concerto classiche: il pubblico, completamente catturato dalla bellezza trascendente delle partiture e dal talento degli esecutori, ha rotto più volte il silenzio tributando calorosi applausi anche dopo una sola esecuzione dei brani, spinto da un entusiasmo incontrollabile. A fronte di così tanta partecipazione e affetto, gli artisti non si sono risparmiati, concedendo generosi bis accompagnati da lunghissime ovazioni.

A coronamento di questa prima giornata di grande successo, al termine dell’esibizione la serata è proseguita con una conviviale cena presso un noto e rinomato ristorante del centro storico. L’incontro gastronomico ha visto la presenza straordinaria di un Maestro De Carlo ancora visibilmente emozionato per la straordinaria riuscita dell’inaugurazione, affiancato dalla talentuosa clavicembalista e dalla soprano Silvia Frigato. Gli artisti e la direzione si sono intrattenuti a lungo con i giornalisti della stampa italiana ed estera, con gli organizzatori e con le autorità presenti, festeggiando in un clima di calda accoglienza le prime note di un’edizione che si preannuncia già storica.

Il percorso e il tema dell’edizione 2026, “Confluences”

Nato inizialmente come progetto mirato a valorizzare il patrimonio musicale del Barocco e a rilanciare la complessa figura di Alessandro Stradella (1643-1682) nel suo territorio d’origine, il Festival si è evoluto costantemente nel corso degli anni, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio culturale di respiro globale. Il cartellone del 2026 si sviluppa attorno al tema “Confluences”, inteso come spazio privilegiato d’incontro in cui il repertorio del Seicento dialoga apertamente con i linguaggi della contemporaneità, attraversa i confini geografici e incontra nuove ed inedite forme d’arte.

I prossimi appuntamenti in agenda vedranno alternarsi alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena internazionale:

Tradizioni a confronto e sperimentalismo. Progetti di grande respiro come In Familia con la direzione di Eduardo Egüez (un affascinante intreccio tra le sonorità del Mediterraneo e del Sud America), Lucente Stella con Catalina Vicens all’organo portativo medievale (in dialogo con la creazione contemporanea), fino alle audaci esplorazioni tra strumenti storici, contrabbasso ed elettronica firmate da Michele Marco Rossi, Davide Bardi e Daniele Roccato (Canzoniere e Under the Volcano). Si aggiungono inoltre i recenti inserimenti Bestiär con il Duo Tiggarna e Un solo respiro, raffinato dialogo tra arpa e viola da gamba.

Progetti speciali e grandi collaborazioni. Tra gli appuntamenti più attesi spicca Giulia, principessa di Napoli, realizzato in stretta collaborazione con la Fondazione Pietà de’ Turchini, a testimonianza del dialogo costante che la rassegna costruisce con le più autorevoli istituzioni dedicate alla musica antica.

Giovani talenti ed esperienze immersive. Un ruolo di primo piano è affidato allo Stradella Y-Project, l’ormai consolidato programma internazionale di alta formazione che da ben quindici anni coinvolge giovani musicisti da ogni angolo del mondo. I concerti dei giovani virtuosi animeranno le dimore dell’Ente Ville Monumentali della Tuscia — Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Farnese a Caprarola e Palazzo Altieri a Oriolo Romano — all’interno di un format speciale che unisce l’ascolto musicale a visite guidate, aperture straordinarie serali e suggestive sonorizzazioni ambientali prima e dopo gli spettacoli.

Nuove sinergie e grandi eventi di chiusura. L’edizione 2026 segna una crescita importante anche sul piano istituzionale, grazie al nuovo sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati (promossa dall’Ambasciata di Francia in Italia), alla firma della convenzione con il FAI (che garantisce agevolazioni e sconti sui biglietti per tutti i tesserati) e al rinnovo del gemellaggio con il Monteverdi Festival di Cremona. Proprio con questa prestigiosa realtà lombarda si realizzerà il concerto di chiusura del 27 settembre nella Chiesa di Santa Maria Nuova a Viterbo: intitolato Europa barocca e diretto dal Maestro Antonio Greco, l’evento vedrà protagonisti Paola Valentina Molinari e Alessandra Visentin su musiche di Legrenzi, Alessandro Scarlatti, Bach e Händel.

 

Informazioni utili e biglietteria

Il Festival Barocco Alessandro Stradella è realizzato con il contributo e il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Viterbo, della Provincia di Viterbo, dei Comuni di Nepi e Civitella d’Agliano, della Fondazione Carivit e della Fondazione Nuovi Mecenati, in collaborazione con l’Ente Ville Monumentali della Tuscia e il FAI.

Sito web ufficiale: https://www.festivalstradella.org

Info e prenotazioni WhatsApp: +39 328 1174564

Acquisto biglietti: i tagliandi sono disponibili sia sulla piattaforma di biglietteria online del Festival, sia direttamente presso la biglietteria allestita nelle varie sedi dei concerti a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.