
Emirates Flight Catering (EKFC), colosso della ristorazione aeroportuale che serve ogni giorno decine di migliaia di pasti per Emirates e altre compagnie, compie un nuovo passo nella propria strategia ambientale. L’azienda ha attivato un biodigestore capace di ridurre fino a 2.000 tonnellate di CO₂ all’anno evitando che i rifiuti organici finiscano in discarica. Il nuovo impianto, un Power Knot LFC-3000, è stato installato nella Central Commissary Unit di Dubai. Si tratta di uno dei sistemi più grandi al mondo nel suo genere, pensato per trattare direttamente in loco gli scarti alimentari generati dalle attività di catering.
Come funziona il biodigestore
Il sistema utilizza un processo aerobico che combina ossigeno, calore e microrganismi per decomporre i rifiuti organici. Il risultato è acqua grigia riutilizzabile per usi non potabili. A differenza dei macchinari meccanici tradizionali la tecnologia del biodigestore migliora nel tempo: la coltura microbica si adatta progressivamente a una gamma più ampia di materiali aumentando l’efficienza del processo. Dalla sua attivazione, nel 2025, la capacità di trattamento è cresciuta costantemente. Oggi l’impianto gestisce fino a 3,5 tonnellate di rifiuti al giorno, con una potenzialità stimata di circa 6 tonnellate giornaliere una volta raggiunta la piena maturità biologica.

L’impatto ambientale
Secondo i parametri del Department for Environment, Food & Rural Affairs (DEFRA) britannico, evitare che una tonnellata di rifiuti alimentari finisca in discarica significa ridurre circa 0,7 tonnellate di CO₂ soprattutto grazie alla mancata produzione di metano. A pieno regime, il nuovo biodigestore potrebbe quindi evitare oltre 2.000 tonnellate di emissioni ogni anno.
Per Shahreyar Nawabi, Amministratore Delegato di EKFC, l’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale nella strategia aziendale:
“Crediamo che il modo più efficace per fare la differenza sia gestire i rifiuti in modo responsabile riducendo il conferimento in discarica e trasformando gli scarti in una risorsa. L’avvio di un biodigestore di queste dimensioni è un traguardo chiave nel nostro percorso di sostenibilità.”

Una strategia più ampia
EKFC sta investendo in più direzioni per ridurre l’impatto ambientale delle proprie operazioni. Nel settore energetico l’installazione di pannelli solari , lo scorso anno, ha generato 4.000 MWh di energia, evitando l’emissione di 1.600 tonnellate di CO₂. La progressiva introduzione di veicoli elettrici prevede nel 2026 l’arrivo del primo hi-loader elettrico della regione. Inoltre, il primo biodigestore LFC-50 ha già trattato 75.000 kg di rifiuti alimentari; interventi sul packaging hanno eliminato 45.000 kg di plastica all’anno e per quanto concerne il recupero alimentare creativo sono state sviluppate 47 ricette basate sul riutilizzo degli scarti di produzione. La lattuga coltivata da Bustanica, senza pesticidi, ha permesso di preparare 28.000 insalate al giorno servite sui voli Emirates nel 2025. E ancora: sistemi di smart camera e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per ottimizzare la produzione e ridurre gli sprechi.