
di Stefano Modena
Nel 2026 la Collection de l’Art Brut di Losanna celebra il suo cinquantesimo anniversario con la mostra “Dalle origini della collezione al presente”, in programma dal 28 febbraio al 27 settembre 2026. L’esposizione ripercorre la storia di uno dei musei più singolari d’Europa, nato per custodire e valorizzare le opere di artisti autodidatti che operavano al di fuori dei circuiti artistici tradizionali. Al centro del progetto espositivo c’è il lavoro e il pensiero di Jean Dubuffet, artista e teorico francese che a metà del XX secolo elaborò il concetto di Art Brut. Dubuffet iniziò a interessarsi a queste forme di espressione creativa nel 1945, durante un viaggio in Svizzera alla ricerca di opere realizzate in contesti non convenzionali, come ospedali psichiatrici, carceri e collezioni etnografiche.
IL RUOLO DELLA SVIZZERA NELLA NASCITA DEL MOVIMENTO
Proprio la Svizzera ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo di questa nuova visione artistica. Durante i suoi viaggi, Dubuffet entrò in contatto con medici, artisti e direttori di musei che contribuirono alla costruzione della sua collezione e alla definizione dei principi teorici dell’Art Brut. Negli anni successivi, l’artista continuò ad ampliare la raccolta e a riflettere su questa forma di espressione libera da regole accademiche. Il legame con la Svizzera rimase centrale: nel 1971 Dubuffet decise infatti di donare la sua collezione alla città di Losanna affinché fosse conservata e resa accessibile al pubblico.

OLTRE 300 OPERE TRA STORIA E NUOVE ACQUISIZIONI
La mostra per il cinquantesimo anniversario riunisce oltre 300 opere provenienti dalla collezione del museo. Tra queste figurano disegni, dipinti, sculture, ricami, scritti e assemblaggi che testimoniano la varietà di linguaggi espressivi sviluppati dagli artisti outsider. Una parte delle opere proviene dalla collezione originale raccolta da Dubuffet a partire dal 1945, mentre altre sono state acquisite nel corso dei decenni successivi, arricchendo il patrimonio del museo dopo la sua apertura ufficiale nel 1976.
PAESAGGI SVIZZERI E CREATIVITÀ SENZA CONFINI
Le opere esposte riflettono l’approccio spontaneo e personale degli artisti autodidatti, molti dei quali non avevano mai immaginato di diventare creatori riconosciuti. Nonostante la varietà di stili e tecniche, molti lavori condividono un elemento comune, il paesaggio svizzero. Montagne, treni, mucche e architetture alpine compaiono spesso nelle rappresentazioni, richiamando elementi iconici della cultura del Paese. Sono immagini che lo stesso Dubuffet aveva celebrato nei suoi primi dipinti e che oggi diventano simbolo dell’incontro tra territorio e creatività libera.
Con questa mostra anniversario, la Collection de l’Art Brut non celebra soltanto la propria storia, ma anche l’eredità di un movimento che ha ridefinito il modo di guardare all’arte, valorizzando le forme espressive nate al di fuori delle istituzioni e delle convenzioni artistiche.