di Stefano Modena

La crisi geopolitica nel Golfo continua a influenzare in modo significativo il settore turistico, ma non sempre nel modo più intuitivo. Secondo un’indagine condotta da AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio, il principale timore dei viaggiatori italiani non è tanto legato alla sicurezza, quanto all’aumento dei prezzi in vista dell’estate.

VACANZE PIÙ CARE E PRESSIONE SUI COSTI

Le stime indicano un incremento medio del 5-6% per le vacanze in Italia rispetto al 2025, a cui si sommano i rincari dei trasporti aerei, influenzati dall’aumento del costo del carburante. Un contesto che spinge molti consumatori a rimandare le decisioni di viaggio, in attesa di capire come evolverà il quadro economico generale. L’inflazione e il costo della vita quotidiana – dalle bollette alla spesa –  stanno infatti diventando fattori determinanti nelle scelte turistiche, ridimensionando il peso delle preoccupazioni legate agli scenari internazionali.

DESTINAZIONI IN CAMBIAMENTO

Sul fronte delle prenotazioni, la crisi ha imposto una rapida riorganizzazione delle destinazioni. Si stimano tra le 6.000 e le 7.000 prenotazioni ancora attive verso i Paesi del Golfo, ora in fase di riprotezione verso mete alternative. Le agenzie di viaggio stanno lavorando caso per caso, tenendo conto di budget, stagionalità e preferenze dei clienti. Nel lungo raggio crescono destinazioni come Stati Uniti, Canada e Far East, con Thailandia che continua a mantenere un forte appeal. Tuttavia, è soprattutto l’Italia a emergere come scelta dominante, confermando un ritorno deciso verso il turismo domestico.

TRA INCERTEZZE E CANCELLAZIONI

Accanto agli spostamenti di destinazione, si registra anche un aumento delle cancellazioni. Non solo per i viaggi verso le aree direttamente coinvolte dalla crisi, ma anche per mete non interessate, segno di un clima generale di incertezza che influenza le decisioni dei consumatori. In questi casi, però, non sempre è previsto il rimborso, come stabilito dal Codice del Turismo, creando ulteriori tensioni tra clienti e operatori.

UN SETTORE IN ATTESA

Il sentimento generale resta improntato alla cautela. Le nuove prenotazioni rallentano e molti viaggiatori preferiscono attendere prima di confermare le proprie vacanze. Secondo il presidente di AIAV, Fulvio Avataneo, la vera incognita non è solo geopolitica, ma economica. Solo con maggiore chiarezza sul futuro dei costi e su una possibile stabilizzazione del contesto internazionale la domanda potrà tornare a crescere.

IL NODO ISTITUZIONALE

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge l’instabilità politica, con le dimissioni della ministra del Turismo che hanno acceso nuove preoccupazioni nel settore. L’associazione sottolinea la necessità di una nomina competente e immediatamente operativa, in grado di affrontare le criticità attuali e supportare concretamente un comparto già sotto pressione.

La nomina ad interim del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non può risolvere i problemi impellenti del comparto.

In uno scenario così fluido, il ruolo delle agenzie di viaggio torna centrale, non solo come intermediari, ma come punti di riferimento per orientare i viaggiatori tra rischi percepiti, alternative disponibili e nuove dinamiche del mercato.