UN PROGETTO CHE UNISCE TERRITORIO, COMUNITÀ E IDENTITÀ

Di Stefano Modena

Il Veneto punta con decisione su un modello di turismo sempre più esperienziale e diffuso. Con l’annuncio di “Go To Veneto” 2026, la regione introduce un format che va oltre l’evento tradizionale, trasformandosi in un vero viaggio “on the road” tra vino, sapori e identità territoriali, questa una delle novità emerse a Vinitaly.

Presentato dall’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond, il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare in modo integrato l’offerta enogastronomica del Veneto. Non si tratta solo di promuovere prodotti, ma di raccontare un sistema fatto di paesaggi, tradizioni e comunità locali. Alla base c’è il lavoro del Coordinamento regionale delle Strade del Vino e dei Sapori, che si confermano come uno degli strumenti più efficaci per connettere produttori, ristoratori e operatori turistici in un’unica narrazione territoriale.

UN ITINERARIO TRA DENOMINAZIONI E PRODOTTI ICONICI

“Go To Veneto” si sviluppa lungo un percorso che mette al centro le grandi denominazioni vitivinicole, affiancate da eccellenze agroalimentari riconosciute a livello nazionale e internazionale. Il viaggio diventa così un’immersione nella biodiversità produttiva della regione, dove ai grandi vini si affiancano prodotti simbolo come il Radicchio Rosso di Treviso e il riso Vialone Nano. Un approccio che privilegia l’autenticità e invita il visitatore a entrare in contatto diretto con il territorio, andando oltre la semplice degustazione.

LE STRADE DEL VINO COME MOTORE DELL’ESPERIENZA

Il cuore dell’iniziativa è rappresentato dalle Strade del Vino e dei Sapori, vere e proprie reti territoriali che fungono da ponte tra produzione e accoglienza. Ogni tappa del calendario coinvolge cantine, aziende agricole e realtà locali, creando un sistema diffuso capace di generare valore economico e culturale. Questo modello, sempre più centrale nel turismo contemporaneo, permette di superare la logica della destinazione unica per abbracciare un’esperienza più ampia e articolata.

UN CALENDARIO TRA MAGGIO E GIUGNO PER SCOPRIRE IL VENETO

Dal 9 maggio al 13 giugno 2026, “Go To Veneto” attraverserà alcune delle aree più rappresentative della regione. Si parte con la Strada del Radicchio di Treviso, per poi proseguire tra le colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, i Colli Euganei, la Valpolicella e il Soave, fino ad arrivare ai territori del Montello e del Vialone Nano. Un itinerario che alterna paesaggi collinari, campagne storiche e aree produttive, offrendo una lettura completa e dinamica del territorio veneto. Il calendario completo è disponibile sul nuovo portale www.stradevinoveneto.it

DEGUSTAZIONI, INCONTRI E TURISMO ESPERIENZIALE

Durante ogni tappa, cantine e aziende agricole apriranno le proprie porte ai visitatori con degustazioni guidate, visite e attività esperienziali. Il contatto diretto con i produttori diventa uno degli elementi chiave dell’iniziativa, permettendo di conoscere da vicino tecniche, storie e tradizioni. A completare l’offerta, una rete di ristoranti, musei e ville proporrà esperienze e promozioni dedicate, rafforzando il legame tra enogastronomia e patrimonio culturale.

UN MODELLO REPLICABILE O UN PROGETTO ANCORA DA TESTARE?

Se da un lato “Go To Veneto” si inserisce perfettamente nelle tendenze del turismo slow ed esperienziale, dall’altro resta una domanda aperta, quanto questo modello riuscirà a distinguersi in un panorama sempre più affollato di eventi enogastronomici? La forza del progetto risiede nella capacità di fare sistema e nella qualità dell’offerta, ma il vero banco di prova sarà la continuità nel tempo e la capacità di attrarre un pubblico internazionale, non solo locale.

IL VENETO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE TURISTICA

Con “Go To Veneto”, la regione conferma la volontà di investire in un turismo che unisce tradizione e innovazione, valorizzando le proprie eccellenze in chiave contemporanea. Un invito a scoprire il territorio attraverso il gusto, ma anche un esperimento interessante su come trasformare il patrimonio enogastronomico in esperienza strutturata. Un progetto che, se saprà evolvere, potrebbe diventare un riferimento per l’enoturismo italiano.