Si è concluso il primo incontro tra le sigle rappresentative del turismo organizzato e il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Le organizzazioni di categoria hanno espresso soddisfazione per il metodo di lavoro adottato, sottolineando un clima di serietà e pragmatismo. Tuttavia, il messaggio emerso dal tavolo è chiaro: dopo l’ascolto, il settore attende ora un passaggio immediato alla fase decisionale.

Le istanze presentate dalle associazioni si articolano su due direttrici parallele. Da un lato, la necessità di interventi contingenti per tamponare le criticità correnti, dall’altro, una visione strutturale volta a consolidare il ruolo professionale di agenzie di viaggio e tour operator all’interno della filiera economica nazionale.

Sul fronte delle emergenze, le priorità portate all’attenzione del Ministero includono:

  • Sostegno Economico con nuovi aiuti finanziari per le imprese ancora in sofferenza.

  • Semplificazione Fiscale con il ripristino dell’esenzione dalla ritenuta d’acconto sulle commissioni.

  • Promozione e Sicurezza con l‘avvio di una campagna di comunicazione istituzionale e una gestione più oculata dei travel advisory sul portale “Viaggiare Sicuri”, per riflettere con accuratezza l’evoluzione positiva degli scenari internazionali.

Un punto di forte convergenza tra il Ministro e le associazioni riguarda la gestione delle notizie sensibili. È stata ribadita la necessità di evitare allarmismi ingiustificati su temi complessi quali la carenza di jet fuel o le cancellazioni dei voli. Narrazioni ansiogene rischiano infatti di disorientare il consumatore e danneggiare ulteriormente un comparto che rappresenta un pilastro del PIL italiano.

La partita europea: fondi e tutele

Il confronto si è spostato anche sul piano comunitario. Il Ministero ha confermato l’impegno per rafforzare la presenza del turismo nelle misure straordinarie dell’Unione Europea. Gli obiettivi chiave riguardano:

  1. L’inserimento del settore nel Temporary Framework della Commissione Europea per contrastare gli effetti economici del conflitto in corso.

  2. La revisione del regolamento GBER (General Block Exemption Regulation).

  3. La creazione di un fondo dedicato specificamente al comparto per mitigare i danni derivanti da situazioni di crisi sistemica.

Oltre l’emergenza, restano aperti i grandi dossier per l’ammodernamento del settore. Le associazioni hanno sollecitato la chiusura dei lavori sul database pubblico per il rilascio del codice identificativo delle imprese, fondamentale per la legalità e la trasparenza del mercato.

Tra le altre richieste strutturali figurano il supporto ai processi di digitalizzazione, un coordinamento più efficace nel settore dei trasporti e lo sviluppo di soluzioni assicurative capaci di tutelare realmente le imprese in caso di emergenza. In ultima istanza, il turismo organizzato chiede una regia pubblica più forte, che sia coerente con il peso reale e il valore professionale che il comparto esprime nel panorama economico del Paese.

“Il confronto con il ministro Mazzi è stato un primo passaggio utile, ma ora servono risposte concrete, veloci e semplici. Il turismo organizzato non può restare sospeso tra emergenze da gestire e riforme rinviate. Agenzie di viaggio e Tour operator chiedono strumenti efficaci per continuare a garantire occupazione, competenze, tutela del consumatore e stabilità del mercato”, dichiarano le associazioni.