Quali compagnie italiane rimangono attive? E’ presto detto, ne troviamo solo due: la Neos e la AeroItalia

 

Di Antonio Bordoni

 

Ancora non ci si rassegna all’idea che Alitalia “fu” e ora riposa in pace. In rete, in libreria troverete molte spiegazioni sulle ragioni della scomparsa, noi non intendiamo affatto tornare su questo argomento. Notiamo piuttosto che da quando la compagnia della freccia alata è stata sostituita da una nuova società denominata ITA Airways, dell’aviazione civile italiana, di ciò che essa fa, di come si muove, dei suoi piani si sente raramente parlare o perlomeno – diciamo così – non se ne parla con la stessa frequenza, diffusione ed enfasi rispetto a quanto avveniva per Alitalia. Certo il fatto che il codice IATA di ITA Airways è rimasto il biletterale “AZ” ovvero lo stesso di Alitalia è un po’ riduttivo come ricordo.

Ecco quindi un primo indizio: l’aviazione civile italiana. E’ questo il termine che abbiamo usato ed è questo il tema del nostro rammarico. Giratela come vi pare ma il fatto è che scomparsa Alitalia è in pratica scomparsa l’aviazione commerciale italiana.

Andate a guardate le graduatorie degli anni d’oro dell’aviazione, quando Alitalia si confrontava alla pari con British Airways, con Air France, con Klm…

E a proposito di Klm ricordate quando eravamo a un passo a fare l’accordo per un gruppo italo-olandese, sostituito poi da Parigi al posto di Roma? Non stiamo parlando dei tempi di Lindbergh, stiamo parlando dell’anno 2000 quando eravamo a un passo dal formare il gruppo che forse avrebbe permesso all’Alitalia di Domenico Cempella di risollevarsi e tornare agli antichi splendori. In quegli anni l’aviazione civile italiana ancora valeva qualcosa.

Ed oggi? Alla domanda se c’è una qualche possibilità di rilanciare il marchio Alitalia, Joerg Eberhart che ha assunto la guida di ITA Airways nel gennaio 2025, ha così risposto:

“In generale, manterremo il marchio ITA Airways, dove abbiamo già investito tempo, denaro e comunicazione. In Europa è già un marchio piuttosto conosciuto. Meno in altri continenti, ma ci stiamo lavorando. Potremmo, diciamo, riprendere alcuni elementi del vecchio marchio Alitalia, ma dovremmo individuarne degli aspetti positivi. Alitalia ha attraversato un periodo difficile [nei suoi ultimi anni], bruciava denaro e offriva un servizio scadente, quindi dovremmo forse tornare agli anni ’60 o ’70, quando Alitalia era un marchio molto apprezzato in tutto il mondo. Potremmo combinare alcuni di quegli elementi del vecchio marchio Alitalia con il nostro moderno ITA, ma non sappiamo ancora come o quando”. (1)

Il nome Joerg Eberhart vi dice qualcosa? E’ entrato nel gruppo Lufthansa nel 2002, dove fino al 2007 ha ricoperto il ruolo di responsabile della gestione delle partecipazioni. Nel 2021 è stato nominato Head of Strategy & Organizational Development del gruppo Lufthansa, con responsabilità sulla pianificazione strategica, sulle operazioni di fusione e acquisizione e sulla gestione delle partecipazioni, inclusa l’operazione relativa all’ingresso nel capitale di ITA Airways, nel 2025 infine è stato nominato amministratore delegato di ITA Airways.

E con questa presentazione siamo entrati nel cuore del problema. ITA Airways che è già migrata da Sky Team a Star Alliance sta per essere assorbita dal gruppo Lufthansa. Su questa imminente operazione abbiamo già scritto numerose newsletters (2). Ora, tenendo conto che Air Dolomiti è sotto il controllo di Lufthansa quali compagnie italiane rimangono attive? E’ presto detto, ne troviamo solo due: la Neos e la AeroItalia.

La Neos nell’anno 2025 risulta aver trasportato 2.275.000 passeggeri con una forza lavoro di 1.156 unità e una flotta composta da 18 velivoli. La AeroItalia sempre nell’anno 2025 risulta essersi attestata sui 2.9 milioni di passeggeri trasportati, una forza lavoro di 700 dipendenti e una flotta composta da 16 aerei.

Aggiungendo a queste due cifre il numero passeggeri trasportato da ITA Airways (16.650.000) raggiungiamo un totale di 21.8 milioni di passeggeri trasportati nell’anno 2025 dai tre vettori italiani. Ebbene, sapete il numero passeggeri toccato in Italia nello stesso anno dalla sola Ryanair? 62.190.000.

Sono dati di traffico che potete trovare sul rapporto Enac 2025 pubblicato in questi giorni. (3)

A proposito ci sarebbe un quarto vettore italiano che compare nella lista dell’ENAC, la Air Dolomiti la quale nel 2025 risulta aver trasportato 2.805.000 passeggeri, ma come ben sanno tutti coloro che ci seguono su queste colonne, a nostro modesto parere non è corretto presentare come italiana una compagnia controllata al 100 per cento da una società straniera.

Sappiamo bene che il Principal Place of Business della compagnia è in Italia, ma abbiamo da sempre ritenuto che la ownership debba avere la prevalenza sulla teoria del PPB.

 

 

 

    Tratto da  Aviation-Industry-News.com