I Musei Reali ospitano un percorso espositivo che indaga le radici del naturalismo seicentesco attraverso i capolavori del primo Cinquecento lombardo-veneto
Dal 30 maggio al 15 settembre 2026, lo Spazio Scoperte della Galleria Sabauda (Musei Reali di Torino) ospita la mostra dossier “La luce del vero prima di Caravaggio: Lotto e Savoldo”. Curata da Annamaria Bava e Alessandro Uccelli, l’esposizione propone un confronto scientifico tra Lorenzo Lotto e Giovanni Girolamo Savoldo, figure chiave del Rinascimento padano, individuati storicamente dal critico Roberto Longhi come i più autorevoli precursori della rivoluzione caravaggesca.
Il percorso si sviluppa attorno al nucleo centrale di tre opere: la Sacra Famiglia con santa Caterina d’Alessandria (1533) di Lotto, giunta in prestito dall’Accademia Carrara di Bergamo, che dialoga con l’Adorazione dei pastori e l’Adorazione del Bambino tra san Girolamo e san Francesco d’Assisi di Savoldo, appartenenti alle collezioni permanenti della Galleria Sabauda. Entrambi i maestri evidenziano una spiccata ricezione della cultura fiamminga e nordica, traducendola in un uso drammatico del chiaroscuro, in un’indagine psicologica dei personaggi e in una resa atmosferica del dato naturale che anticipa il realismo del Seicento.

La seconda sezione della mostra è dedicata alla figura di Giovan Battista Cavalcaselle, pioniere della moderna storia dell’arte. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Marciana di Venezia, sono esposti i disegni e gli schizzi autografi con cui lo studioso ottocentesco registrò graficamente le opere analizzate durante i suoi viaggi. L’itinerario include inoltre una proiezione video che ricostruisce virtualmente una lezione di Roberto Longhi sull’argomento, realizzata in sinergia con la Fondazione Longhi.“Proponiamo al nostro pubblico una mostra dossier che invita a guardare lentamente (slow-looking), a fermarsi per scoprire dettagli, a cambiare il passo di visite ai musei fatte sempre più in velocità. Il taglio inedito evoca anche il modo di studiare l’arte di due grandi conoscitori del passato”. Ha dichiarato Paola D’Agostino, Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino.
“Quest’opera rivela la capacità dell’artista di intrecciare intensità emotiva, luce e profondità spirituale in una visione del sacro profondamente umana e moderna. Il dialogo con i dipinti di Savoldo mette in luce la ricchezza della cultura figurativa lombardo-veneta del primo Cinquecento, accomunata da una sensibilità nuova verso il dato naturale”. Il commento di Maria Luisa Pacelli, Direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo
