Corsica Sardinia Ferries celebra vent’anni di collaborazione con il mondo della ricerca scientifica. Un progetto che trasforma i traghetti di linea in sentinelle del Mediterraneo e contribuisce alla tutela di cetacei, biodiversità e habitat marini

 

di Stefano Modena

 

Mentre milioni di passeggeri attraversano ogni anno il Mar Tirreno diretti verso Corsica, Sardegna e Baleari, a bordo delle Navi Gialle si svolge anche un altro viaggio, meno visibile ma altrettanto importante, quello della ricerca scientifica. In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Corsica Sardinia Ferries ha confermato il proprio sostegno alle attività di monitoraggio ambientale nel Santuario Pelagos, celebrando un traguardo significativo, il ventesimo anno consecutivo del progetto dedicato allo studio dei cetacei nel Mediterraneo.

 

VENT’ANNI DI OSSERVAZIONE DEL MARE

Coordinato da ISPRA e avviato nel 2007, il programma di monitoraggio rappresenta oggi una delle più importanti attività scientifiche a lungo termine dedicate agli ecosistemi marini del Mediterraneo occidentale. Anche nel 2026 ricercatori provenienti da ISPRA, Fondazione CIMA, Università di Pisa, Accademia del Leviatano ed EcoOcean si imbarcheranno sulle navi in partenza da Tolone, Nizza, Vado Ligure e Livorno per raccogliere dati sulla presenza di balene, delfini e altre specie marine di interesse scientifico. I numeri raccontano la dimensione del progetto: oltre 2.000 viaggi di ricerca effettuati in vent’anni, migliaia di avvistamenti registrati e una grande quantità di dati che hanno alimentato studi, pubblicazioni scientifiche e attività accademiche.

 

IL SANTUARIO PELAGOS, UN PATRIMONIO DEL MEDITERRANEO

L’area monitorata è una delle più importanti zone marine protette d’Europa. Il Santuario Pelagos, che interessa le acque tra Italia, Francia e Principato di Monaco, rappresenta infatti uno degli habitat più rilevanti del Mediterraneo per la presenza di cetacei. Balenottere comuni, capodogli, stenelle, tursiopi e numerose altre specie trovano qui condizioni favorevoli per l’alimentazione e la riproduzione. Monitorare costantemente la loro presenza consente agli scienziati di comprendere meglio i cambiamenti dell’ecosistema e di sviluppare strategie di conservazione sempre più efficaci.

LE NAVI DI LINEA COME PIATTAFORME SCIENTIFICHE

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è l’utilizzo dei traghetti di linea come piattaforme di osservazione permanenti. A differenza delle campagne di ricerca tradizionali, spesso limitate nel tempo, le navi commerciali percorrono rotte regolari durante tutto l’anno. Questo permette di effettuare osservazioni sistematiche e comparabili nel lungo periodo, creando serie storiche di grande valore scientifico. Grazie a questa continuità, i ricercatori hanno potuto studiare anche gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi del Mediterraneo, analizzando come si modificano nel tempo la distribuzione delle specie e le dinamiche biologiche dell’area.

 

OLTRE LE BALENE: UN LABORATORIO SUL MARE

L’attività scientifica non si limita all’osservazione dei cetacei. A bordo delle navi sono installati strumenti che consentono di raccogliere informazioni sulla qualità delle acque, sulla presenza di microplastiche e sulle condizioni meteorologiche. Sistemi come il Ferry Box e i dispositivi REPCET® contribuiscono inoltre a migliorare la sicurezza della navigazione e la protezione dei grandi mammiferi marini. Negli anni la collaborazione ha favorito anche progetti innovativi come l’analisi del DNA ambientale prelevato dalle acque marine. Questa metodologia ha consentito di individuare tracce della presenza della foca monaca in aree dove la specie era considerata assente da tempo, aprendo nuove prospettive per la ricerca e la conservazione.

 

EQUIPAGGI COINVOLTI NELLA TUTELA DEL MARE

Il progetto ha avuto effetti positivi anche sulla formazione del personale di bordo. Oltre 150 ufficiali della compagnia hanno seguito corsi dedicati al riconoscimento delle specie marine e alla conservazione della biodiversità, trasformando gli equipaggi in osservatori privilegiati dell’ambiente marino. Si tratta di un approccio che dimostra come il trasporto marittimo possa assumere un ruolo attivo nella tutela degli ecosistemi, andando oltre la semplice funzione di collegamento tra le destinazioni.

 

UN MODELLO PER IL TURISMO SOSTENIBILE

In un periodo in cui il turismo è chiamato a confrontarsi sempre più con i temi della sostenibilità, l’esperienza di Corsica Sardinia Ferries rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra impresa, ricerca e tutela ambientale. Le navi che ogni giorno trasportano viaggiatori verso alcune delle più belle destinazioni del Mediterraneo diventano così anche strumenti di conoscenza, contribuendo a proteggere quel patrimonio naturale che costituisce una delle principali ricchezze del mare nostrum. Vent’anni dopo l’avvio del progetto, il messaggio appare più attuale che mai: conoscere il mare è il primo passo per proteggerlo.