Nonostante il marginale -0,8% settimanale, il jet fuel sfiora i 159 dollari al barile. Rebecchi: “Pressione insostenibile su tour operator e viaggi di lungo raggio”
La lieve flessione del prezzo del carburante per l’aviazione non basta a rassicurare il turismo organizzato. Secondo gli ultimi rilevamenti IATA, il jet fuel si attesta a 158,77 dollari al barile (-0,8% in sette giorni), mantenendosi su livelli nettamente superiori rispetto all’inizio dell’estate.
Il presidente di Assoviaggi Confesercenti, Gianni Rebecchi, evidenzia come l’incremento cumulato a luglio superi il 36%, trasformando il costo dell’energia in un fattore di rischio strutturale per l’intera filiera. A subire l’impatto maggiore sono le tratte a medio e lungo raggio, dove la componente di trasporto incide pesantemente sui costi totali dei pacchetti.
La dinamica dei prezzi aerei presenta inoltre una forte rigidità, le riduzioni del greggio non si riflettono tempestivamente sui listini finali, lasciando sui bilanci di agenzie e tour operator il peso dei rincari già applicati dai vettori.
Di fronte a un’instabilità ormai sistematica – aggravata dalle oscillazioni dei cambi e dal contesto geopolitico – Assoviaggi sollecita il Ministero del Turismo e le istituzioni europee ad adottare strumenti straordinari e misure di sostegno idonee a proteggere la tenuta economica del comparto.
