Esposti fino al 10 gennaio 2027 preziosi bozzetti e studi del Settecento provenienti dall’Ente regionale per la tutela dei beni culturali della Sassonia. Un viaggio figurativo che testimonia il profondo legame artistico tra la capitale pontificia e la corte di Dresda

 

Dopo circa tre secoli, una selezione di straordinari disegni d’architettura del Settecento torna nel luogo in cui molti di essi trovarono la prima ispirazione. Dal 25 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, le sale del Museo Napoleonico accolgono l’esposizione curata dal Landesamt für Denkmalpflege Sachsen, promossa da Roma Capitale e organizzata con i servizi museali firmati Zètema Progetto Cultura. L’evento celebra la stagione in cui Dresda, sotto il governo del principe elettore Friedrich August II (re Augusto III di Polonia) e della consorte Maria Giuseppa, divenne un vivace centro di attrazione per compositori, pittori, scenografi e progettisti italiani.

Durante l’«Età Augustea», la capitale sassone si guadagnò l’appellativo di “Firenze sull’Elba” anche grazie al contributo decisivo di maestri giunti della penisola. Tra le figure chiave spicca l’architetto romano Gaetano Chiaveri, autore della Cattedrale della Santissima Trinità — considerata la struttura di matrice romana più celebre a nord delle Alpi —, oltre al vedutista veneziano Bernardo Bellotto e a numerosi altri creativi e stuccatori.

 

Il percorso della mostra

L’itinerario espositivo si snoda attraverso quattro sezioni tematiche:

Roma come modello: raccoglie rilievi e dettagli di celebri complessi romani come Sant’Ivo alla Sapienza, San Carlo alle Quattro Fontane, la SS. Trinità dei Monti e Villa Albani, affiancati ai progetti dell’architetto Julius Heinrich Schwarze ispirati alle intuizioni di Filippo Juvarra.

La cattedrale di corte: incentrata sulla nascita della nuova chiesa cattolica di Dresda. Tra i fogli esposti spiccano le elaborazioni di Chiaveri e un raffinato modello cromatico per l’altare riconducibile alla cerchia di Anton Raphael Mengs.

I progetti per la residenza reale: presenta dieci tavole, anche di imponenti dimensioni, dedicate ai disegni ideati da Gaetano Chiaveri per il palazzo del principe elettore.

Gli italiani a Dresda: illustra le opere di decoratori e maestranze attive in Sassonia, tra cui i bozzetti di Giuseppe Galli Bibiena e una celebre composizione di Giovanni Antonio Pellegrini destinata allo Zwinger.

L’iniziativa offre un’occasione unica per ripercorrere un fecondo dialogo culturale d’epoca barocca, scoprendo come le intuizioni nate all’ombra del Cupolone abbiano contribuito a plasmare l’identità monumentale di una delle città d’arte più affascinanti d’Europa.