Inaugurato a Sardi e Bin Tepe un polo avanzato di sorveglianza aerea con visori notturni per contrastare i furti d’arte. L’iniziativa rientra nella strategia nazionale che ha già consentito il recupero di oltre 13 mila reperti
La tecnologia d’avanguardia si mette al servizio dell’archeologia in Turchia. Nella provincia di Manisa, l’area monumentale dell’antica città di Sardi e la vicina necropoli di Bin Tepe possono ora contare su un sofisticato centro di sorveglianza aerea dotato di droni a lungo raggio e visori notturni. La struttura, inaugurata dal Ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy presso la storica casa degli scavi nei pressi di Karnıyarık Tepe, è equipaggiata con sistemi di antenne, postazioni di controllo ad alta definizione e personale appositamente brevettato per il pilotaggio remoto. In caso di movimenti sospetti, il sistema dialoga in tempo reale con le unità della Gendarmeria per garantire un tempestivo intervento sul campo.

L’adozione di questo modello pilota risponde all’esigenza di proteggere un territorio vasto oltre 75 chilometri quadrati, caratterizzato da più di 120 tombe a tumulo e storicamente soggetto alle incursioni di scavatori clandestini. Sardi, celebre capitale del Regno di Lidia legata al re Creso e culla dell’invenzione della moneta, insieme al sepolcreto di Bin Tepe rappresenta dal 2025 il 22° sito turco ad aver ottenuto il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

