Presentate nell’Aula Giulio Cesare le sette date a Piazza di Siena del 2026 e il finale ai Fori Imperiali del 2027. Il Sindaco Gualtieri: “Orgogliosi di un artista straordinario”. L’Assessore Onorato: “Un volano economico unico”. Baglioni svela: “Senza il palco mi sento perso, faremo cose magiche”
Di Liliana Comandé
Un legame profondo, ironico e indissolubile quello che unisce Claudio Baglioni alla sua città. Giovedì 8 ottobre, nella solenne cornice dell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di “CHE NOTTE È QUESTA! la partenza”, il monumentale ciclo di sette concerti-evento con cui l’artista inaugurerà nell’ottobre 2026 il suo GrandTour LaVitaÈAdesso.
Al fianco del cantautore, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, per illustrare sia il valore artistico del progetto, sia l’importante ricaduta turistica ed economica che l’evento genererà per Roma.
La conferenza stampa: aneddoti, sogni e le parole dei protagonisti
Roberto Gualtieri: “Orgogliosi di un artista straordinario”.
Ad aprire l’incontro nell’aula consiliare è stato il Sindaco Roberto Gualtieri, che ha ricordato con affetto la consegna a Baglioni della Lupa Capitolina (il massimo riconoscimento cittadino) avvenuta nell’aprile del 2024. “Siamo fieri ed estremamente orgogliosi di Claudio Baglioni, un artista straordinario che ha fatto la storia della musica italiana”. “Accoglierlo nell’anello di Piazza di Siena a Villa Borghese per sette notti di festa ed emozione significa celebrare la grande musica in uno dei luoghi più iconici e suggestivi del mondo”.
Alessandro Onorato: “Baglioni per Roma è storia e leggenda”.
L’Assessore ai Grandi Eventi e al Turismo Alessandro Onorato ha sottolineato come la città sia pronta ad abbracciare questa lunga serie di appuntamenti: “Non servono troppe parole: per Roma Claudio Baglioni è storia, è leggenda viva. Ospitare sette serate a Piazza di Siena nel 2026 e il grande finale ai Fori Imperiali nel 2027 conferma il ruolo centralissimo della nostra capitale nel panorama dei grandi eventi internazionali, capaci di coniugare cultura, spettacolo e valorizzazione del territorio”.
Claudio Baglioni: tra un infortunio superato, sogni ed estro ironico.
Accolto dagli applausi dei giornalisti presenti, Baglioni si è mostrato in gran forma, brillante e generoso di aneddoti. L’artista ha innanzitutto svelato un retroscena personale fino ad oggi riservato: “Tre mesi e mezzo fa ho avuto un incidente di percorso che mi ha fatto temere di non poter mai più salire su un palco. Tornare dal vivo ha per me un triplo valore: ci arrivo dopo 44 anni da quel mitico concerto del 1982 a Piazza di Siena e dopo aver superato un momento di profonda incertezza”.
Scherzando sul suo rapporto viscerale con la Capitale, l’artista ha raccontato un sogno recente in cui si era “perso per Roma”, prima di analizzare il disincanto tipico del pubblico romano: “Roma è la città che in assoluto mi mette più pressione, dove mi vengono a trovare le persone che amo di più e quella che mi chiede di più. Ai romani rimbalza qualsiasi cosa! Una volta lavoravo con un cameraman che, quando entrò il Papa, gli disse: ‘Santità, non può mettere qualche altro colore che il bianco spara?. A noi romani non fa specie niente, abbiamo visto i re in catene. Questa città mi ha dato tantissimo, sono un romano di seconda generazione cresciuto in periferia e vederla crescere è stato unico. Suoneremo nel suo cuore verde”.
Sul significato profondo di salire ancora sul palco, l’artista ha aggiunto: “Il palco è il luogo in cui mi nascondo meglio, riesco a fare movimenti, salti e coreografie che fuori dal palco mi farebbero cadere. Ma la vera sfida è che devi dimostrare di valere non solo i soldi del biglietto, ma il tempo che le persone decidono di dedicarti. E il tempo è troppo prezioso per deludere”.
Non sono mancate le battute di costume: a chi gli chiedeva se tornerebbe a fare il direttore artistico del Festival di Sanremo, Baglioni ha risposto sorridendo: “Preferisco fare il Sindaco per un giorno!”. Riguardo al gran finale del 23 ottobre 2027 ai Fori Imperiali (“CHE NOTTE È QUESTA! il ritorno”), ha scherzato sulla scenografia: “Sarà un evento globale: per stare in tema con l’antica Roma, sto pensando di far arrivare ciascun musicista sul palco a bordo di una propria biga!”.
L’impatto economico e turistico per Roma Capitale
Oltre all’inestimabile valore artistico, l’annuncio dei sette concerti (in programma il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e 1° novembre 2026 a Piazza di Siena) rappresenta sicuramente un’operazione strategica a livello turistico e promozionale per la Capitale:
Destagionalizzazione dei flussi. Posizionare sette grandi date nell’anello di Villa Borghese tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre permette di prolungare la stagione turistica autunnale, garantendo tassi di occupazione da “tutto esaurito” per gli alberghi e le strutture ricettive romane.
Indotto per la città. L’arrivo stimato di decine di migliaia di spettatori da ogni parte d’Italia e dall’estero genererà una ricaduta economica immediata e diffusa su ristorazione, trasporti, commercio e circuito museale cittadino.
Consolidamento del “Brand Roma”. Sfruttare scenografie naturali e archeologiche senza pari come l’ellisse di Piazza di Siena e i Fori Imperiali riafferma la leadership di Roma nel mercato dei grandi eventi culturali mondiali, capace di integrare l’intrattenimento di massa con la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico.
Il racconto multimediale “frammenti”
Ad accompagnare l’attesa per il debutto di “CHE NOTTE È QUESTA! la partenza” a 44 anni da Alé-Oó (il primo leggendario concerto a Piazza di Siena del 1982), prosegue intanto sui social dell’artista il progetto “frammenti”. Un viaggio multimediale settimanale ripercorre le tracce di La Vita È Adesso attraverso immagini storiche e le voci recitanti di grandi attori italiani — da Paola Cortellesi a Luca Argentero, fino all’ultima pubblicata con Luca Zingaretti sul brano “Andiamo a Casa”. Una narrazione d’autore che sta preparando il pubblico ad un appuntamento che si preannuncia già storico.

