I guai che ha combinato Todomondo…

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Pubblicato il: 30 luglio 2009

Se si va sul sito dell’operatore, appare una pagina bianca con la scritta “Polizia di Stato. Sito sottoposto a sequestro”. La prima frase che mi è venuta in mente – leggendo queste parole –  è stata “bene, era ora”. Però, in realtà non c’è niente  di cui essere soddisfatti, perché da questa squallida e triste storia il settore non ne uscirà indenne.

I vari articoli sull’affare Todomondo, pubblicati sui quotidiani nazionali, non fanno altro che gettare fango sul nostro settore. Per le colpe di pochi, come sempre, ci rimettono in tanti, troppi. E’ di ieri la notizia che lo Stato vorrebbe attingere al fondo di garanzia per risarcire i clienti “truffati” da Todomondo, ma l’Associazione degli agenti di viaggio Autotutela è già scesa sul piede di guerra per opporsi a questa iniziativa. Come si muoveranno le altre Associazioni di settore? Al momento non ci risulta che siano state intraprese azioni, ma speriamo che riescano a bloccare quanto prospettato dal Governo.

Ho una piccola domanda da fare ai Sigg. Scotti: “Se avevate così tanti clienti che partivano, indubbiamente avrete incassato parecchi soldini. E se non pagavate i vostri fornitori, che fine hanno fatto questi soldini? Perché, per una vostra responsabilità – acclarata già da tanto tempo – deve essere prosciugato il fondo di garanzia che viene pagato dagli agenti di viaggio e dai T.O. con il loro onesto lavoro? Io, come tanti altri “maligni”, posso solo immaginare quale strada abbiano preso questi soldi. Non credo che questa azienda abbia lavorato per la gloria! In pochissimi anni Todomondo ha tolto tanto di quel lavoro alle agenzie, che faticano non poco a far partire i clienti, dovendo competere con una concorrenza così disonesta e fuori mercato, che non merita il sacrificio di un Fondo di Garanzia – ammesso che ci sia ancora qualche euro in cassa – come prospettato nell’articolo del Messaggero e che pubblico per quanti di voi non l’abbiano letto.

Anche qui, a quanto pare, ci sono gli altarini da scoprire. Al peggio non c’è proprio limite. Ma che schifo di paese è diventato il nostro!

Come si dice a Roma “il più pulito c’ha la rogna”, ed è proprio vero!

Liliana Comandè

Dal Messaggero del 29/7/09

Fondo di garanzia per turisti truffati: non c’è un euro in cassa

di Luana De Vita

Il Fondo Nazionale di Garanzia per i “Pacchetti Turistici”, è nato per assicurare al consumatore il rimborso del prezzo versato sia in caso di fallimento che di accertata insolvenza del venditore o dell’organizzatore, di viaggi e vacanze.

I compiti del fondo non si fermano al rimborso ma arrivano fino a coprire le eventuali spese di rimpatrio, anche in caso di emergenze non imputabili al Tour Operator. Il fondo è costituito dal 2% dell’ammontare dei premi delle polizze assicurative obbligatorie per l’esercizio dell’attività di vendita e organizzazione dei viaggi. Peccato che non c’è un euro in cassa.

Per il il triennio 2009-2011, infatti, non risultano in bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri , Dipartimento per il turismo, stanziamenti destinati al Fondo stesso e necessari alla tutela dei turisti vittime fallimenti o truffe. Impossibile capire dove sono stati altrimenti destinati questi fondi, che pure alimentano, con puntualità, annualmente il fondo stesso. Una risorsa limitata invero, ma pur sempre qualcosa per i consumatori. Comunque una risorsa su cui l’Associazione Agenti di Viaggio Autotutela non vorrebbe mettessero le mani i clienti del Tour Operator on line Todomondo, prefigurando una sorta di responsabilità nei consumatori stessi per “incauto acquisto”.

Certo i prezzi offerti erano realmente fuori mercato ma davvero è anche responsabilità del consumatore comprare un brillante da 5 carati a 100 euro? Certo la beffa per il mercato imprenditoriale del turismo è enorme, Todomondo si vantava di vendere a prezzi stracciati proprio perché non utilizzava il circuito dell’intermediazione, le agenzie di viaggio appunto, e con il suo sistema marketing in internet ha lasciato a terra centinaia di passeggeri da cui aveva già incassato, adesso i suoi clienti verrebbero rimborsati proprio dal fondo costituito dalle aziende che l’operatore si vantava di evitare.

Sempre più calda questa estate di fallimenti e vacanze e sempre più misteriosa. Marco Beltrandi, Radicali Italiani, presenterà giovedì un’interpellanza parlamentare al Presidente del Consiglio, proprio sul tema: a fronte dell’ininterrotto prelievo del 2 % dei premi delle polizze di assicurazione obbligatorie destinate ad alimentare il Fondo, per il triennio 2009,-2011 non risultano in bilancio stanziamenti destinati al Fondo stesso e necessari alla tutela dei turisti. Nel 2008 era prevista una dotazione iniziale di 190.000 euro, incrementata nel corso dell’anno di ulteriori 240.120 euro, portando la dotazione definitiva alla cifra di 430.120 euro; di tali risorse sono stati impegnati 381.462,59 euro, ma non è stato effettuato alcun pagamento (si consideri che devono essere tenuti in conto i residui al 31 dicembre 2008), mentre 48.657,41 euro sono andati in economia, quindi, sostanzialmente sono andati “persi”.

Al 1° gennaio 2008 risultavano residui provenienti da esercizi precedenti per 552.491,50 euro, a valere sui quali sono stati effettuati pagamenti per 190.701,05 euro; risultano ancora da erogare 361.790,45 euro che sono le somme residue al 31 dicembre 2008.

Chissà chi sono i beneficiari di quei quasi 400.000 euro, e ancora dove sono finiti i quasi 50.000 di cui non si sa più nulla, e infine ma i turisti beffati nel 2009 con il Fondo che non c’è che fine faranno?

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