In Italia le leggi contro il turismo sessuale sui minori ci sono, il problema è la mancanza di vigilanza. L’allarme si è levato a Palermo nel corso della presentazione del dossier “Il turismo italiano ed europeo contro lo sfruttamento sessuale dei minori”, realizzato dall’Ebnt (Ente Bilaterale Nazionale Turismo) che ha raccolto i dati del 2010.

In effetti i numeri parlano di una piaga di livello mondiale di cui anche l’Italia è parte attiva. Il nostro Paese occupa, infatti, il quinto posto mondiale nella classifica dei turisti sessuali dopo Usa, Germania, Francia e Australia. Uomini tra i 25 e i 30 anni che, per partire, si affidano ad agenzie turistiche classiche ma poi, giunti sul luogo, sanno bene a chi rivolgersi per trovare i bambini ‘usa e getta’. E qui sta uno dei problemi: le agenzie di viaggio italiane si affidano a fornitori locali, senza sapere se questi sono seri e affidabili o invece al servizio della pedofilia internazionale. E questo malgrado la legge 269/98 e il Codice di Condotta elaborato nel 2000 da Ecpat Italia (End Child Prostitution Pornography and Trafficking). Norme il più delle volte disattese, come testimoniano i dati rilevati attraverso il questionario inviato a 309 imprese turistiche al quale ha risposto solo il 42% (dato di per sé già significativo): il 78% delle agenzie turistiche informa i clienti della punibilità dei reati inerenti la prostituzione e la pedopornografia minorile  (e questa è la notizia positiva), ma solo il 47% è attivo nei confronti dei dipendenti, e solo il 23% si preoccupa dei fornitori di servizi turistici nei Paesi esteri.

On line la situazione è ancora peggiore considerato che le avvertenze sulla punibilità dei reati sono obbligatorie solo sui cataloghi e non sul web. “Il ministero è assente – ha denunciato Giuseppe Cassarà, vice presidente dell’Ebnt. Ci vuole la vigilanza e non è pensabile ad una gestione privatistica del problema. E, soprattutto, bisogna controllare il fenomeno on line, dove l’offerta turistica è ormai dilagante”. Per cercare in qualche modo di arginare il fenomeno, Gabriele Guglielmi, presidente dell’Ebnt, ha lanciato la proposta di attivare premi per i tour operator virtuosi, come ad esempio la segnalazione sui portali o le guide da viaggio, e l’istituzione di corsi on line per i lavoratori che possano anche dar titolo ad una certificazione di qualità per il tour operator.

L’anno prossimo l’indagine coinvolgerà non solo i tour operator ma anche compagnie aeree, aeroporti e catene alberghiere per tracciare un quadro ancora più esaustivo del fenomeno.

La prossima tappa è la Conferenza Nazionale sul Turismo, in programma il 15 ottobre a Como. Per quella data l’Ecpat dovrà aver già convocato il tavolo di verifica e sarà dunque in grado di elaborare nuove proposte da porre all’attenzione del mondo turistico nazionale.  (www.ebnt.it)