di Antonio Bordoni.

 

Le previsioni vengono dalla Iata: la Cina sostituirà gli Stati Uniti come il più grande mercato aeronautico del mondo (definito come il traffico da/per e all’interno del paese) a metà del 2020.  Il riequilibrio dell’economia cinese favorirà il consumo alimentando una forte domanda di passeggeri a lungo termine. (1)

 

La Iata faceva questa previsione ad ottobre del 2018  e da parte nostra man mano che iniziavamo a raccogliere le cifre di chiusura bilanci dell’anno 2018  delle compagnie aeree appariva evidente come ai vertici delle graduatorie mondiali iniziavano a far capolino i  tre grandi vettori della Cina:

 

China Southern, China Eastern e Air China. Le tre maggiori aerolinee della Cina hanno trasportato lo scorso anno oltre 370 milioni di passeggeri;  c’è solo un’altra nazione i cui vettori possono vantare, almeno per il momento, cifre analoghe,  gli Stati Uniti.  Le tre major USA a impronta internazionale hanno trasportato sempre nel 2018 oltre 561 milioni di passeggeri.

 

AMERICAN AIRLINES                 204 milioni

DELTA                                               199

UNITED                                             158

Totale                                             561

 

CHINA SOUTHERN                       140

CHINA EASTERN                           121

AIR CHINA                                       110

Totale                                             371

 

Ma quello che appare evidente è che, anno dopo anno, il margine fra i due mercati va assottigliandosi e il sorpasso è previsto per il 2024/2025:

 

Sempre nello stesso periodo ancor più impressionante anche il balzo che farà l’India che passerà dal settimo posto al terzo, alle spalle di Cina e Usa. Tutti i paesi europei, secondo le previsioni Iata saranno destinati ad un progressivo declino:

 

attuale              prevista

2017            2037

Regno Unito                    3                  5

Spagna                             4                  6

Germania                         6                  8

Italia                                 8                  ?

Francia                             9                 10

 

L’Italia uscirà dai primi dieci paesi e la tabella Iata non permette di vedere a quale posizione si attesterà. Il primo paese europeo dovrebbe rimanere il Regno Unito mentre anche la Germania è destinata a scendere di posizioni.

 

Sul fronte economico, i tre vettori cinesi per il momento non possono vantare utili paragonabili a quelli delle tre compagnie Usa, ma chiudono i loro bilanci pur sempre con cifre in nero.

 

Passeggeri     Revenue      profitto      flotta       staff       Note

                                                                (milioni/euro)         

 

AMERICAN A.          203.745          39.292        1.235                1551    122.000         ttl mainline+regional

DELTA                        199.000          39.193        3.470               1025    80.000

UNITED                     158.300           36.432       1.878               1329     90.000       include United Express

CHINA SOUTHERN 140.000         18.872         393                  606     40.000

CHINA EASTERN      121.100          15.261         360                  692     75.000

AIR CHINA                  110.000        18.060         964                 684      28.000

 

La tabella da noi elaborata sulla base dei bilanci annuali evidenzia un totale di euro 1.717 milioni di profitto per le tre aerolinee cinesi contro 6.583 milioni di euro dei tre vettori Usa.

 

In effetti l’utile netto aggregato delle tre maggiori compagnie aeree cinesi è sceso del 34% nel 2018, il primo calo in cinque anni e ciò è dovuto ai maggiori costi del carburante che hanno vanificato la crescente domanda di viaggi.

 

E’ a notare che Air China è in pratica il vettore di bandiera del Paese essendo controllato al 50 per cento dal governo ma non è la principale compagnia in termini di traffico in quanto superata sia da China Southern come da China Eastern. La più grande delle tre è la privata China Southern con base a Canton non lontano quindi da Hong Kong, mentre la China Eastern è basata su Shangai.

 

Tutte e tre le compagnie nel 2018 hanno visto aumentare le spese operative a causa dell’aumento di circa il 30 per cento dei prezzi del cherosene unitamente ad un debole yuan.

 

Stesso calo degli utili ci fu anche nel 2013, un anno caratterizzato da alti prezzi del carburante e intensa competizione nelle rotte interne e dalle ferrovie ad alta velocità.

 

Non tutti i paesi asiatici sono stati colpiti dai prezzi del carburante. Japan Airlines prevede una crescita dell’utile netto dell’1,9% per l’anno conclusosi il 31 marzo scorso e ciò grazie a mirati approvvigionamenti e ai contratti future.  L’utile netto delle compagnie aeree americane, europee e giapponesi solitamente ha un impatto più contenuto nei confronti delle oscillazioni dei prezzi del carburante.

 

Il 2019 porrà nuovi ostacoli per il trio cinese, come la messa a terra del Boeing 737 Max dopo i due recenti incidenti. Le autorità aeronautiche della Cina, come del resto quelle di tutti gli altri paesi, hanno imposto il grounding di questo velivolo fintanto che non verrà ricertificato il nuovo 737MAX.

 

In particolare la China Eastern che operava con una flotta di 14 MAX ha chiesto alla Boeing un pesante risarcimento per le perdite  causate dalla messa a terra. La Air China ne ha in linea 15 e la China Southern 24.

 

(1) “IATA Forecast predicts 8.2 billion air travelers in 2037”  24 ottobre 2018

 

Tratto da  www.Aviation-Industry-News.com