L’innovazione digitale continua a trainare l’intero settore Travel: l’eCommerce dei viaggi raggiunge 15,5 miliardi di euro.

Il 97% dei turisti italiani utilizza Internet per ispirazione e ricerca e l’85% per prenotare l’alloggio della propria vacanza, ma uno su tre (33%, soprattutto Millennial) si rivolge comunque ad agenti e consulenti di viaggio tradizionali

L’83% delle agenzie dichiara una crescita del fatturato e il digitale diviene fattore competitivo per tutta la filiera.
La quasi totalità delle agenzie (94%) raccoglie informazioni sui clienti in formato digitale per meglio comprenderne i comportamenti.
Nelle strutture ricettive si diffondono, seppur lentamente, le soluzioni tecnologiche per migliorare l’esperienza del viaggiatore prima e durante il soggiorno: l’8% ha introdotto nell’ultimo anno il check-in da mobile.
Cresce l’impatto della cosiddetta sharing economy: nella sola città di Milano il mercato del “vacation rental” vale almeno 177 milioni di euro

 

Nel 2019 l’eCommerce dei Viaggi cresce del 9% e raggiunge i 15,5 miliardi di € (trainato dal mobile, con un +32%), ma cresce anche il mercato complessivo con l’83% delle agenzie che registra un fatturato in crescita rispetto al 2018 e un segmento tradizionale come quello dei principali Tour Operator che fa segnare un +7%.

Questi alcuni dei dati presentati a Milano presso il campus Bovisa durante l’ottava edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano*, durante il convegno Tra web e retail, il turista che non ti aspetti”.

Il turista tra digitale e retail fisico

Internet è sempre più partner fondamentale nell’organizzazione dei viaggi degli italiani. Il 97% del campione lo ha utilizzato nelle fasi di ispirazione e ricerca e l’85% per prenotare l’alloggio della vacanza principale organizzata nel 2019.
Per quanto riguarda gli spostamenti verso la destinazione il canale digitale rimane il preferito per gli acquisti dei turisti che hanno accesso a Internet: vi transitano l’88% delle prenotazioni per gli aerei, l’86% per l’auto a noleggio, l’83% per i treni.

Per le attività in destinazione rimane prevalente l’acquisto di persona sul posto (per il 63% dei turisti) ma il 57% fa anche ricorso a internet per prenotare musei, tour, ristoranti. Tra i metodi di pagamento, si conferma molto diffuso l’uso del contante, che viene impiegato per il 51% delle transazioni di attività esperienziali, contro il 27% di alloggio e trasporto.

Per la mobilità in destinazione inizia a prendere piede anche l’utilizzo di soluzioni alternative: l’11% dei turisti italiani si è affidato a soluzioni di sharing mobility.
Lo smartphone viene utilizzato dal 90% dei turisti nelle varie fasi del tourist journey, in particolare per la ricerca di informazioni (71%), l’acquisto di servizi prima del viaggio (33%) e la condivisione sui social e tramite recensioni (33%). Le app più utilizzate sono quelle per la ricerca e prenotazione di ristoranti (41%) e guida della località e del territorio (35%).

Ma internet non è un partner esclusivo. Gli italiani confermano un forte attaccamento per il retail fisico (agenti e consulenti di viaggio), cui si è rivolto 1 italiano su 3 (33%).

 

Le strutture ricettive lottano per la fidelizzazione

Una delle competenze che può fare la differenza riguarda la raccolta e l’uso strategico dei dati. Nel caso delle strutture ricettive, ad esempio, questa attività impatta fortemente sulla fidelizzazione dei clienti e sulla capacità di mantenere una quota rilevante di prenotazione dirette, che nel 2019 risultano il 49% del totale delle prenotazioni, in leggera crescita rispetto agli anni precedenti. La percentuale di prenotazioni dirette sale fino al 52% nel comparto alberghiero mentre l’intermediazione digitale presenta dati sopra la media (38%) quando ci si rivolge a strutture non alberghiere (come B&B, Agriturismi, Appartamenti, Camping…).

Il boom del vacation rental

A trainare la componente indiretta è la cosiddetta sharing economy (e più in generale tutte le piattaforme peer to peer nate per facilitare l’affitto e la condivisione di alloggio tra privati) che vale oggi un terzo della componente di mercato digitale relativa agli alloggi. Un approfondimento effettuato su Milano rivela le notevoli potenzialità del mercato del vacation rental: il mercato dell’offerta online nel solo capoluogo lombardo vale almeno 177 milioni di euro. La rilevanza di questo mercato è testimoniata anche dalla diffusione di una nuova figura professionale, quella dei property manager che si occupano di gestire professionale immobili per conto dei proprietari. L’indagine mostra anche che una gestione imprenditoriale degli alloggi assicura un fatturato maggiore, in media del 26%, rispetto a quella non imprenditoriale dei proprietari privati.