di Luciano Riella.

Per la prima volta una straordinaria raccolta di disegni e incisioni di Paul Klee è esposta nel suo insieme in un contesto museale. Il MASI Lugano presenta infatti la collezione Helft costituita da una settantina di opere tra disegni a matita, a penna, pastelli, acquerelli, acqueforti e litografie, che coprono un ampio arco temporale della produzione dell’artista, dal 1914 fino alla sua morte. Pazientemente assemblato nel tempo a partire dagli anni ’70 del Novecento, questo coerente nucleo di lavori mette in luce la forza e l’importanza del disegno, in particolare della linea, nell’opera di Klee. 

 

Quasi la metà della sua vasta produzione di Klee è costituita da disegni,concepiti dall’artista come opera autonoma e non come fase preparatoria per la realizzazione di un dipinto. Abile e versatile disegnatore fin dai suoi esordi, Klee nutre un particolare interesse per la qualità della linea nelle opere d’arte preistorica e nei disegni infantili, di cui apprezza la spontaneità, l’autenticità e la riduzione delle forme.

La linea viene da lui impiegata in tutte le forme possibili: come riga dritta, a zig-zag, verticale, orizzontale, per disegnare circonferenze, frecce, numeri, lettere, segni e simboli, creando opere grafiche dalla connotazione spesso ironica, umoristica e perfino sarcastica. Klee si diverte a creare scene dalle connotazioni drammatiche e caricaturali dove spesso sono proprio gli animali ad adottare comportamenti che fungono da specchio a contraddizioni e virtù dell’uomo.

Le figure di Klee sono spesso delineate in maniera sintetica, pochi tratti bastano a suggerire un’espressione o un atteggiamento. Al tempo stesso quando nelle sue composizioni essenziali compaiono più personaggi, l’artista riesce a sempre stabilire una relazione dinamica e intrigante fra loro. La solida formazione musicale di Klee emerge sia nella struttura delle sue opere sia nella scelta dei soggetti.

 

Il percorso espositivo 

La mostra è allestita in uno spazio raccolto per permettere un dialogo ravvicinato tra le opere e riflettere il rapporto privilegiato che una collezione privata consente di avere con esse. Il percorso è ritmato secondo sette sezioni che esplorano temi ricorrenti nell’opera di Klee e momenti chiave della sua traiettoria artistica. La prima sezione della mostra è dedicata al rapporto con la natura, importante fonte di ispirazione per l’artista nel processo creativo. Klee disegna e dipinge senza avere in mente a priori il soggetto o la scena che vorrebbe rappresentare che, al contrario, scaturiscono spontaneamente per mezzo di segni, fino ad assumere forme che trovavano somiglianze con elementi presenti nella realtà, siano essi organici o inorganici.

Nella sezione successiva dedicata al periodo fra le due guerre e agli anni del Bauhaus spicca l’opera L’altra stanza dei fantasmi del 1925. In questa composizione Klee combina abilmente l’uso della prospettiva centrale, dando vita a una visione che oscilla tra suggestioni cubiste e metafisiche. Due sezioni sono dedicate all’esplorazione della figura umana e del mondo animale. Nella sezione dedicata al rapporto tra Klee e le arti performative, diversi lavori riflettono il grande interesse dell’artista per il teatro e per i personaggi comici e del circo, in cui egli identificava metafore dei comportamenti umani, talvolta riconducibili a esperienze personali. 

 

L’ultima sezione della mostra è dedicata ai lavori dell’ultimo periodo che si caratterizzano per la rapidità del tratto, la riduzione delle forme. Nonostante siano segnati dalla malattia, gli ultimi anni di Klee costituiscono un momento estremamente produttivo, di opere su cui “la morte getta la sua ombra”.

 

Il catalogo 

 

In occasione della mostra viene pubblicato il catalogo “Paul Klee. La collezione Sylvie e Jorge Helft” disponibile in italiano, inglese e tedesco. Oltre alle riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, il catalogo include un’intervista ai collezionisti realizzata da Tobia Bezzola, direttore del MASI Lugano. 

 

www.masilugano.ch