Grande attesa a Portorose per la 26esima edizione del Festival della Malvasia che il 10 e l’11 marzo 2024 riunirà 70 produttori internazionali e 160 etichette per degustazioni e momenti di dibattito nei saloni del 5 stelle Hotel Slovenija.

Appuntamento immancabile nel ricco calendario enogastronomico di tutta la zona, l’evento può essere un’ottima occasione per un long weekend al mare, in attesa dell’arrivo pieno della primavera. Arrivare dall’Italia è possibile anche senza usare la propria auto, scegliendo il treno o l’aereo con meta Trieste e usufruendo successivamente di un comodo transfer di circa mezz’ora, anche prenotato dall’hotel prescelto.

Chi ama la Malvasia avrà la possibilità di incontrare direttamente i viticoltori provenienti dall’Istria slovena e da altre rinomate regioni vinicole come il Collio Sloveno (Brda), la valle di Vipava (Vipavska Dolina), il Collio italiano, l’Istria croata, il Carso e diverse zone dell’Italia.

Tra i 160 campioni di vini presenti al festival ci saranno anche quelli che hanno ricevuto il maggior numero di punti alla valutazione Sommelier della Sloveni ,svoltasi prima dell’inizio ufficiale dell’evento. La commissione ogni anno effettua la sua selezione tra le malvasie proposte e suddivise in sei categorie: spumanti, malvasie fresche, malvasie mature, malvasie macerate, malvasie con residui di zucchero e malvasie aromatizzate.

Presenti grandi cantine come Vinakoper, istituzione dell’Istria slovena, nata nel 1947, e produttori più piccoli come Tenuta Brič, cantina tra le 100 più belle del mondo, scenograficamente posizionata in Istria Slovena, su una collina che domina la valle del fiume Dragogna.

Il festival della Malvasia rappresenta una preziosa esperienza che unisce il gusto al contesto storico e paesaggistico del territorio, aprendo al tempo stesso uno spazio di incontro e di visione per il futuro di questo vitigno, per collaborazioni capaci di andare oltre i confini statali o regionali e per un’enologia sempre più alleata dell’ambiente.

La Malvasia è un vitigno che sa di Mediterraneo, legato a doppio filo all’epoca d’oro della Serenissima e non è quindi un caso che sia protagonista dell’enologia dell’Istria slovena, territorio che per Venezia era prezioso non solo per l’oro bianco, il sale delle saline di Sicciole e Strugnano, ma anche per il vino e l’olio pregiatissimo.

La sua storia è affascinante e cercare di ricostruirne la genealogia di questo, partendo dalla località Monemvasia o Monemvaxia del Peloponneso dalla quale sembra aver preso il nome, è un viaggio che si perde in mille rivoli di vicende, miti e leggende. Ed è proprio per fare idealmente un viaggio nelle interpretazioni della Malvasia di oggi, non solo locale, che l’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena ha deciso di dar vita a un festival interamente dedicato alle etichette che nascono dalle sue uve.

Informazioni al sito www.festivalmalvazija.si