
Valorizzare l’identità italiana, approfondire la sicurezza e la sostenibilità del comparto, destagionalizzare, programmare riforme strutturali
al centro della visione del Governo per il turismo.
Di Franca D. Scotti
Molti i temi affrontati nel corso del terzo Forum Internazionale del Turismo, dedicato al tema “Undertourism, la sfida dell’Italia da scoprire”, organizzato dal Ministero del Turismo in collaborazione con ENIT S.p.A., al Palazzo del Ghiaccio di Milano il 23 e il 24 gennaio.
Dati decisamente soddisfacenti
“I dati sugli arrivi turistici del 2025 diramati dal Viminale certificano la crescita del turismo italiano, che tocca un nuovo record totalizzando, come già annunciato dai dati MiTur, oltre 480 milioni di presenze, in aumento di oltre il 3% rispetto al 2024.”
Osserva il Ministro Santachè “e, nel quadro della crescita complessiva dell’industria turistica italiana, un contributo rilevante arriva dai piccoli Comuni, che lo scorso anno sono cresciuti del +6,85% nelle presenze e del +7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi. Un risultato particolarmente rilevante nell’ottica della destagionalizzazione e della diversificazione dell’offerta, anche grazie alla strategia del Ministero del Turismo. Tanto che il Fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli Comuni ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro, con un moltiplicatore pari a 3,07 per ogni euro pubblico investito”.
Occorre quindi continuare a valorizzare le aree interne, i piccoli comuni, i cammini, il turismo open air, il termale e i grandi eventi, a partire dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Una strategia che, nelle parole del ministro, punta a spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità, rafforzando il legame tra turismo, comunità locali e sviluppo sostenibile del territorio.
Il futuro del turismo in Italia, quindi, non dipende dall’aumento dei numeri in senso assoluto, ma dalla capacità di gestire intensità, tempi e spazi del fenomeno turistico, valorizzando i territori meno frequentati.
E il turismo non può più essere considerato un settore accessorio, ma una leva strategica dell’economia nazionale.
Tra le direttrici da seguire per le prossime attività, il Ministro ha indicato il problema della dimensione delle imprese: l’eccessiva frammentazione del settore – con circa l’80% delle imprese costituito da realtà singole – viene indicata come un limite alla competitività. Per questo è allo studio una finestra di 24 mesi per favorire l’aggregazione delle imprese alberghiere, con meccanismi fiscali agevolati sugli asset oggetto di fusione.
Altra direttrice da seguire il riconoscimento del turismo come industria. Santanchè ha annunciato l’avvio di un confronto con le associazioni di categoria per superare l’attuale classificazione del comparto come servizio, ritenuta non coerente con il peso economico e con gli investimenti in asset produttivi.
“Il riconoscimento del turismo come industria e non più come semplice comparto di servizi rappresenta “un passaggio culturale e politico fondamentale” per lo sviluppo del settore”. Lo afferma Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, intervenendo con Adnkronos/Labitalia a margine del Forum.

Il progetto per valorizzare l’Italia DOP
“Siamo pronti a lanciare, insieme al ministro Lollobrigida, una nuova iniziativa che valorizzi il turismo nel suo connubio con le eccellenze DOP dell’Italia, mettendo a frutto il nostro primato UE per prodotti DOP/IGP, con 892 prodotti al 2024, e contando su un fatturato di oltre 40 miliardi di euro generato dal settore enogastronomico. Inoltre, il recente riconoscimento UNESCO della cucina italiana potrebbe determinare, nell’arco di due anni, un incremento dei flussi turistici fino all’8%, pari a circa 18 milioni di pernottamenti aggiuntivi.”.
Il tema fondamentale della sicurezza
“Stiamo lavorando con il ministro Piantedosi, per inserire, nel nuovo decreto, una norma che consenta ai Comuni di destinare parte dei proventi della tassa di soggiorno al finanziamento dell’installazione di sistemi di videosorveglianza. Si tratta di una misura concreta di attenzione verso i territori e di un utilizzo mirato delle risorse pubbliche per garantire la sicurezza delle città, sempre più mete ambite dai turisti di tutto il mondo.”
La sostenibilità nella firma della Carta di Amalfi
Il ministro del Turismo Daniela Santanchè, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i sindaci dei Comuni aderenti alla Carta di Amalfi (località turistiche che soffrono maggiormente la pressione turistica) hanno firmano nell’ultimo giorno del Forum il protocollo d’intesa che istituisce il tavolo interistituzionale per lo sviluppo del turismo sostenibile.
Il tavolo interistituzionale avrà il compito di rafforzare il coordinamento nella gestione, sostenibilità e sicurezza dei flussi turistici e nella tutela dei territori più esposti. Obiettivo: favorire il bilanciamento tra impatto turistico e qualità della vita dei residenti, promuovere il ripopolamento, assicurare la sicurezza e la governabilità dei territori, valorizzare l’identità turistica nazionale e sviluppare un turismo sostenibile per le generazioni future.
L’accordo rappresenta un passaggio decisivo verso una nuova governance del turismo, fondata sul coordinamento multilivello tra Stato, Regioni ed Enti locali e rappresenta un ulteriore avanzamento del percorso avviato con la sottoscrizione della Carta di Amalfi, avvenuta nell’aprile 2025 al termine del Summit Nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile”.
A gennaio 2026 i Comuni che hanno aderito alla Carta di Amalfi sono: Amalfi, Arzachena, Atrani, Ayas, Capri, Castellabate, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Ischia, Pinzolo/Madonna di Campiglio, Polignano a Mare, Pollica, Positano, Praiano, Ravello, Riomaggiore, Riva del Garda, Roccaraso, San Gimignano, Taormina, Volterra.