A ISTANBUL, UN PAVIMENTO MUSIVO DI OLTRE  1600 ANNI, È RIEMERSO QUASI PER CASO DURANTE LAVORI DI RESTAURO

di Stefano Modena

 

A İstanbul la meraviglia non è sempre davanti agli occhi. A volte è sotto i piedi, nascosta sotto strati di tempo e di vita quotidiana. Nel quartiere di Zeytinburnu, lontano dalle cupole più fotografate e dalle rotte classiche del turismo, un ex edificio ottomano custodisce una delle scoperte archeologiche più sorprendenti degli ultimi anni. Un pavimento musivo di oltre 1.600 anni, è riemerso quasi per caso durante lavori di restauro. Oggi quel luogo è diventato il Museo dei Mosaici di Zeytinburnu, uno spazio ancora poco conosciuto che restituisce al visitatore il piacere raro della scoperta inattesa.

UNA SCOPERTA CHE NASCE DAL RESTAURO

La storia inizia nel 2015, quando l’antico ospedale militare ottomano di Kazlıçeşme – oggi riconvertito in centro culturale – viene sottoposto a un intervento di recupero. A circa un metro e mezzo di profondità emergono superfici decorate sorprendentemente ben conservate. Non frammenti isolati, ma un’estensione coerente e articolata. La conferma arriva nel 2019: nuovi scavi, condotti sotto la supervisione dei Musei Archeologici di İstanbul, rivelano che i mosaici si estendono ben oltre l’edificio. Accanto alle decorazioni affiora anche un sarcofago in marmo con resti umani, segnale che il sito racchiude una storia complessa, fatta di usi domestici, rituali e trasformazioni nel tempo.

 

CAMMINARE SOPRA IL PASSATO

La visita al museo è pensata per mantenere intatto il senso di stupore. I mosaici non sono stati spostati né ricomposti altrove: sono esposti esattamente dove sono stati trovati. Una passerella vetrata sopraelevata permette di osservarli dall’alto, camminando letteralmente sopra il passato. Si estendono per circa 190 metri quadrati e risalgono al IV–V secolo d.C.. Realizzati con la tecnica dell’opus tessellatum, mostrano una ricca varietà di motivi che comprendono geometrie complesse, stelle, poligoni, elementi floreali. Decorazioni che probabilmente appartenevano a una villa romana, restituendo uno sguardo intimo sull’estetica domestica della tarda antichità.

UNA CITTÀ COSTRUITA A STRATI

Accanto ai mosaici, il percorso espositivo include altri frammenti di vita, una tomba in laterizi, resti umani, monete, ceramiche. Non sono semplici reperti, ma indizi di continuità, tracce di una città che non ha mai smesso di essere abitata, modificata, reinterpretata. È forse questo l’aspetto più affascinante del museo. Ricorda che İstanbul non è una città con una storia, ma una città fatta di strati di storie, sovrapposte come pagine di un libro mai chiuso.

 

ARCHEOLOGIA VIVA, NON RELIQUIA

Il Museo dei Mosaici di Zeytinburnu non è concepito come uno spazio isolato o musealizzato in modo tradizionale. Fa parte di un complesso culturale che ospita anche una biblioteca e sale espositive, diventando un luogo vissuto, inserito nella quotidianità del quartiere. Qui l’archeologia dialoga con il presente, senza essere separata dalla vita urbana. Non un tempio del passato, ma un punto di incontro tra ciò che è stato e ciò che continua a essere.

UNA DEVIAZIONE CHE VALE IL VIAGGIO

Per chi visita İstanbul con curiosità e desiderio di andare oltre i percorsi più prevedibili, Zeytinburnu è una deviazione che ripaga. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10 alle 18, e offre un’esperienza diversa da qualsiasi altra in città. Perché a İstanbul la storia non si mostra sempre in superficie. Spesso aspetta in silenzio, appena sotto i passi di chi sa fermarsi e guardare con attenzione.