Bernabò Bocca rivendica il ruolo trainante del settore, mentre Giorgia Meloni promette risposte concrete

“Dimostrerò con i fatti di credere nel vostro lavoro”

Nella prestigiosa cornice del Salone delle Fontane, si è aperta ieri la 76ª Assemblea Nazionale di Federalberghi, un appuntamento che ha riunito oltre settecento partecipanti tra albergatori provenienti da ogni regione, delegati, giornalisti e le massime cariche dello Stato. L’evento ha ribadito con forza il ruolo centrale del comparto ricettivo non solo come simbolo dell’accoglienza, ma come vero e proprio pilastro strategico dell’economia nazionale.

A dare un eccezionale rilievo istituzionale alla giornata è stato l’intervento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la cui presenza è stata accolta con grande favore dalla platea. In un passaggio cruciale del suo discorso, la Premier ha voluto sottolineare il valore del settore garantendo un impegno concreto dell’esecutivo:

Essendo Presidente del Consiglio, il mio compito non è dire grazie a parole, ma è cercare di dimostrare con i fatti che credo nel vostro lavoro” ha dichiarato la premier durante il suo intervento all’assemblea degli albergatori italiani. “Voglio ringraziarvi per la straordinaria capacità di resilienza che questo settore, che voi avete dimostrato nei momenti di maggiore difficoltà. Sembra ormai trascorsa un’eternità dalla pandemia – ha aggiunto – però io ricordo bene il contributo che questo settore ha assicurato alla nazione quando c’è stato bisogno di avere le strutture che servivano agli italiani che si trovavano in quarantena. È stato dimostrato da qui, è stato dimostrato in quella occasione come in tante altre la capacità di rappresentare non solo un settore importante dell’economia, ma un pezzo importante della comunità”. ” È questo – ha concluso la premier – che fa la differenza, credo valga la pena ricordarlo perché racconta della capacità non solo di resistere, ma di rialzarsi, di ricominciare a correre quando magari si viene dati per spacciati. Questa è una specialità tutta italiana ed è stata dimostrata molto bene da questo settore”.

Il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, in apertura del suo intervento, ha espresso profonda gratitudine alla Presidente Meloni, sottolineando l’importanza di un dialogo costante tra le imprese e le istituzioni. Bocca, con orgoglio, ha rivendicato la guida di un settore che, nonostante le sfide globali, continua a trainare il PIL italiano grazie alla dedizione di migliaia di imprenditori.

“È per me un piacere e un onore aprire i lavori della nostra Assemblea annuale qui a Roma – ha dichiarato Bocca presentando la sua relazione dal palco – Roma è una città che parla a tutta Italia. È capitale, ma è anche una sintesi del Paese: storia, cultura, accoglienza, grandi flussi, grandi responsabilità. Ed è proprio qui, dove il turismo mostra in modo più evidente la sua forza e le sue contraddizioni, che siamo chiamati a dire con chiarezza una cosa semplice: il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato”. “Preservato dagli abusivi – ha sottolineato Bocca – ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati. Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Essi non creano ricchezza, la distruggono.  Dietro il paravento dei grandi numeri non fanno altro che svuotare le nostre città, privarle della loro anima e trasformarle in desolati dormitori per ospiti che non sono neanche censiti ai fini di pubblica sicurezza. È questa la nostra idea di qualità? Di eccellenza? È così che vogliamo competere come Paese? Non credo”

“I pirati – ha proseguito il neoeletto presidente di Federalberghi – sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma, senza nessuna rappresentatività. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe.  Una recente ricerca che abbiamo realizzato con l’associazione ADAPT ha evidenziato come il rischio connesso a questa possibilità sia di 40mila euro annui di maggiori costi per l’impresa media. Ne vale davvero la pena? Anche in questo caso, posso dire che non lo credo”.

Sotto la conduzione del direttore del TG1, Gian Marco Chiocci, i lavori si sono aperti con il saluto di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi e Turismo di Roma, che ha dato il benvenuto della Capitale agli albergatori italiani.

L’importanza del tema turistico è stata testimoniata dalla folta presenza di rappresentanti del Governo e del Parlamento. In prima fila, accanto alla Premier, sedevano il nuovo Ministro del Turismo, Gian Marco Mazzi, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, a sottolineare la trasversalità del comparto turistico.

Tra le figure di rilievo presenti, hanno partecipato al dibattito anche il Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri, Massimo Mennitti, e numerosi esponenti parlamentari tra cui Maurizio Gasparri, Maria Elena Boschi e Micaela Biancofiore. Di grande rilievo anche i vertici del mondo economico e delle infrastrutture, come Tommaso Tanzilli, Presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e Bernardo Mattarella, Amministratore Delegato di Invitalia.

Verso il futuro dell’accoglienza

L’Assemblea si è svolta in un clima di straordinaria partecipazione, confermando come Federalberghi rappresenti una forza coesa e propositiva. Il focus rimane puntato sulla capacità del settore di innovarsi costantemente, mantenendo però salde le radici in quell’ospitalità che rende il Made in Italy un marchio unico al mondo.

Con questa 76ª edizione, Federalberghi non solo celebra la propria storia, ma lancia una sfida per gli anni a venire: consolidare il turismo come l’asset più prezioso per la crescita, l’occupazione e il prestigio internazionale dell’Italia.

Noi rappresentiamo un settore che non chiede privilegi – ha dichiarato in chiusura il presidente di Federalberghi – Chiede regole giuste. Chiede stabilità. Chiede coerenza. Chiede rispetto per il lavoro, per l’impresa e per il territorio. E chiede soprattutto una cosa: che l’Italia creda fino in fondo nel proprio turismo. Perché quando l’Italia investe bene nel turismo, non sostiene solo una filiera. Sostiene l’occupazione, la formazione, le città, i borghi, la reputazione internazionale del Paese. Sostiene una parte importante della nostra identità”.

“Per questo – ha concluso Bocca – il nostro messaggio oggi è semplice e forte: più qualità, più legalità, più sicurezza, più competenze, più equità. E, soprattutto, più fiducia nelle imprese che fanno bene il loro lavoro”.