Con 53 macarons e 41 insegne premiate, il Paese scandinavo si conferma l’epicentro della cucina d’avanguardia in Europa, superando anche l’addio del Noma
La cucina danese ribadisce la sua leadership mondiale e mette a segno un risultato storico. In occasione del gala per i Paesi Nordici, andato in scena l’inizio di giugno nella suggestiva cornice dei Giardini di Tivoli, la Danimarca ha ridefinito i propri confini culinari, il computo totale sale a ben 53 stelle complessive, distribuite su 41 locali d’eccellenza, superando nettamente il palmarès della passata edizione che contava 50 riconoscimenti e 37 ristoranti.
Questo balzo in avanti assume un’importanza ancora maggiore se si analizza il contesto: l’eccezionale performance del comparto ha ampiamente compensato la contemporanea uscita di scena del celebre Noma, un addio che sulla carta è costato al Paese tre stelle in un colpo solo. La capacità di rigenerazione della scena locale è stata però dirompente, trainata da ben cinque nuove scoperte che hanno guadagnato la loro prima stella e, soprattutto, dallo straordinario exploit del ristorante Kadeau di Copenaghen, che fa il suo ingresso nell’olimpo dei tristellati.
La mappa delle novità di quest’anno include:
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Kadeau (Copenaghen) – Conquista la prestigiosa terza stella Michelin
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akmē (Copenaghen) – Riceve la prima stella Michelin
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Lille Mølle (Copenaghen) – Riceve la prima stella Michelin
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Esse (Copenaghen) – Riceve la prima stella Michelin
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Bach & Nurup (Aalborg) – Riceve la prima stella Michelin
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Okê (Skagen) – Riceve la prima stella Michelin

Questo dinamismo certifica la forza di un movimento nato con l’epopea del Nuovo Manifesto Nordico e oggi evolutosi in una filosofia radicata, dove la tutela dell’ambiente, la stagionalità assoluta e la filiera cortissima non sono più eccezioni, ma requisiti fondamentali che continuano a fare scuola a livello globale.
La serata ha visto anche il debutto del premio “Mindful Voices”, un’iniziativa editoriale firmata Michelin per accendere i riflettori sui professionisti che stanno ridisegnando il futuro della ristorazione attraverso l’etica e la responsabilità sociale. Il primo a ricevere questo prestigioso riconoscimento in territorio danese è stato lo chef Nick Curtin, alla guida del ristorante stellato Alouette, premiato per la sua gestione d’avanguardia sul fronte della sostenibilità.
Le celebrazioni per questo primato accompagneranno appassionati e gourmet per tutto l’anno: all’interno del festival Copenhagen Cooking prenderà infatti vita la rassegna “A Bite of the Stars” (En bid af stjernerne), un fitto calendario di appuntamenti ideati per far dialogare il grande pubblico con i migliori artigiani del gusto del Paese. Una crescita, quella della Danimarca, che si traduce in un potentissimo strumento di promozione turistica e d’immagine internazionale.
