Un mercato da oltre 60 miliardi tra colossi americani e nicchie d’eccellenza globale

 

Di Liliana Comandé

 

L’Italia si conferma una delle mete più desiderate al mondo per il turismo di lusso (o high-end). I dati più recenti dell’ENIT e del WTTC indicano che il turismo internazionale in Italia è in una fase d’oro, con una spesa complessiva dei viaggiatori stranieri che ha sfondato il tetto dei 60 miliardi di euro. All’interno di questo paniere, il comparto del lusso recita la parte del leone, trainando gli investimenti immobiliari, l’hotellerie a cinque stelle e lo shopping d’alta gamma.

Il sistema ricettivo d’eccellenza italiano conta oggi oltre 770 hotel a 5 stelle, con flussi di arrivi e pernottamenti nelle strutture luxury in costante crescita (rispettivamente +7% e +9%).

Le città che attraggono più investimenti nel lusso

La geografia del lusso italiano si sta ridisegnando grazie all’ingresso di grandissimi capitali internazionali e catene alberghiere iconiche (come Four Seasons, Mandarin Oriental, Rosewood, Six Senses, Bulgari e Aman). Gli investimenti si concentrano principalmente in due macro-categorie: le grandi città d’arte e i “gioielli” naturalistici.

 

 

Le capitali del lusso urbano

Roma, è attualmente la regina indiscussa. La Capitale ha vissuto un vero e proprio boom di aperture di hotel ultralusso, superando persino mercati storici come Londra e Tokyo nei desideri dei viaggiatori high-end.

Milano, resta il punto di riferimento per lo shopping tourism e il lusso legato al business, alla moda e al design. Atrae investimenti massicci soprattutto nel Quadrilatero della Moda e nei quartieri storici.

Firenze e Venezia, mantengono un appeal monumentale. Gli investimenti qui si concentrano sul restauro di palazzi storici trasformati in resort esclusivi.

Subito dietro le grandi città, i capitali si stanno riversando su location naturalistiche d’eccellenza dove la domanda di ville fronte mare e hotel esclusivi è altissima:

  • Il Lago di Como
  • La Costiera Amalfitana
  • La Sardegna (Costa Smeralda)
  • Le Dolomiti e la Toscana (aree vinicole)

 

 

Chi spende di più? L’identikit del turista “alto spendente”

La provenienza dei turisti che spendono di più in Italia si divide tra il volume complessivo di spesa (quanti soldi porta una singola nazione in totale) e la spesa media giornaliera pro capite (chi spende di più per singola notte).

I mercati storici e di volume

Se guardiamo ai miliardi complessivi lasciati in Italia, i paesi che guidano la classifica sono i mercati storici consolidati, guidati dal turismo americano che predilige le esperienze Made in Italy:

Stati Uniti, oltre 5,3 miliardi di euro di spesa complessiva.

Germania, primi in assoluto per impatto volumetrico (oltre 7,5 miliardi).

Regno Unito e Francia, rispettivamente a quota 4,4 e 3,8 miliardi.

 

 

I “Campioni” della spesa giornaliera pro capite

Se si stringe il campo sul lusso puro, ovvero su chi spende cifre astronomiche per singola notte o singola esperienza, la vetta della classifica cambia radicalmente. Secondo i dati ENIT legati al turismo d’élite, i viaggiatori con lo scontrino medio più alto in assoluto provengono da:

  1. Principato di Monaco e Slovenia (turisti d’élite e ad altissima capacità di spesa)
  2. Paesi del Golfo: Kuwait, Qatar, Bahrein, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi (Dubai).
  3. Asia e Oceania: Singapore e Nuova Zelanda.

Quanto spendono in media?  Mentre un turista internazionale medio in Italia spende tra i 150 e i 220 euro al giorno, il turista del lusso (in particolare quello proveniente dal Medio Oriente o dagli USA) supera facilmente una media che va dai 1.000 ai 2.500 euro al giorno pro capite, calcolando hotel a 5 stelle lusso (tariffe medie ormai sopra i 700-1000 Euro  a notte nelle città principali), ristorazione stellata, guide private e shopping tourism.

 

Dove spendono e in cosa?

 

 

A Roma, Firenze e Venezia la spesa si concentra su Hotellerie di altissimo livello e cultura privata (visite esclusive a porte chiuse nei musei, yacht sul Tevere o canali privati).

A Milano domina lo Shopping di Alta Gamma. L’Italia incide per oltre 2,5 miliardi di euro sul PIL solo grazie allo shopping tourism. I turisti del Golfo e americani scelgono Milano per acquistare moda, gioielli e design.

Sulla Costiera Amalfitana, Portofino e Como la spesa si focalizza su Esperienze, Nautica e Ristorazione. Il noleggio di charter privati, cene nei ristoranti con stelle Michelin e il wellness d’avanguardia sono le voci principali del budget di questi viaggiatori.

 

 

Il futuro del comparto, oltre il soggiorno, caccia all’esperienza esclusiva

Il boom del turismo del lusso in Italia non è un fenomeno passeggero, ma il risultato di un profondo riposizionamento dell’offerta ricettiva nazionale. Se da un lato i grandi volumi generati dal mercato statunitense e da quello europeo garantiscono una base solida e costante al settore, dall’altro sono le nicchie ad altissima capacità di spesa – dai magnati del Golfo ai viaggiatori d’élite europei – a spingere l’asticella sempre più in alto.

La sfida per il futuro della penisola non si giocherà più soltanto sul numero di posti letto a cinque stelle, ma sulla capacità di offrire esperienze uniche, private e iper-personalizzate. Con una pipeline di investimenti internazionali che continua a crescere, l’Italia dimostra che il lusso non è solo una voce del PIL, ma il biglietto da visita di un Paese capace di trasformare la propria bellezza in un’economia d’eccellenza senza rivali nel mondo.